quegli insopportabili rumori a tavola


A tavola si socializza, si seduce, si fanno affari: la buona tavola deve essere accompagnata dalla buona educazione.

FATELO CON STILE


Non nascondiamoci dietro al dito… quante volte vi è capitato di trovarvi accanto una persona che vi ha infastidito con il suo modo di mangiare o bere? Quali rumori sono i più insopportabili? Quali quelli assolutamente da evitare?


«Non bisogna preoccuparsi di ciò che si mangia, ma con chi si mangia»
Epicuro


si legge (più o meno) in: 6 minuti


Rumore


Precisiamo: si abbandoni da subito l’idea del rumore inteso come frastuono, di un fenomeno acustico sgradevole. Parlando di rumore non possiamo tralasciare che esistono rumori che sanno allietare l’animo e riscaldare il cuore.


Pensate al suono rilassante delle onde che si frangono dolcemente sulla battigia, quello delle gocce di pioggia sui vetri, degli applausi per un artista, del ticchettio dei tacchi della donna amata e ancora lo scoppiettìo del fuoco, la risata di un bambino, il vino che viene versato nel bicchiere.  



Ma lo sapete che sono tanti anche quei rumori insopportabili, di cui potremmo stilare una lunga lista a partire, ovviamente, dai rumori fatti a tavola, quelli che, una mia cara amica, vorrebbe fossero classificati alla voce “crimini contro l’umanità“!


foto: RODNAE Productions

Badate, non esagera. Tra i disturbi del sistema nervoso centrale rientra anche la misofonia, l’intolleranza a certi rumori umani, legati al cibo come per esempio: la suzione, masticazione, denti che spezzano il pane, lingua che schiocca sul palato.


Sono tutti suoni che possono scatenare reazioni spropositate e incontrollate a chi è affetto da questo disturbo: ne provano disgusto, fastidio, rabbia fino a non riuscire a stare a tavola con coloro che li emettono.


Cerchiamo di evitarli!


Pertanto prima di “scatenare fatti di sangue a tavola“, imbrattando il lindore di una tovaglia o interrompere l’amicizia con l’amica di vecchia data che si è fidanzata con un giovane “disattento” alle buone maniere, facciamo un ripassino “in scioltezza” e “sopra le righe” dei rumori molesti che, a volte, anche inconsapevolmente, facciamo a tavola, bevendo e mangiando in compagnia:


foto: Sammy-Williams

  • “aspirare” la minestra:
    è gradito assaporarla senza farlo sentire al resto dei commensali. In certe culture è uso emettere “rumori” di approvazione, ma fino quando navigate nelle acque del mare nostrum, limitatevi a mandare i complimenti allo chef;

Sophia Loren e Dorothy Devore – Wikimedia Commons (PDM)

  • risucchiare
    gli spaghetti sono proprio un cibo difficile, mangiarli con stile è un’arte che noi italiani apprendiamo da piccoli. Arrotolarli sulla forchetta (senza cucchiaio) e portarli alla bocca in un solo boccone, senza senza farli penzolare e schizzare sugo intorno è un’opera di grande destrezza. La tenera scena del risucchio con bacio di “Lilly e il Vagabondo” non vi autorizza ad interpretarla a tavola;

  • soffiare” su zuppe e minestre calde:
    oltre che farvi correre il rischio di spruzzare il contenuto del cucchiaio sul vostro dirimpettaio, vi fa assumere quell’espressione a guancette gonfie del dio Eolo, così come raffigurato sulle maschere di creta o nei dipinti.

foto: Andreina Nacca

  • risucchio dentale“:
    suono composto da risucchio interstiziale ed aspirazione per cercare di togliere un residuo di cibo tra i molari. Per cortesia, chiedete scusa, abbandonate la tavola e andate in bagno a provvedere all’igiene dentale. Evitate di riproporre a tavola suoni tipo “sagra del grillo“;

  • suonare tintinnando” con le posate sul bicchiere:
    se desiderate richiamare l’attenzione, se volete fare un discorso o un brindisi… alzatevi fate un sorriso e dite: «a me gli occhi please!»;


  • risciacqui“:
    vietati con qualsiasi tipo di liquido. Gonfiare le gote e sciacquettare la bevanda in bocca è una delle cose più disgustose che si possono vedere, ricorda i bambini dispettosi che poi ti spruzzano addosso il contenuto della bocca. Sciacquettare poi vistosamente il vino per atteggiarsi ad intenditori “nunsepòvéde“. Cercare di apparire aspiranti sommelier non è elegante, fate un corso e imparate compiutamente come si degusta il nobile prodotto.

  • ruttare“:
    beh… non si fa! Qui possiamo aprire un dibattito: se volete argomentare la giustificazione che in Cina è un modo per omaggiare il cuoco o i padroni di casa, fatelo solo se siete loro ospiti. Pare che la tradizione venga da Mao, che credeva nella società contadina, semplice e disprezzava le buone maniere dell’aristocrazia. Le sue parole, ai suoi tempi, erano un dogma, pertanto i cinesi non hanno inibizioni a ruttare a tavola.
    Anche nei paesi arabi pare denoti buona educazione e aver apprezzato il cibo. In ogni caso, è consigliabile, anche se a casa vostra avete un ospite cinese o arabo, evitare di avviare concerti rumorosi. Ricordate che anche secondo il cerimoniale di Stato valgono, per l’ospite, le regole del Paese che lo accoglie.

foto: Darko Djurin

  • urrrrrr“:
    perdonatemi la difficoltà nella ricerca onomatopeica ma avete presente quando si arriva in fondo al bicchiere bevendo con la cannuccia? Se bevete con la cannuccia, usate la giusta attenzione altrimenti, aspirando il liquido, sarà inevitabile sembrare degli sturatori di lavandini.


  • sclocc“:
    ancora un tentativo di assonanza scritta al rumore dello schioccare mentre si mastica. Per qualcuno è un segno di soddisfazione, approvazione della pietanza, ma è uno dei rumori meno piacevoli che si possono sentire a tavola, quasi un martellare molesto.

  • tagliare” il piatto con il coltello:
    riprodurre il rumore tipico delle unghie sulla lavagna… non vi farà apprezzare come commensale.

foto: Taryn Elliott

  • parlare” con la bocca piena:
    è intollerabile. La preparazione del vostro bolo in bocca, è una delle viste più disgustose. Il rumore del deglutire sarà inoltre enfatizzato dall’aria in bocca, fate attenzione. La mamma ce lo diceva sempre…

  • “emettere sospiri” di soddisfazione o “rumori asmatici“:
    spesso accompagnati al vorace desiderio di bere o mangiare. Non siamo nel terzo mondo e non vagate da giorni nel deserto senza la borraccia d’acqua, quindi è buona creanza mangiare e bere con calma.


foto: Monstera

Il cibo è stato per i nostri progenitori l’elemento importante per la sopravvivenza. Nel corso dei tempi l’evoluzione ha dato molteplici significati rituali al cibo e alle bevande con dimensioni sempre più simboliche e culturali al passo con la trasformazione sociale.



Ai giorni nostri, che non fatichiamo più per procurarci il cibo, stare a tavola è diventato una vera e propria attività sociale, ancora prima che un modo per soddisfare il nostro fabbisogno quotidiano per sopravvivere.


foto: Ryan McGuire

A tavola si socializza, si seduce, si fanno affari. Essere impeccabili sarà un valore aggiunto, allora, quando siamo a tavola, facciamolo con stile!




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Cuore sicilianoironia toscanaanimo inquietoAntonella d’Isanto è nata in Sicilia e non ha mai dimenticato la sua terra e la rigida educazione della nonna che le insegnò il piacere per la lettura, la cucina, la bella biancheria ricamata, l’ospitalità, il gioco delle carte e il vino del suo piccolo vigneto. Laureata in Sociologia a Urbino, il suo animo inquieto, appassionato e ricco di interessi l’ha trasformata da consulente del lavoro a proprietaria dell’azienda vitivinicola I Balzini fondata dal marito e adesso condotta dalla figlia. Antonella oggi è etiquette coach, formatrice e docente a corsi di accoglienza per valorizzare relazioni e business. Cura il blog www.tempidirecupero.eu