quanto si beve nel mondo?


Il consumo di alcolici in Italia e nel mondo. Si beve più vino o birra? Rivediamo le statistiche dall’Osservatorio del vino UIV


Secondo voi, rispetto a 20 anni fa nel mondo si bevono più o meno distillati? E sempre a livello globale si beve più birra o vino? E da noi? In Italia bevono più vino i quarantenni, i sessantenni o i settantenni?


[si legge (più o meno) in: 5 minuti]


Torniamo come promesso a rivedere qualche dato pubblicato dal Corriere Vinicolo dopo che avevamo già trattato di superficie vitata e produzione mondiale.


Al di là dei vostri gusti e di ciò che avete bevuto questa estate, i numeri sono valori fondamentali per comprendere qualsiasi settore produttivo, a maggior ragione quello articolato del mondo alcolico.

Sono dati che estrapoliamo e commentiamo dopo l’aggiornamento 2021 dell’annuario statistico del Corriere Vinicolo in partnership con l’Osservatorio del Vino UIV e in collaborazione con l’AIS arrivato in concomitanza con il lancio del nuovo sito osservatoriodelvino.it.


Come accennato, oggi è la volta di analizzare i consumi globali delle bevande guardando il trend degli ultimi anni aggiornato all’ultimo rilevamento disponibile: quello di fine 2019 (notare bene: era pre-covid).


foto: Free-Photos

Più birra, vino o spirits?


Prima di scendere nel dettaglio, è bene chiarire che il consumo di alcolici nel mondo ha avuto nell’ultimo ventennio una crescita che nel 2004 ha superato i 2 miliardi di ettolitri complessivi. In quindici anni, è poi aumentato globalmente ancora di un buon 25%.

L’alcol nel mondo si beve, eccome, si tratterebbe di capire quanto consapevolmente.


fonte: Corriere Vinicolo

Se andiamo a verificare quale bevanda alcolica si consuma di più nel mondo, non ci sono dubbi: la birra è la regina assoluta del consumo con un andamento che ha condizionato anche quello globale sopra riportato.

Da notare la sostanziale stabilizzazione nel lustro 2015-2019.


fonte: Corriere Vinicolo

I quasi 2 miliardi di ettolitri bevuti di birra nel mondo sono quasi 10 volte quelli consumati di vino che, come gli spirits in genere, presenta un grafico molto più lineare, seppur in crescita, dal 2002 a oggi.


Se confrontiamo il grafico vino-spirits con quelli di birra e alcolici, si comprende che nell’ultimo quinquennio sono stati proprio vino e superalcolici a far “pendere la bilancia” verso il segno positivo


fonte: Corriere Vinicolo


Stesso discorso per sidro e “ready to drink spirits” ma gli RTDS nel periodo 2016-2019 hanno incrementato il loro commercio di oltre il 15% e, siamo certi, abbiano sicuramente mantenuto il trend fortemente positivo nell’epoca “covid”.


fonte: Corriere Vinicolo


Meglio una lager o una stout? Un Cognac o un Mezcal? Uno spumante o un vino fermo?


E quindi, verificata la forte crescita nel consumo degli alcolici, ci sono tipologie che hanno maggiormente incontrato il gusto moderno nella seconda decade del terzo millennio?


Interessante è la ripartizione fra primo e secondo lustro del secondo decennio. Se la birra (come osservato sopra) è rimasta pressoché stabile nei consumi 2015-2019, ci sono tipologie come la Stout che hanno avuto molto più successo della Lager. Importante la crescita costante di quelle a bassa gradazione o delle “zero alcohol“.

Vedremo cosa accadrà per il mondo vino quando sul mercato verranno immessi i primi dealcolati.


fonte: Corriere Vinicolo

Per il mondo vino, che fra il 2010 e il 2014 non ha fatto registrare un aumento complessivo di vendita, i reali protagonisti sono gli spumanti che probabilmente continueranno il loro successo anche in questo terzo decennio.


fonte: Corriere Vinicolo

Tequila e Mezcal sono stati i reali protagonisti del mondo spirits fra il 2010 e il 2019 ma la qualità crescente del Cognac e, soprattutto, il fiorire di gin eccellenti disegneranno un quadro diverso negli anni a venire.

Rum e Vodka hanno probabilmente risentito rispettivamente del “boom” pregresso e dell’arrivo di nuovi prodotti ritenuti più idonei alla miscelazione.


fonte: Corriere Vinicolo


E in Italia cosa beviamo?


Lascia qualche riflessione in più da fare la situazione dei consumi in Italia dove, se guardiamo la quantità, per il vino si è scesi in 40 anni da oltre 90 a 38 litri pro-capite.


Certamente sono cambiate le abitudini e soprattutto la conoscenza e la consapevolezza di ciò che abbiamo nel calice; resta il fatto che ormai birra e vino sono bevuti in quantità simile.

Facendo un paio di calcoli veloci, i 38,1 litri in un anno equivalgono a un paio di calici (“tasting mode” on) di vino al giorno di media. Tutto sommato può andare. Mentre per la birra sarebbe circa un terzo di lattina, pensiamoci.


fonte: Corriere Vinicolo

Rimaniamo a conclusione sul vino. Se guardiamo le fasce d’età, secondo i dati sono molti di più gli ultrasessantacinquenni che lo bevono rispetto ai giovani.


E fermo restando che gli oltre 60 milioni di italiani hanno un’età media di circa 46 anni, colpisce leggere che la fascia d’età numericamente meno affezionata al vino è oggi quella nata a cavallo degli anni ’80.

Resta comunque il fatto che più o meno 30 milioni di connazionali su una popolazione adulta di circa 45 milioni bevono vino abitualmente o sporadicamente.


fonte: Corriere Vinicolo

Per gli over 65 c’è tanto vino nel bicchiere, un po’ di birra e qualche aperitivo. Per i giovani la situazione è completamente ribaltata.


fonte: Corriere Vinicolo

Interessante, no? Presto ancora informazioni tratte dall’Osservatorio del Vino UIV.




torna in alto


fonte: Corriere Vinicolo

spiritoitaliano.net © 2020-2021



condividi l'articolo su:

Writing staff di spiritoitaliano.net