report export vino mondiale


OeMV analizza l’import/export internazionale del vino.
L’Italia viaggia a testa alta nonostante il 2020. Pazzeschi i numeri dello spumante nazionale nel nuovo millennio.


Ne abbiamo più volte trattato l’argomento, i dati ci piacciono perché, se ben interpretati, rendono chiara la situazione del commercio e non solo.


[si legge (più o meno) in: 1 minuto]


A fine aprile, l’autorità spagnola più accreditata per il rilevamento del mercato vinicolo, l’(OeMV), ha pubblicato un dettagliatissimo report sul commercio internazionale 2020 anche confrontandolo con i dati pregressi.


Analisi molto incentrata sulla Spagna ma ben dettagliata anche per gli altri Paesi principali produttori di vino (circa 80) soprattutto per quanto riguarda l’esportazione,


foto: Vinotecarium

Se parliamo innanzitutto di importazione, il dato interessante è che il Regno Unito è stato nel 2020 il primo Paese importatore mondiale di vino per volume superando la Germania che ha ridotto i consumi del 4,4% rispetto al 2019. Le importazioni nel Regno Unito sono invece salite del 4,2%, un consumo stimato in 1.458 milioni di litri.

Al terzo posto gli Stati Uniti: 1.231 milioni di litri e più o meno in linea con il 2019. Grossi cali per l’importazione si sono registrati soprattutto in Francia, Cina e Russia.


Se guardiamo però il valore commerciale del prodotto, ecco che gli Stati Uniti d’America risultano nel 2020 i primi importatori con un valore stimato in 5.062 miliardi di euro (-9% rispetto al 2019), seguiti dal Regno Unito (3.785 miliardi), Germania (con 2.539 miliardi e il -4,7%), Canada (1.702 miliardi di euro) e a seguire gli altri Paesi fra cui, per prima, la Cina (con 1.696 miliardi di euro e soprattutto il -22,6% rispetto al 2019).


fonte OEMV

Interessanti i grafici che mostrano l’andamento globale negli ultimi 20 anni di importazione e consumo: si notano a occhio nudo le flessioni del 2009 e del 2020.


fonte OEMV


E se parliamo di esportazioni? Il trend degli ultimi 5 anni a livello mondiale parla sufficientemente chiaro. Dal 2015 si è assistito a una crescita costante e importante che si è acquietata da metà 2018 per poi, come potete intuire, invertita pesantemente nel primo trimestre 2020. La seconda parte dello scorso anno ha dato segnali di ripresa


fonte OEMV

Davvero interessante confrontare il mercato odierno dell’export con con quello di 20 anni fa. Se ci concentriamo sull’Italia i dati sono quasi sensazionali con valori dell’imbottigliato che si raddoppiano e una impressionante crescita dello spumante che a inizio millennio fruttava ai nostri produttori circa 180 milioni di euro mentre oggi (crisi o non crisi) ne vale quasi 1.500!


fonte OEMV

Valori che, di massima, seguono i numeri del volume esportato complessivo e che indiscutibilmente raccontano di uno spumante nazionale che nel 2000 rappresentava il 4,1% mentre oggi è il 19,6% del totale vini italiani spediti all’estero.




fonte OEMV

L’Italia continua a essere comunque nel mondo il Paese che esporta più vino ancora davanti a tutti per l’export volume: 2.083,5 milioni di litri, prima di Spagna (2.023,9 milioni di litri) e Francia (1.359). Sorprende il grandissimo balzo di Argentina (+29,7% rispetto al 2019) e Nuova Zelanda (+10,3% rispetto al 2019).


Ma, come ben sappiamo, se guardiamo gli utili la realtà è un’altra. La Francia vinicola, nonostante il crollo del -10,8% (per gli spumanti è andata ancora peggio) è rimasto il primo Paese esportatore di vino in valore del 2020. L’Italia è seconda e, tutto sommato, può accontentarsi di aver perduto “solamente” il -2,3%.


fonte OEMV

Chiudiamo con il grafico più esemplare che parla di spumanti esportati. Nel 2020 l’Italia ha esportato materialmente 2 volte e mezzo quello che ha fatto la Francia ma, se guardiamo gli incassi, ha racimolato complessivamente poco più della metà degli euro (nonostante il tonfo dei ricavi transalpini).


fonte OEMV

L’analisi ancor più dettagliata è sul sito di Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMV).





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fonte: OeMV

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net