torna il Chianti Classico in “connection”


Collection 2021 che diventa Connection per il nuovo Gallo Nero nel centro di Firenze. Oltre 400 prodotti. La nostra selezione TOP 35


Sentirsi a casa e poi scoprire davvero di esserlo. Controsenso? Poca lucidità da alcol? O forse altro magari da spiegare meglio.


[si legge (più o meno) in: 8 minuti]


Non ne faccio mistero, so di poterlo affermare a testa alta: il Consorzio del Chianti Classico quando apre le sue porte lo fa con grande generosità e precisa organizzazione.


E’ un’opinione condivisa anche da molti colleghi di testate nazionali ed estere: difficilmente in Italia si presentano le nuove annate in eventi che hanno questa cura del dettaglio e spirito di comunità al tempo stesso.


foto: Paolo Bini ©

Complice il covid e, contemporaneamente, il calo dei contagi, si è avuto il via libera per una Chianti Classico Collection trasformata “in Connection” con accessi contingentati, degustazione in presenza e su prenotazione anticipata per i professionisti del settore e stampa.


Coinvolte 6 città internazionali: Tokio, Chicago, New York, Londra, Monaco e Firenze. In Toscana la “Collection” o “Connection” vivrà una scia lunga fino al 24 maggio, una degustazione ampliata per favorire un maggior numero di operatori selezionati.


E se pensate che l’organizzazione ha messo a disposizione globalmente oltre 10.000 bottiglie e che alla fine dovrebbero essere coinvolte oltre 2800 persone, è facile capire che, se l’iniziativa avrà successo, potrebbe essere replicata anche in futuro. (Leggi subito la nostra selezione vini S-35 Top #CCC21)



foto: Paolo Bini ©

Sono probabilmente i primi esperimenti di una nuova strategia, una nuova idea di marketing post-pandemia, strutturata con grande sacrificio ma forse vincente nella razionalizzazione delle risorse.



La presentazione di Firenze, dal 20 al 24 maggio, ha indubbiamente un sapore diverso a partire dalla location. Lo storico Chiostro Grande di Santa Maria Novella, scelto quest’anno al posto della Leopolda, ha calato i partecipanti in un contesto di suggestione quasi alienante del concetto spazio-tempo.


Nei momenti di pausa fra gli assaggi, passeggiando sull’erba e alzando lo sguardo verso le architetture del gotico e romanico fiorentino, è parso uscire dalla modernità e dalla centralità cittadina.


Ma il vero potere attrattivo e collante degli elementi è stata la regia (e qui torniamo all’incipit dell’articolo).

Luogo stupendo, fortunate giornate di sole (almeno le prime 2) che hanno acceso il verde come se ci trovassimo su un prato vicino al fiume Pesa ma… ma senza la buona organizzazione difficilmente il risultato sarebbe stato questo.


A parte le iniziative culturali parallele (comunque non scontate) come il tour alla Cappella dei Papi e l’intrigante visita all’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella (fra qualche giorno ve la racconteremo su spiritoitaliano.net), andando sull’operativo possiamo dire che ha ben funzionato sia il controllo sanitario con obbligo di tampone rapido che la nuova introduzione della richiesta vini da assaggiare via catalogo web.


foto: Paolo Bini ©

La piattaforma online ha consentito di connettersi in chat con le aziende del Consorzio e di vedersi servire il vino nel calice con la professionalità dei sommelier in sala richiedendolo semplicemente con qualche click (forse qualche click di troppo) in pochissimo tempo dalla richiesta.



Una soluzione con dei pro e dei contro ma che sicuramente avrà una futura implementazione anche altrove magari con qualche messa a punto.


Personalmente, con questo sistema ho assaggiato meno vini del solito (alzare semplicemente una mano per richiedere il servizio favorisce i voraci dell’assaggio) ma è fuori di dubbio la maggior equità nel servizio (first in first out) e anche una migliore distribuzione delle energie per i sommelier (con il sistema online ogni sommelier può ricevere la comanda e servire, mentre con il sistema tradizionale alcuni sommelier potevano faticare il triplo di altri se dedicati a tavoli di giornalisti particolarmente assetati o pretenziosi).


Quindi, tutto sommato, ok per il sistema online a patto che non si perda mai la connessione in sala e che si faccia una buona fase di test e debug preventivi per il software (qualcosina nella mattina del 21 è parso non funzionare proprio a dovere).


foto: Paolo Bini ©

Location e organizzazione che mi hanno fatto assaggiare in relax all’esterno, con una brezza leggera rinfrescante e senza gomitate o mani alzate per dei secondi in attesa di ricevere il vino nel calice.


Così bene da pensare: “oh… mi sento rilassato come in giardino a casa!” e poi rifletterci un attimo e capire non solo di esserci ma di essere nel cuore di Firenze (per un fiorentino il Gallo Nero in SMN non ha prezzo).


Il timore che adesso ci assale è che le risorse non consentano in futuro né di confermare queste iniziative né di ritornare alle Anteprime “old style” (forse diventate oggi già obsolete) ma (questo è il mio personalissimo pensiero) se il Chianti Classico ha raggiunto in questi ultimi 10 anni i numeri del grande successo è perché ha sicuramente rincorso l’alta qualità ma anche perché ha dato l’opportunità di poterla comunicare con questa formula e un’accoglienza molto attenta a ogni dettaglio.


credits: Caterina Mori – courtesy Chianti Classico

Per il Presidente Giovanni Manetti: “Questa edizione è un inizio, torniamo a presentare i nostri vini in uno scenario del tutto diverso rispetto allo scorso febbraio, che ci richiede di saper rispondere con prontezza alle nuove esigenze. Questa lunga interruzione dei viaggi internazionali ci ha spinto a trovare soluzioni alternative, e mai come in questo momento è importante sentire vicini i nostri interlocutori all’estero. I mercati della nostra Connection tutti insieme assorbono oltre il 70% della nostra produzione. Una formula ibrida assicura massima sicurezza a chi degusta in presenza e al contempo moltiplica le possibilità di noi viticoltori di interfacciarci sui mercati. ”



E’ fra l’altro, aggiungo io, un Gallo Nero che mette anche sempre più prepotentemente nel mirino il concetto dell’areale, la differenziazione fra comuni e la zonazione; lo si è visto chiaramente anche nell’ultima conferenza stampa dove è stata presentata la nuova Carta Geoviticola della DOCG.


foto: Paolo Bini ©

Una carta frutto della collaborazione con il prof. Simone Priori dell’Università degli Studi della Tuscia che ha individuato 11 unità cartografiche basate sulla geologia, sul suolo e lo sviluppo topico della vite.


Invitato alla presentazione, per Alessandro Masnaghetti di Enogea: “Il paesaggio non è soltanto emozione, ma anche uno strumento efficacissimo per approfondire la propria conoscenza di un territorio. Basta poco, basta un po’ di attenzione, e attraverso la “lettura” del paesaggio, delle sua vegetazione, della sua morfologia, possiamo capire molto per esempio del microclima e persino della geologia.


foto: Paolo Bini ©

Entusiasta il Presidente Giovanni Manetti: “Abbiamo finalmente uno strumento che ci permette di raccontare con un linguaggio comune la terra su cui noi viticoltori camminiamo ogni giorno i nostri consumatori e i nostri interlocutori sui mercati sono sempre più interessati alla zona di origine, e sempre meno ai dettagli tecnici dell’invecchiamento, e la geologia è un elemento essenziale per descrivere un territorio, per definirne l’unicità.  Possiamo finalmente raccontare la storia del Chianti Classico dai suoi albori, 145 milioni di anni fa.”


Parliamo infine e finalmente di assaggi.

C’erano 34 esemplari di Olio Chianti Classico DOP in degustazione ma soprattutto c’erano oltre 430 etichette di Chianti Classico DOCG e 35 di Vinsanto del Chianti Classico DOC e sui vini ci siamo spinti più sotto a segnalarne un elenco fra i più convincenti.


credits: Caterina Mori – courtesy Chianti Classico

Chianti Classico annata distribuito fra la 2020 e la 2015, il Riserva declinato a ritroso dalla 2018 alla 2014 (con Casa di Monte unico produttore che ha proposto il riserva 2012) e il Gran Selezione dalla 2018 alla 2015 (Castello di Cacchiano e Fattoria di Montemaggio avevano la 2013, Casa di Monte la 2012).


2020 dall’andamento stagionale praticamente perfetto, nei soli 9 vini disponibili abbiamo cercato di valutare l’immediatezza e la facilità di consumo. Per la reale valutazione dell’annata ovviamente attendiamo il futuro.

La vendemmia 2019, terminata sotto i migliori auspici, nel calice ci ha convinto ma non entusiasmato nel complesso. Anche qui occorrerà attendere la vera prova del fuoco: quella del 2022 in cui saranno presentati Riserva e GS. Ho la sensazione che fra un anno sarà fugata ogni perplessità in merito.


foto: Paolo Bini ©

Una 2018 dall’andamento discontinuo, impegnativa fino alla fine, una stagione che ha evidenziato le capacità agronomiche e organizzative aziendali. Comunque tanti i Gran Selezione di alta qualità.


Abbiamo cercato di selezionarvi anche Chianti Classico di annate antecedenti perché ci piace venire incontro a ogni palato e fuori da qualsiasi preconcetto.


Emblematico il buon numero dei 2016 presenti nella mia lista e superiore ai 2017. Sui Gallo nero maggiormente elevati e affinati in cantina, le annate più calde sono quelle a più rischio equilibrio organolettico e meno stimolanti. Ma questa è una mia personale opinione e poi, come anticipato sopra, c’è zona e zona, comune e comune, areale ed areale che possono fare la differenza.


Ciò che conta per voi è sapere che nella TOP 35 (30 Chianti Classico e 5 Vinsanto) NON è riportato più di 1 vino per azienda. Mi spiace aver lasciato fuori splendidi vini solo perché già presente un altro “fratello della famiglia” oppure aver escluso altri meritevoli o ottimi emergenti solo per logici limiti di spazio.

Per la linea editoriale di spiritoitaliano.net ha un senso soprattutto comunicare la qualità di un territorio prima che di un’azienda.



Menzione “Globale” (miglior gamma di vini presentati) quest’anno meritatissima per Monteraponi (che già mi ricordo l’avesse sfiorata lo scorso anno e premio della mia “Critica” all’eccellente pulizia e piacevolezza gustativa condivisa dai vini di Isole e Olena, azienda che spesso considero un po’ d’essai (per quei sommelier troppo inclini al facile autocompiacimento) ma che, credetemi, mi ha davvero convinto pienamente.


Avanti con la nostra selezione dei migliori Chianti Classico e Vinsanto del Chianti Classico (gli strepitosi 5/5 e gli eccellenti 4,5/5). Suddivisi per tipologia, in ordine di valutazione e poi rigorosamente alfabetico.


foto: Paolo Bini ©


Selezione S-35 Chianti Classico e Vinsanto CC


Chianti Classico DOCG



Fontodi
Filetta di Lamole 2018


Rosa e peonia che virano su fragranti note di frutta rossa espressiva, in bocca è didascalico per contenuto e svolgimento delle sensazioni

Isole e Olena
2019


Lavanda, mora fresca che si aprono in lunghezza estrema e piacevolezza esemplare. Signorile, punto.

Istine
2019


Un vino ormai cult, estremamente godibile ma al tempo stesso soddisfa per ricchezza anche i palati più esigenti e esperti. Frutta infinita

L’erta di Radda
2019


Fragoline di bosco, lampone e tantissimi fiori al naso… quando si dice di un vino fatto bene e davvero godibile, sorso dopo sorso, dopo sorso, dopo sorso…



Bindi Sergardi
La Ghirlanda 2018


Raffinate carezze di violetta e caramella, in bocca esprime tutto il suo fascino giovanile con buona persistenza

Castellinuzza e Piuca
2019


Tocchi di erbe sorprendenti su carattere floreale. Fruibile, gustoso e giustamente astringente

Fattoria San Giusto a Rentennano
2020


Estrema delicatezza di lampone, ribes e arancia che lo rende vino ideale per i momenti pre-cena o abbinamenti a primi piatti leggeri

Riecine
2019


Non particolarmente espressivo al naso ma in bocca sfodera contenuto e aromi in successione da grande vino

Rocca delle Macie
Famiglia Zingarelli 2019


Maestro nell’accontentare ogni palato: estremo bilanciamento, abbracci di amarena e fragola con astringenza sapientemente domata

Vecchie terre di Montefili
2018


Severo e rigoroso, frutta scura e macchia mediterranea, a metà fra l’annata e il riserva, di notevole estratto e persistenza


foto: Paolo Bini ©


Chianti Classico riserva DOCG



Bibbiano
riserva 2018


Ribes e lamponi con delicata speziatura, ha personalità e tannino esemplare, buonissimo

Castello di Albola
riserva 2018


Freschissimo soffio di agrumi e ciliegia su ricchissimo floreale. Si respira eccellenza prima ancora di verificarla in bocca: delicatamente lungo, soave

Castello di Monsanto
riserva 2018


Autorevole tradizione al potere: marasca, pansé, cannella e cacao in un lunghissimo e sapido caldo percorso di assaggio. Difficile fare meglio

Monteraponi
riserva Il Campitello 2018


Ormai un riferimento per chi cerca eccelso nettare rinfrescante per il sorso. Arancia, tabacco e rosa miscelati in un vino che gioca prevalentemente su durezze di altissimo pregio



Borgo Salcetino
riserva Lucarello 2017


Sostegno fresco determinante per tenere l’alcol. I soffi balsamici sono il plus allo svolgimento degli aromi di glicine, essenze orientali e ciliegia. Buona lunghezza

Brancaia
riserva 2017


Se amate il Sangiovese più pronto e meno aggressivo da subito, questo è il vostro vino. Il tocco di merlot lo rende estremamente fruttato e suadente

Castellare di castellina
riserva Castellare 2018


Tensione tannico-acida che nel tempo lascerà aprirsi gli aromi di tabacco, cacao e amarena. Da attendere con massima fiducia

Castell’in Villa
riserva 2015


Quella nuance granato che suggerisce gli aromi di erbe, sottobosco, mora e glicine. Vino caldo e regale

Castello di Radda
riserva 2016


Freme in bocca grazie a una tensione acida che non stona ma ravviva i numerosi aromi fruttati e floreali che pervadono i sensi con buona persistenza

Felsina
riserva Rancia 2018


Sempre un riferimento per chi cerca il giusto connubio fra concretezza e piacevolezza. Coccole di lavanda, arancia e chiodi di garofano mentre il tannino lascia un lieve finale di erbe


foto: Paolo Bini ©


Chianti Classico Gran Selezione DOCG



Castello della Paneretta
Gran Selezione Torre a Destra 2016


Annata meravigliosa evidentemente ben gestita. Frutta e tratto olfattivo sanguigno di un vino persistente e energico. 5 stelle e poche chiacchiere

Castello di Ama
Gran Selezione San Lorenzo 2018


Equilibrio di gran classe, tutto è al suo posto in un vino davvero promettente dai sapori di fiori frutta e spezie piccanti. Nobilissimo

Castello di Fonterutoli
Gran Selezione Castello Fonterutoli 2018


Giovanile spinta di fiori e piccoli frutti rossi fragranti. Il ventaglio di erbe balsamiche e spezie fanno il resto su un vino che lascia impressionate bocca e mente

Colle Bereto
Gran Selezione 2016


Delicati petali di violetta, fresca ciliegia e ribes che si aprono in bocca con tocchi soavemente balsamici. Con naturalezza ti conquista e te ne distacchi malvolentieri

Ricasoli
Gran Selezione Castello di Brolio 2018


Grande personalità, fiori ed erbe inebrianti ma soprattutto una freschezza d’insieme che lo rende bevibilissimo nella sua importante struttura di altissima classe



Castello di Volpaia
Gran Selezione Coltassala 2018


Sempre elegante, sempre fresco. Siamo certi smaltirà questo tannino leggermente più aggressivo del solito, gli diamo fiducia

Conti Capponi/Villa Calcinaia
Gran Selezione Vigna Contessa Luisa 2018


Sangiovese espressivo ben frenato nella sua esuberanza. Rientri di macchia mediterranea e ginepro su legno di cedro e carne.

Le Cinciole
Gran Selezione Aluigi 2016


Adesso è molto contratto: scorza di arancia, macis e ribes nero emergono da un tannino marcante ma di grande caratura. Scatterà nel tempo

Marchesi Antinori
Gran Selezione Badia a Passignano 2018


Soave beva, ben dosata con frutta centralissima e perfetto bilanciamento. Finale di buona lunghezza, non può non piacere

Ormanni
Gran Selezione Etichetta storica 2016


Amarena e sigaro sono gli aromi di un vino equilibrato. Pecca un briciolo in freschezza ma la sua complessità aromatica è magistrale



Vinsanto del Chianti Classico DOC


foto: Paolo Bini ©



Badia a Caltibuono
2011


Mango sciroppato, composta di pere e nocciola in un davvero buon Vinsanto dal tratto dolce e persistente

Caparsa
1999


A 22 anni può permettersi tutto, anche un tocco finale amaricante su infinita scia di erbe, fico, albicocca secca e caramella d’orzo. Finale sapido, bella emozione

La Vigna di San Martino Argiano
2012


Nella sua estrema dolcezza riesce a bilanciarsi con stile sapido e profumi di zagara, ginestra, biscotto e salvia. Perfetto per le crostate



Castello di Cacchiano
2004


Vaniglia, gelée di pesca e pizzico iodato. Dolce approccio, caldo percorso ma di densità impressionante

Santo Stefano
2008


Dal dorato chiaro, atipico e luminoso escono i profumi del miele d’acacia e della noce con erba fresca. In bocca è delicato, nato per la pasticceria secca




foto: Paolo Bini ©


Premio qualità globale vini: Monteraponi

Premio della critica personale: Isole e Olena


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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.