lo shesh di sukth


Shesh I Zi e Shesh i Bardhe sono i due vitigni autoctoni più rappresentativi dell’area fra Tirana e Durazzo

SKENDERBEU


Proseguiamo il nostro itinerario per conoscere la terra di Albania, il popolo di Skenderbeu, le informazioni essenziali per chi ama il vino e desidera scoprire l’Europa emergente.


[si legge (più o meno) in: 5 minuti]


Con la rubrica “Skenderbeu”, Vincenzo Vitale ci fornisce interessanti spunti e informazioni da approfondire viaggiando e visitando i luoghi, così vicini eppur non sufficientemente noti.


Articoli che stanno riscuotendo un ottimo consenso, peraltro non inaspettato, e che per questo vogliamo proseguire a proporvi, certi che continuerete a stimolarci con le vostre osservazioni e richieste.


Proseguiamo oggi a conoscere i principali vitigni autoctoni di Albania. Dal nord, quasi al confine col Montenegro, ci spostiamo verso il centro del Paese, arrivando a un passo dalla capitale e vicinissimi anche alla città di Durrës (Durazzo) il cui porto è stato in questi ultimi 30 anni il punto di imbarco per tanti cittadini albanesi che oggi popolano le nostra nazione e la arricchiscono con la loro cultura.


Buona lettura
[n.d.r.]




lo Shesh di Sukth


Puntiamo oggi l’attenzione sullo Shesh, vitigno autoctono coltivato prevalentemente nell’areale di Sukth, situato fra i circondatari di Durazzo e Tirana.


La sua coltivazione copre circa il 35% degli ettari vitati in Albania. Ne esistono 2 varietà: a bacca bianca (Shesh i Bardhe) registrato al catalogo VIVC (Vitis International Variety Catalogue) con il numero 11532, e a bacca nera (Shesh i Zi), registrato con il numero 11533.



Il vitigno prende il nome dal villaggio di Shesh. Si racconta che il villaggio sia stato raso al suolo dagli Ottomani per la numerosa presenza di chiese (esistono ancora molti resti di questa azione in zona). Il villaggio si trova a 17 km da Tirana e circa 15 km da Durazzo, a circa 400 mt slm.


La cultivar Shesh preferisce il terreno collinare, e proprio la zona attorno a Shesh sembra vocata a produrne un’ottima qualità. Qui il terreno è molto ricco di potassio con media presenza di fosforo. La tipologia della terra è argillo-sabbiosa con numerosa presenza di scisti.



Le piante normalmente iniziano a rendere al meglio a partire dal quarto anno di vita. La sua durata di vita massima è attestata, nell’allevamento a spalliera, intorno ai 50 anni; mentre, per la tipologia coltivata a pergola, sono state ritrovate piante che superano addirittura i 100 anni di vita.


Germoglia all’inizio di aprile, fiorisce a metà maggio, si vendemmia dal 20 settembre al 20 ottobre.


Shesh i Zi – foto: VV©

Riportiamo uno studio condotto dalla Facoltà di Agraria e dalla Facoltà di Biotecnologia dell’Università di Tirana che ci mostra come cambia la qualità della cultivar shesh i bardhe nei circondari di Tirana, Durres (Durazzo) e Gjirokastra.


s. noIndicatorsTiranaDurresGjirokastra
1Sugar content17,5011,0013,53
2Total acidity4,894,353,54
3lndex of total polyphenols14,3012,2012,70
4Total flavonoids66,30183,58165,62
5lntensity of color0,621,491,25
Data of chemical analysis on three viticole micro-zones of Albania for cv. Shesh i Bardhe, of grape.

Un altro schema ci consente invece di notare come cambia la forma ed il peso degli acini nei 3 circondari, con conseguenti ovvie variazioni in vinificazione.


s. no.lndicatorsTiranaDurresGjirokastra
1Weight291,59455,8338,09
2Pedicle weight5,449,1510,25
3The weight of berry285,55444,68325,94
4Construction coefficient52,4451,9131,65
5Weight of 100 berries222,22385,66269,1
6Content berry skin63,7772,1558,55
7Content of pips1,328,376,17
8Dimensions of berry (length/width)1,80/1,521,63/1,301,87/1,98
9lndex of berry46,3324,6731,00
10Berry coefficient construction2,293,532,98
Data of physico-mechanical indicators in three mlcro-zones of Albania of cv. Shesh iBardhe

Baki Dervishi, autore albanese del libro “The grapes of Shesh”, racconta sulla base di varie testimonianze che gli abitanti di Shesh erano impegnati nel commercio del vino e dell’olio d’oliva con l’Italia già dal V secolo a.C.


Nel villaggio, per generazioni, l’economia si è basata essenzialmente sulla coltivazione dello Shesh. Ancora oggi ogni famiglia ha quantomeno un piccolo appezzamento di terreno dove crescono viti di Shesh.


Osservando un grappolo di Shesh i Zi (bacca nera), la prima cosa che salta agli occhi è l’abbondante presenza di pruina negli acini. Una volta vinificato presenta una colorazione molto carica con un tannino mediamente non aggressivo.



La particolarità dello Shesh i Bardhe (bacca bianca) sta invece nella pigmentazione degli acini che varia molto all’interno del grappolo.


Shesh i Bardhe – foto: VV©

Alcuni acini di colore più scuro sembrano quasi in sovrammaturazione. Il filo invisibile che unisce nel calice la varietà dei vini da Shesh i Bardhe è la nota affumicata, che emerge in tutte le sue declinazioni territoriali.


foto: Albinfo on basis of Map by PawełS (CC BY-SA 3.0)

Dopo il Kallmet nell’areale di Zadrima, oggi lo Shesh di Sukth. L’emergente Albania vitivinicola non termina però certamente qui.





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Nato a Palermo nel 1972, Vincenzo Vitale fin da bambino rimase attratto dai genitori che producevano il vino ad uso familiare. Una seduzione che nel 2001 lo porta a seguire la strada per diventare sommelier. Un percorso concluso nel 2016 solo dopo il ritorno dall’Albania. Trasferitosi a Tirana per lavoro, da appassionato diventa conoscitore profondo di territorio e vino albanese. Oggi è sommelier e relatore AIS con master ALMA-AIS in “Comunicazione e gestione e marketing del vino” che ha concluso, ovviamente, con tesi sulla viticoltura albanese. Il cuore spinge sempre la sua mente a immaginare una nuova avventura.