spirito diretto: amaro nonino


Pane al pane e alcol all’alcol, le recensioni di Tommaso Pieri sulla liquoristica più o meno nota. Dall’aperitivo al digestivo.
Oggi: Amaro Nonino Quintessentia

SPIRITO DIRETTO


Spirito diretto significa “senza tanti peli sulla lingua” e Tommaso Pieri, il nostro maestro liquorista di fiducia, è anche noto per la sua franchezza. Ogni tanto ci racconta il suo mondo, ma ci terrà compagnia anche con qualche recensione di prodotti noti e anche di outsider sul mercato.


si legge (più o meno) in: 5 minuti


Partiamo da un prodotto noto a molti perché messo in commercio da un’azienda davvero importante che riscuote successi in tutto il mondo: Amaro Nonino Quintessentia®.

Alcol all’alcol… spirito diretto!

[ndr]


la casa, in breve


Chi non conosce la famiglia di distillatori friulani Nonino dovrebbe vergognarsi. Sono belli, bravi, suppongo anche ricchi, fanno grappe e liquori dal 1897 ma, soprattutto, fanno tendenza.

Inconfondibile la bottiglia della grappa, panciuta a forma di anforetta con l’anellino di vetro che pare quasi fatto per metterselo al dito e far sbocciare subito l’amore. Inventori, come dichiarato, delle grappe monovitigno; se in Italia sono famosi, all’estero sono semplicemente idolatrati dagli appassionati.


Nel lontano 1933 la produzione si arricchì anche di liquori. Ed è qui che la storia, oggi per noi, si fa interessante.

Mi capita di vedere spesso in giro la bottiglia dell’amaro, mi è già capitato anche di berlo in passato ma stavolta, spinto anche da un amico, l’ho comprato in un negozio. Non ho resistito alla tentazione e lo ho subito aperto e degustato, in un bicchiere iso da vino e a temperatura ambiente, come piace a me.


Come sempre amo essere diretto e così sarò con voi mettendo alla prova questo prodotto da cui oggettivamente dobbiamo aspettarci qualcosa in più visto il nome della casa madre.



le stille alcoliche


Packaging: una bottiglia abbastanza semplice, non pesa molto. La sommità del tappo a fungo è bellissima, elegante e innovativa; peccato per il sotto del tappo a fungo, di plastica, né bello né ecologico. L’etichetta è ciò che mi lascia più perplesso. Si discosta da tutte le altre produzioni di casa Nonino: un po’ retro’ invece che puntare verso il futuro.

Colore: nel bicchiere un color ambra, molto limpido, si nota il minimo utilizzo di caramelli che danno un’estetica più naturale al prodotto.

Olfatto: Menta e arancia sono le due botaniche preminenti a livello olfattivo, insieme alla punta alcolica dell’acquavite. L’intensità olfattiva non è spiccata, bisogna un po’ cercarla. Il rischio è che a berlo freddo si perdano totalmente i profumi.

Gusto: il prodotto entra in bocca pulito, l’alito alcolico dell’acquavite si fa spazio subito dopo aver palleggiato il liquido tra le guance. Lieve amarognolo, poi sopraffatto da sentori agrumati, di arancia candita e zest di limone; il contraltare balsamico è dato da un lieve mentolato molto suadente, il tutto concluso con note morbide che mi ricordano liquirizia, cacao e cannella. Il tutto va giù molto bene nonostante il 35 ABV e in retro-olfatto viene perfettamente pulito dalla nota “vinacciosa“, lievemente “grapposa” dell’apporto dell’acquavite.


Un prodotto per il mio gusto in definitiva molto, troppo, popolare che sicuramente riscuoterà acclamazioni in tutto il mondo ma che pare non riuscire a discostarsi da un certo tipo di produzione “da grande pubblico”


prendete appunto:


aziendaNonino
tipologiaAmaro mediterraneo
prodottoQuintessentia
alcol35%
degustato nel2020
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
suggerimento per il consumo:a fine pasto

Attenzione, ricordate… nessun consiglio per gli acquisti ma semplicemente il racconto di un assaggio di qualità.

Imitandoci, potreste comunque migliorare anche il vostro spirito. Il confronto, come scriviamo sempre, è il primo passo verso l’accrescimento culturale… per tutti!

Commentate o scriveteci a redazione@spiritoitaliano.net.


torna in alto


riproduzione riservata ©


condividi l'articolo su:

Tommaso Pieri è classe ’77; una vita passata felicemente “sul pezzo” dietro i banconi dei bar italiani e fuori confine. Una splendida esperienza, umana e professionale, conclusa con la pubblicazione del libro “Il mio bar cavalca la crisi”. Dopo esperienze come manager, formatore e consulente in ambito della ristorazione ha deciso di iniziare a produrre liquori in modo professionale. Da sempre innamorato delle produzioni alimentari di qualità, con una predilezione innata verso birra e amari, scrive per passione e solo di ciò che ben conosce e lo appassiona.