stime produzione mondiale vino 2021


OIV ha presentato le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2021. Calano Francia, Spagna e Italia. Crescono Romania, Georgia, Australia e tutto il Sudamerica


Sono le prime stime di Organisation Internationale de la Vigne et du Vin sulla nuova produzione mondiale di vino, presentate pochi giorni fa in conferenza stampa.


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Dalla sede di Parigi (presto sarà trasferita a Digione) il Direttore generale Pau Roca ha parlato di una produzione mondiale di vino prevista in forte riduzione

Si tratterebbe del terzo anno consecutivo con un livello di produzione inferiore alla media molto simile a quello del 2017.



Sulla base delle informazioni raccolte in 28 paesi (che rappresentano l’85% della produzione mondiale nel 2020), la produzione mondiale di vino 2021 (esclusi succhi e mosti) è stimata tra 247,1 e 253,5 Milioni di hl (media 250,3 Milioni di ettolitri)

Nell’Unione europea (UE) le condizioni meteorologiche del 2021 non hanno favorito i produttori di uva e la produzione di vino è stimata in 145 Mil. hl (esclusi succhi e mosti) che rappresenta una diminuzione di ben 21 Milioni di hl (-13% rispetto al 2020).


foto: Cup of Couple

Nei Paesi della UE la situazione è abbastanza eterogenea, principalmente dovuta alle differenti condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato l’ultima stagione.

L’anno 2021 si è dimostrato particolarmente negativo per Italia, Spagna e Francia (i 3 maggiori produttori dell’UE che insieme rappresentano il 45% della produzione mondiale e il 79% della produzione UE), in particolare a causa delle gelate tardive di inizio aprile.



L’Italia si conferma primo produttore con 44,5 milioni di hl, nonostante il calo stimato del 9% della produzione di vino 2021 rispetto al 2020 e alla sua media quinquennale.

La Spagna, secondo produttore mondiale nel 2021, ha una produzione stimata di 35,0 mil. hl. Numeri che parlano di un calo del 14% rispetto al 2020 e del 9% rispetto alla sua media quinquennale.



La Francia è il paese che ha maggiormente sofferto gli effetti di un’annata disastrosa con forti gelate ad aprile, seguite da piogge estive, grandinate e peronospora. Di conseguenza, la produzione prevista è di 34,2 Mil. hl, in calo del 27% rispetto al 2020.


L’altra faccia della medaglia è rappresentata da alcuni paesi dell’UE in cui si prevede una crescita rispetto allo scorso anno.

In Germania, nonostante i casi di gelate tardive che hanno colpito alcuni dei paesi vicini, la produzione stimata è di 8,8  milioni di hl (+4%/2020).



Un altro grande produttore, la Romania, prevede una crescita della produzione di vino per il 2021, con 5,3 milioni di hl (+37% sul 2020), un livello superiore del 29% all’ultima media quinquennale.


La produzione di vino 2021 dell’Ungheria è stimata in 3,1  milioni di hl, pari a un aumento del 6% rispetto al 2020 e del 4% rispetto alla sua media quinquennale. Per la Bulgaria si prevede una produzione di 0,9  milioni di hl, ossia +7% rispetto allo scorso anno, ma 15% rispetto alla sua media quinquennale.



Nei paesi dell’Europa orientale la situazione è generalmente positiva.


La produzione di vino 2021 della Russia è stimata in 4,5  milioni di hl, lievemente superiore allo scorso anno (+2% sul 2020), ma inferiore del 2% rispetto alla sua media quinquennale.

La stima della produzione di vino della Georgia è in crescita del 22% rispetto alla già forte produzione del 2020, con un livello record di 2,2  milioni di hl, attribuito all’alta resa di quest’anno dell’uva.

In Moldova, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, con gelate tardive e forti precipitazioni, la produzione di vino 2021 è stimata in 1,1  milioni di hl, segnando un’impennata di circa il 20% rispetto allo scarso volume del 2020, che fu segnato dalla siccità



Se parliamo invece degli altri continenti, non si hanno al momento i dati della Cina, mentre negli USA la stima preliminare della produzione di vino 2021 è di 24,1 milioni di hl. Un valore superiore del 6% su quello dello scorso anno, caratterizzato però da un raccolto relativamente scarso a causa degli incendi forestali e della contaminazione da fumo.


Nei Paesi dell’emisfero australe (dove la vendemmia si è conclusa nel primo trimestre del 2021), i dati preliminari sulla produzione di vino tendono a essere maggiormente accurati e affidabili in questo momento dell’anno.


Dopo un marcato calo della produzione di vino nel 2020 a causa di condizioni climatiche avverse, il 2021 ha visto una forte crescita in tutti i principali paesi produttori. La produzione di vino stimata per il 2021 nell’emisfero australe segna infatti un nuovo massimo a 59  milioni di hl (+19% rispetto al 2020).



I paesi sudamericani hanno registrato una forte espansione della produzione rispetto al 2020. L’assenza di dure condizioni meteorologiche, generalmente causate da El Niño, parrebbe aver contribuito agli ottimi raccolti e agli alti livelli della produzione di vino 2021.

Il Cile è il maggior produttore del Sudamerica nel 2021, con una produzione di vino di 13,4  milioni di hl, il volume più alto registrato negli ultimi 20 anni, con una crescita del 30% rispetto al 2020.



Nel 2021, la produzione di vino dell’Argentina è cresciuta in modo significativo fino a 12,5  milioni di hl (+16%), dopo una produzione molto scarsa registrata lo scorso anno.

Il Brasile registra un altissimo volume di produzione 2021, stimato in 3,6  milioni di hl. Si tratta della produzione più alta registrata in Brasile dal 2008 e segna un +60% rispetto allo scorso anno e un +46% rispetto alla sua media quinquennale.



Se guardiamo infine altrove, in Sudafrica, la produzione di vino 2021 è stimata in 10,6  milioni di hl, in crescita (terzo anno consecutivo) del 2% rispetto al 2020.


Dopo le annate 2020 e 2019 rovinate da siccità e incendi, l’Australia registra il maggior raccolto dal 2006, spingendo il volume della produzione di vino 2021 a 14,2  milioni di hl (+30% rispetto al 2020 e +14% rispetto alla sua media quinquennale).



La Nuova Zelanda invece, dopo il record dello scorso anno, a causa principalmente gelate primaverili tardive ha perso il 19% rispetto allo scorso anno e il 13% rispetto all’ultima media quinquennale.




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fonte: OIV

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net