sommelier virtuali crescono?


Con un esperimento di intelligenza artificiale fatto sull’analisi del vino, ricercatori del NIST USA propongono un nuovo sistema AI innovativo. Non è la prima volta degli e-nose


Siamo ben lontani ancora da significative novità, per i calici elettronici c’è ancora tempo e quanto testato dai ricercatori NIST nel Maryland non aveva proprio la finalità di inventarsi un sommelier artificiale, però… non si sa mai il futuro cosa ci riserverà.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


Un team di scienziati del National Institute of Standards and Technology (NIST) ha sperimentato una nuova tecnologia di intelligenza artificiale che ha superato un test di degustazione di vini “a pieni voti” per l’obiettivo.


Ora,tranquilli… non aspettatevi che domani arrivi sul mercato un nuovo dispositivo elettronico per la degustazione guidata a casa. Vi raccontiamo cosa è accaduto.


Partiamo da un presupposto prettamente scientifico: la ricerca di un sistema di intelligenza artificiale che rimanga efficiente utilizzando minori risorse così come espresso nello studio pubblicato sul Physical Review Applied a cui facciamo riferimento.


photo: Gerd Altmann

Come abbiamo avuto modo di vedere in questi ultimi anni in ogni settore, la crescita in dimensione e in spazio applicativo delle reti neurali ha portato a una domanda di hardware più efficiente in termini di energia e memoria.


Le strade per mitigare quello che è divenuto il problema principale, il collo di bottiglia di von Neumann, stanno puntando a nuove architetture che lavorino sia sulla memoria che sugli algoritmi.


Non scendiamo ovviamente in ulteriori dettagli ma il team di scienziati ricercatori del NIST, dopo la pubblicazione, ha proseguito la sperimentazione finendo così a incrociarsi con il mondo del vino e della sommellerie.


original photo: Christine Sponchia

Tutto passa dal cervello, lo sappiamo, e anche quando noi assaggiamo un nuovo vino o un nuovo distillato, le reti neurali del nostro cervello elaborano un sacco di informazioni, come fossero array di dati, a ogni sorso.


Per ogni sensazione saporifera o tattile, per ogni riconoscimento aromatico, le sinapsi nei neuroni bruciano soppesando l’importanza di ogni impulso (tipo bit di dato) prima di passarlo al successivo strato di neuroni nella rete. Mentre l’informazione scorre, il cervello analizza il tipo di vino.


E attualmente (chissà fino a quando, fa paura pensarci) i sistemi di intelligenza artificiale (AI) sono meno efficienti, meno efficaci e più lenti del nostro cervello arrivando a consumare intorno al migliaio di energia in più rispetto a ciò che spende in watt il nostro organo.



Per l’esperimento di degustazione e comprensione dei vini, gli scienziati hanno messo in pratica la loro teoria con un sistema AI con giunzione a tunnel magnetici (detti MTJ), a minore potenza e molto più performante del grande numero di chip al silicio che possono fare altrettanto.


original photo: DrSJS – Arek Socha

Non è il primo esperimento di intelligenza artificiale che si fa sulla degustazione di alcolici. Giusto pochi mesi fa in Australia uno sniffer elettronico chiamato NOS ha identificato con precisione di oltre il 90% le aziende, i malti e le regioni di provenienza di 3 whisky scozzesi utilizzando 8 sensori per rilevarne l’aroma.

L’e-nose australiano aveva comunque un sistema AI diverso rispetto all’analizzatore americano che, ripetiamo, punta, per stessa ammisione del NIST, al risparmio delle risorse.



Proprio come accade a ogni esperto assaggiatore, la prima cosa che gli scienziati americani hanno fatto fare al prototipo è stata quella di allenare il palato (in questo caso virtuale) e tarare la degustazione. Il lab è così iniziato con la formazione del palato virtuale del sistema AI, utilizzando 148 su 178 vini a base di tre varietà di uva già archiviati in un set di dati preesistente sulla base di 13 caratteristiche come colore, alcol, flavonoidi, estratto secco, alcalinità ecc.


By analyzing the different characteristics of wines, such as acidity, fruitiness and bitterness (represented as colored flasks on the left), a novel AI system (center) successfully determined which type of wine it was (right). The AI system is based on magnetic devices known as “magnetic tunnel junctions,” and was designed and built by researchers at NIST, the University of Maryland and Western Digital.
credits: NIST/McClelland

Dopodiché, sono stati somministrati alla rete MTJ i 30 vini mancanti e che il sistema affrontava per la prima volta.


La precisione è stata del 95,3% e ci sono stati solamente 2 errori sui vini mai visti prima, segno che la capacità di auto-modularsi sull’esperienza è stata significativa e che l’esperimento MTJ «sta funzionando» – come precisato dal fisico NIST Jabez McClelland.


Brian Hoskins, fisico del NIST, ha detto dell’esperimento: «È una degustazione di vino virtuale, ma la degustazione è fatta da un’apparecchiatura analitica che è più efficiente ma meno divertente».

Ora… anche sul più efficiente vorremmo dissentire… Sì, vabbè, ti indovino il vino grazie al ph ma la bellezza della degustazione guidata è la parte emozionale che parte dai sensi e arriva al cuore attraverso le parole e il vocabolario. Indipendentemente dai progressi che saranno fatti, il robot sommelier che indovina il vino nel bicchiere e te lo racconta nelle sue peculiarità toccando le corde dell’anima di chi lo ascolta per adesso pare molto fantascienza.


Per scovare invece del merlot dove dovrebbe esserci solo sangiovese, non serve l’intelligenza artificiale ma sono già sufficienti gli strumenti elettronici che abbiamo oggi, lo sappiamo.


photo: Kerstin Riemer

Dispositivi simili potrebbero potenzialmente essere ingranditi e utilizzati per costruire nuovi sistemi di intelligenza artificiale con grandi reti neurali che utilizzano questo tipologia di array.

Questi sistemi, utilizzando meno potenza rispetto alle forme precedenti, potrebbero essere utilizzati, secondo i ricercatori NIST, in applicazioni come abbigliamento “intelligente”, droni in miniatura o sensori che elaborano i dati alla fonte.

Poi fra 10 anni capiremo anche noi se e quanta strada sarà stata fatta anche nel settore degli alcolici…





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fonte: US National Institute of Standards and Technology

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net