ripartire dall’enoturismo


L’enoturismo può davvero trascinare la ripresa secondo Donatella Cinelli Colombini


Sono informazioni che di massima probabilmente già conoscerete: in queste settimane si sono tirate le somme di un’estate sofferta, un’estate autarchica, un’estate italiana. Le parole di Donatella Cinelli Colombini sono sempre degne della massima attenzione, per la sua saggezza, la sua cultura e il suo interpretare con grande modernità le tematiche sociali soprattutto se legate al mondo del vino.


Riprendiamo il comunicato battuto da alcune agenzie di stampa così ricco di interessanti spunti e suggerimenti per trainare parte del sistema Italia in questo momento di transizione.

Il vino può davvero essere il motore principale di un rilancio dietro l’angolo se è vero che, a differenza di quanto accaduto per le città d’arte, luoghi templi del vino come Barolo e Montalcino ha registrato un afflusso di turisti quasi sorprendente.

Una sfida virtuale (oggi obbligata) che potrebbe risultare vincente con i giusti investimenti nel settore dell’enoturismo, un ambito che da qualche anno sta riscontrando considerevoli riconoscimenti da parte dei visitatori che amano il gusto dell’Italia da vivere in luoghi che tutto il mondo ci invidia.


“Perché la locomotiva vino trascini la ripresa – commenta Donatella Cinelli Colombini – bisogna che le grandi bottiglie ed i loro luoghi di produzione diventino molto più visibili, acquisendo spazio e rilevanza nei siti ufficiali del turismo dove attualmente sembrano desaparecidos. Devono diventare delle vere rockstar: Chianti, Prosecco e vini dell’Etna per esempio, sono calamite turistiche più potenti del Museo dell’Accademia, di Palazzo Vecchio o della Cattedrale di Monreale. Sarebbe opportuno che il Governo li utilizzasse mostrandoli on line, in TV, facendoli raccontare per radio e spingendoli con B2B e press tour.


L’economia italiana ha bisogno del turismo e il turismo italiano può e deve tornare forte, ma per farlo ha bisogno del vino per recuperare slancio. Sono certa che i produttori italiani – conclude – siano pronti ad affrontare e vincere questa grande sfida”.

“Per questo il compito di battistrada nella ripartenza del turismo in Italia tocca al vino ai suoi meravigliosi territori e ai vignaioli che lo popolano e che ora devono accogliere i turisti anche la domenica, raccontando la propria storia in modo divertente in italiano e inglese”. 


foto: Chetan L da Pixabay

Il commento di Donatella Cinelli Colombini arriva dopo la lettura dei dati dell’Osservatorio della Reale Mutua (elaborati da Nextplora) che rivelano quanto il turismo del vino entusiasmi anche gli italiani: il 38% desidera fare un’esperienza enoturistica in patria mentre uno su quattro non intende andare a visitare cantine estere prima di aver visto le nostre.

E ancora, il 41% vede il vino come la punta di diamante del Made in Italy, il 37% si ritiene appassionato di vino e attribuisce al nettare di bacco un ruolo determinate della convivialità (41%). Altissime le percentuali di chi è attratto dalla scoperta del mondo rurale (38%) e si sente appagato dalle esperienze legate alla visita dei territori del vino (44%) e dal contatto rilassante con la natura (27%).

Si tratta di wine lovers che fanno turismo del vino soprattutto all’interno della propria regione (60%), come ha evidenziato l’ultimo rapporto dell’Osservatorio delle Città del Vino, il quale conferma con percentuali addirittura più altre (45%) l’attività enoturistica dei connazionali.


Che davvero il Chianti possa essere una calamita più attrattiva del David di Michelangelo possiamo discuterne ma capite bene cosa potrebbe accadere se anche luoghi di fama nazionale per la produzione di cibi DOP si organizzassero come le oltre 25.000 aziende enologiche che oggi aprono al pubblico (dati ENIT 2020) per promuovere la loro qualità e la loro tradizione.


E anche la chiusura di Donatella Cinelli Colombini “Questi enoappassionati postano foto, video, pubblicano commenti trasformandosi in evangelisti virali delle bellezze golose del nostro Paese” non lascia dubbi sul potenziale dell’enoturismo e dei canali web da sfruttare per un vero rilancio:

“Una capacità di ripartenza che può quindi trasformare il vino nel locomotore della riscossa turistica come ha profetizzato Magda Antonioni Corigliano dell’Università Bocconi”.


fonte e foto: agricola.eu


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a cura della redazione di spiritoitaliano.net