s-scouting: gin allo zafferano


Alla scoperta del “Gin allo zafferano”, il 100% toscano di Liquori Morelli

SPIRITS SCOUTING


Tempo di vera ripartenza, la stagione estiva finisce ma si ritorna ad assaporare il gusto del piacere da condividere insieme.


si legge (più o meno) in: 4 minuti


Liquori Morelli, antica grapperia toscana dal 1911 non è stata a guardare e ci ha convocato assieme ad altri esperti di beverage e lifestyle per la presentazione e l’assaggio del suo nuovo Gin allo Zafferano.


Non ci siamo persi l’occasione di scoprire da vicino la nuova creazione Morelli, un’azienda a noi nota (ricordate le nostre interviste a distanza nel lockdown?) e di cui conosciamo bene cura e attenzione nella produzione.


foto PB©

Va da sé che la meravigliosa terrazza di “ToscaNino in Rinascente” affacciata sui tetti fiorentini più esclusivi è stato un tale “benvenuto” da poter condizionare il giudizio anche del più integerrimo. Noi come sempre abbiamo cercato di fare la nostra parte, nel rispetto del lavoro e del lettore.


il progetto, in breve


Luca, Paolo e Marco sono oggi la IV^ generazione di famiglia che prosegue l’attività iniziata dal fondatore Leonello nel 1911 a Forcoli (PI).

Un marchio che già negli anni ’60 possedeva una fama che andava oltre i confini regionali e che si consolidò negli anni ’70 con importanti esportazioni in Europa e sui mercati statunitense e cinese.


Centodieci anni di storia professionale e familiare narrata nel mondo ma strettamente connessa al territorio. Liquori Morelli fa successo parlando di Toscana e della sua costante ricerca nel distillare e imbottigliare spirits prodotti esclusivamente con materie prime del luogo.


foto PB©

Una gamma attenta al sapore moderno, negli ultimi anni virata più verso il distillato (giovane, invecchiato e infuso) ma conservando amplissimi spazi per la tradizione liquoristica. Tanti premi (ultimo la Gold per la Grappa 50/50 riserva all’Alambicco d’oro 2021) che arricchiscono la loro storia così come il Museo di famiglia Morelli che conserva e onora la memoria collettiva della comunità nella loro sede.


Detto questo, con infiocchettature varie ma sincere, ecco il nuovo Gin allo Zafferano che nasce come ultimo pezzo della Gin-trilogy dopo il Gin Botanico e il Gin Fondatore.



Un distillato che si affaccia sul mercato con il chiaro intento di arrivare a un pubblico selezionato. La scelta dello zafferano è nata essenzialmente per 2 ragioni:

  • la preziosità della spezia, considerata da molti una sorta di oro alimentare
  • il legame con il territorio, visto che lo zafferano arriva dall’Azienda agr. Rossopuro di Castelfiorentino, nota per un’attenzione quasi maniacale per la qualità e la caratura degli stimmi

foto PB©

Tutto è chiaramente incentrato sulle peculiarità dell’aromatizzazione, una fase delicatissima che, come precisato da Marco Morelli, ha l’obiettivo dichiarato della giusta estrazione. Alto è sempre il rischio che una spezia persistente e di tale qualità possa con i suoi aromi intensi soverchiare oltremodo il distillato pulito.

Emblematica anche la sua frase: «siamo felici di essere riusciti a raccontare con questo gin l’anima originale e splendente della Toscana, dedicando ai clienti un prodotto di lusso che li potrà accompagnare in tanti momenti magnifici sia a casa che fuori».


La scelta di passare attraverso l’antico rito del bagnomaria nei pistilli di zafferano rosso assume, proprio per quanto sopra, un significato rilevante fermo restando che solo la capacità dell’uomo alchimista-assaggiatore dietro l’alambicco (leggasi Paolo Morelli) può determinare il successo di un prodotto così esclusivo e, diciamocela tutta, economicamente molto oneroso per l’azienda.


le stille alcoliche


L’abbiamo detto sopra: l’obiettivo è palesemente quello di lasciarlo scorrere al palato con caldo equilibrio e inconfutabile personalità speziata.


Nessuna altra botanica inclusa e altrimenti, diciamo noi, non sarebbe potuto essere perché la spinta gusto-olfattiva dello zafferano è già qualificante di suo. Sicuramente sarà stato impegnativo deciderne la concentrazione perché ci è parso sorpredentente per caratterizzazione sensoriale più delle aspettative.



Packaging, ovviamente, made in Tuscany da nota cristalleria regionale che richiama pienamente lo stile degli altri 2 fratelli della triade ma con venature colorate differenti. Linee armoniche serigrafate su un profilo sicuramente elegante e con pochi fronzoli, bello.


foto PB©

Versato nel bicchiere il gin esce di un colore acceso fra l’oro e il giallo zinco, luminosissimo che definirlo ammaliante pare quasi riduttivo.


All’olfatto arriva già a trenta centimetri dal naso: forte ma non devastante, un varietale che indubbiamente pervade da unico protagonista senza assalire, direi perfetto.


In bocca il suo 45% di titolo alcolometrico si fa sentire ma evitando ogni forma di sgradevole pungenza. Sicuramente riscalda e lo fa da subito ma approviamo pienamente la scelta di “osare” sul grado per dare maggior “timbro” e personalità a un gin che in bocca lascia un aroma chiaramente lunghissimo (davvero una materia prima di valore) e che marca la retro-olfazione in senso assoluto.


foto PB©

Un prodotto di qualità, nessun dubbio, che per peculiarità non può essere considerato il prodotto per tutti i giorni o per ogni situazione. E’ esclusivo anche in questo e lo hanno dimostrato anche i nostri test di abbinamento: perfetto per i cocktail preparati dal barman ambassador Andrea Frediani, bene ma non benissimo su alcuni preparati.


Mi sono fatto l’idea di un prodotto realmente pregiato, fatto con materie prime di valore (in tutti i sensi) e con estrema cura nel processo produttivo.

In enoteca lo troveremo a un prezzo decisamente sopra la media per tutti i motivi sopra esposti.



Per la miscelazione è un gin “spaziale”, datelo in mano a un bartender bravo e vi farà fare le “capriole”.

In abbinamento può arricchire ed esaltare salumi pepati così come alcune crudités di mare particolarmente sapide e aromatiche o ancora assaggini etnici di entrata, poi fermiamoci.


La Toscana alcolica ha un altro paladino di valore.


prendete appunto:


aziendaLiquori Morelli
tipologiaGin
prodottoGin allo Zafferano
alcol45%
degustato nel2021
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:sfoglie di pane al sesamo con speck e funghi trifolati

Attenzione, ricordate… nessun consiglio per gli acquisti ma semplicemente il racconto di un assaggio di qualità.

Commentate o scriveteci a redazione@spiritoitaliano.net.

Imitandoci, potreste comunque migliorare anche il vostro spirito. Il confronto, come scriviamo sempre, è il primo passo verso l’accrescimento culturale… per tutti!




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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.