qualità del vino e relax a borderwine


Vino e racconti da Borderwine, il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale di Udine. Quando il gusto incontra le emozioni con semplicità.


Dopo l’annullamento dell’anno scorso, causa pandemia, il 25 e 26 luglio è tornato (e per la prima volta a Udine) Borderwine alla sua 5^ edizione.


[si legge (più o meno) in: 5 minuti]


Sono sempre stata attratta da questi eventi che uniscono il piacere dell’assaggio alla tranquillità dell’ambiente informale. A Borderwine c’ero già stata, mi avevano convinto sia l’idea che l’ambiente e non potevo farmi scappare l’occasione di viverlo quest’anno, per la prima volta a Udine.


Il giardino del Cinema Visionario, punto nevralgico della cultura udinese in centro città, prometteva oltretutto una serata davvero di relax… è bastato guardare negli occhi per un attimo il mio Matthias, sapevo già che mi avrebbe assecondato al volo e subito per la prima sera.


foto: SDP ©

Il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale è nato nel 2016 da un’idea di Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti: “un viaggio enogastronomico tra diversi confini, proprio com’è la nostra cultura regionale, a partire dalla tavola e dal bicchiere”.


L’ambiente è informale e rilassato, comunicando subito la filosofia di Borderwine: far conoscere e scoprire i vini dalle parole e dalle esperienze dirette dei loro produttori.

E loro sono così come te li aspetti: dietro alle semplici postazioni ci accolgono con sorrisi e bottiglia in mano, ci versano un piccolo assaggio e cominciano la loro storia, accompagnando e guidando la nostra degustazione.


foto: SDP ©

Un tratto comune di tutti gli espositori è la grande passione con cui si raccontano, soffermandosi sempre sull’importanza della loro storia familiare, sul legame con il territorio, sul rispetto per gli equilibri delicati degli ecosistemi di coltivazione.


Alla fine sarebbero state tante le esperienze e gli assaggi da raccontarvi, mi limito giusto a qualche nota sulle aziende che ci hanno davvero particolarmente colpiti per la disponibilità, la simpatia e per le emozioni che hanno saputo comunicarci parlandoci delle tradizioni tramandate di padre in figlio, della riscoperta di vitigni e metodi di coltivazione antichi e per il rispetto per la natura e l’ambiente che viene sempre in primo piano.



Casa Caterina è una piccola realtà familiare a Monticelli Brusati, in Franciacorta.


foto: SDP ©

Quanto è buono il loro Cuvée 60 del 2016 da chardonnay! Bollicina fine e decisa, note fruttate e sapidità persistente. Davvero appagante all’olfatto e al gusto.



I Parieti è un’azienda agricola di Gioia del Colle, Puglia. Matteo è il proprietario e ci accoglie con tanto entusiasmo e ci fa assaggiare Carparo e Scazzaridde (Puglia bianco IGT).


foto: SDP ©

Ci conquistano entrambi per la finezza e i profumi, che ricalcano la morfologia del territorio: una zona collinare con terreno ferroso e calcareo.



Radikon è un’azienda nota a tanti appassionati che si trova sul Collio, a Oslavia, non lontano da Gorizia. Quando si parla di vini naturali è impossibile non menzionare questa realtà.


foto: SDP ©

Assaggiamo un RS19, merlot e pignolo con fermentazione spontanea e maturazione in botti per 18 mesi e un Sivi19, a base di Pinot Grigio.

I profumi e i sapori sono unici e persistenti, con intense note fruttate e spiccata sapidità per il Pinot Grigio.



Silvia Di Palma – Spirito Italiano writing staff
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foto: Silvia Di Palma ©
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