quella dolce dozzina


Capezzana festeggia il premio International Wine Challenge 2021 con una degustazione di 12 grandi vini da dessert


Chi mi conosce sa quanto il sapore dolce sia irresistibile ai miei sensi. Nel piatto o nel calice, ritengo di essere fra gli essere umani più inclini alla produzione di dopamina e rilascio di endorfine da zuccheri.


si legge (più o meno) in: 6 minuti


Impossibile finanche sacrilego, rinunciare all’invito di assaggiare 12 splendidi esemplari da dessert, una dozzina di Campioni (con la C maiuscola) esponenti della più buona produzione vinicola dolce italiana e non solo.


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L’occasione è stata celebrativa: nella storica Tenuta di Capezzana (ante A.D. LXXXIV aedificata) si festeggiava l’ennesimo riconoscimento, l’ennesima vittoria del suo Vin Santo di Carmignano la cui annata 2013 ha conquistato l’Italian Sweet trophy nell’International Wine Challenge 2021 (rivedi tutti i risultati sul nostro post di maggio).


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Il migliore vino dolce italiano per il concorso IWC, certo, ma «la festa è ancor più bella se condivisa con altri “colleghi” di eccellenza».

Questo più o meno dovrà aver pensato Filippo Contini Bonacossi, istrionico mecenate, uomo di cultura dalla sagace ironia e padrone di casa assieme alla quarta e quinta generazione familiare con cui condivide il progetto cultural-turistico-vitivinicolo che oggi è diventato Tenuta di Capezzana.


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Da sempre Carmignano è un’area dove il vino viene buono e parecchio: lo capirono i romani, lo sapevano bene i Medici, lo confermiamo noi tutt’oggi.

Un terreno eterogeneo, la biodiversità, il microclima sono tutti fattori che portano alla riconoscibilità nel calice di una DOCG della grande tradizione toscana e dai comunque piccoli numeri di bottiglie. Una produzione quasi di nicchia ma che sa proporsi con successo sia al vero eno-esperto che al semplice appassionato del gusto buono in un territorio di grande interesse storico-culturale.


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Il tesoro di Capezzana sta in vigna (agricoltura biologica certificata) ma non solo. La villa acquistata nel 1920 dalla ex-proprietà von Rothschild Franchetti oggi è ancor più diventata testimonianza dell’amore familiare per l’arte e scrupolosamente conservata con opere pittoriche e gli arredi scelti da chi l’ha vissuta in questi ultimi cinquant’anni.


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Una collezione splendida che negli anni è continuata ad essere pregiato arredo nelle stanze della vita quotidiana dei Contini Bonacossi ma che originariamente (oltre un secolo fa) era ancor più nutrita. Parte della collezione del Conte Alessandro Contini Bonacossi (144 opere) è infatti oggi custodita nelle sale della Galleria degli Uffizi grazie alla donazione fatta dopo la sua morte.


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Quella dolce dozzina


Ma torniamo al calice e alla dolce dozzina.

Una “parata di stelle” celebrativa e, almeno per me, un’amichevole in stile “all star game” che Contini Bonacossi ha voluto fortemente per dare un maggior senso al riconoscimento IWC invitando anche alcuni colleghi produttori toscani.


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12 vini da confrontare, un percorso geografico e ampelografico ad ampio raggio: dall’Alto Adige alla Sicilia, dalla Toscana “in tour” al Sauternes, dall’uva moscato alla picolit, dalla garganega alla semillon.


Ogni liquido una sua espressione identitaria, territoriale o gustativa. Una sinceramente fantastica rassegna da sintetizzare senza, credetemi, alcuna forma di ignobile piaggeria e senza (stavolta sarebbero inopportune) valutazioni come solitamente facciamo su queste pagine di spiritoitaliano.net (sarebbero comunque tutti 4-5 stelle su rapporto qualità/prezzo)



Sarò breve, prendete il respiro, e leggete tutto d’un fiato lasciandovi ispirare da alcune percezioni e dall’aggettivo caratterizzante ogni etichetta di questa dolce magnifica dozzina degustata in giugno 2021


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aziendaPlaneta
denominazionePassito di Noto DOC
uveMoscato bianco
vendemmia2018
espressioneZagara, zafferano e passion fruit accompagnano verso un sorso fresco, delicato e ben bilanciato con pungenza di ginger candito che modella lo zucchero sul finale. Accattivante

aziendaKurtatsch
denominazioneMitterberg bianco IGT
nome vinoAruna
uveGewurztraminer, Moscato giallo
vendemmia2016
espressioneOro liquido estremamente floreale di lavanda, magnolia con pizzichi vanigliati e varietali. Dolcemente vellutato sulle labbra, insiste con carattere su lunghe note di mango. Armonioso

aziendaZanovello
denominazioneColli Euganei Fior d’Arancio passito DOCG
uveMoscato giallo
vendemmia2017
espressioneNespola, gelsomino e rosa macerata, in bocca emergono poi note speziate e lievissima astringenza che lo saldano nel ricordo gustativo finale di sfoglia alla crema e miele d’acacia. Solido

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aziendaMontetondo
denominazioneRecioto di Soave DOCG
uveGarganega
vendemmia2018
espressioneApertura lenta di anice stellato, pera sciroppata e fiori bianchi. In bocca strabilia per un cambio di passo, di sostanza, che dal bacio setoso finisce sul vibrante succulente e dai rientri olfattivi di fiori. Estroso


aziendaMonviert
denominazioneColli Orientali del Friuli Picolit DOCG
uvePicolit
vendemmia2017
espressioneAvvio di incenso, pietra bagnata, cocco ed erbe che si espandono in bocca con strepitoso bilanciamento e ampia lunghezza di chiusura saporita e lievemente amaricante. Appagante

aziendaTenuta di Capezzana
denominazioneVin Santo di Carmignano DOC
uveTrebbiano, San Colombano
vendemmia2013
espressionePapaya, foglia di tabacco, ceralacca e ginepro che introducono a dolci sapori variegati di alto pregio e continuità. Davvero estasiante la conclusione su aromi di albicocca e crostata. Nobile

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aziendaSan Giusto a Rentennano
denominazioneToscana passito IGT
nome vinoVin SanGiusto
uveMalvasia, Trebbiano
vendemmia2013
espressioneMeno fiori e più macchia mediterranea con alloro, poi cacao, liquirizia in stecco, arancia amara e miele di castagno che si ripropongono in bocca con suadenza, ritmo lungo e dolcezza d’insieme. Avvolgente

aziendaFattoria Selvapiana
denominazioneVin Santo del Chianti Rufina DOC
uveTrebbiano
vendemmia2012
espressioneProfilo olfattivo complesso che spazia dalla ginestra alla banana secca, dal muschio alla caramella d’orzo con tratti minerali e, nonostante i suoi anni, propone un brio acido non indifferente a sostenere un ben percettibile contenuto zuccherino che prolunga un finale medio-forte di giuggiola. Poliedrico


aziendaIsole e Olena
denominazioneVin Santo del Chianti Classico DOC
uveTrebbiano, Malvasia
vendemmia2009
espressioneLuce oro abbagliante e illustre complessità olfattiva fatta di pesca in confettura, nocciola, sigaro, pot-pourri balsamico che ritornano anche in retro-olfatto su un percorso essenzialmente morbido ma notevolmente gustoso. Aulico

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aziendaRocca di Montegrossi
denominazioneVin Santo del Chianti Classico DOC
uveMalvasia bianca
vendemmia2006
espressioneEsperienza di quindicenne dal colore ambrato e profumi di dattero, liquirizia, timo, gianduia e pasta di olive. Tiene ancora bene il tempo, vellutato e ricco di conclusione sapida. Signorile

aziendaI Veroni
denominazioneVin Santo del Chianti Rufina “Occhio di pernice” DOC
uveSangiovese, Canaiolo, Malvasia
vendemmia2010
espressioneFico, albicocca, noci, cera d’api con tocco smaltato e iris che in bocca divampano assieme alla concretezza gustativa, proporzionata generosità e lunghezza senza fine dai rientri di ciliegia. Dirompente

aziendaChâteau d’Yquem
denominazioneSauternes Premier cru supérieur AOC
uveSemillon, Sauvignon blanc
vendemmia2004
espressioneLascia allibiti il caleidoscopio aromatico che emerge dal suo giallo zolfo brillante: marmellata di agrumi, camomilla, vaniglia, zafferano, erba limoncina e burro fuso sono solo l’inizio. In bocca è didascalico, davvero fuori categoria, sapientemente dosato, lunghissimo e armonico. Impeccabile

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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.