profilo e assaggi: cantele


Cantele: l’inimitabile effetto sinestetico del Salento


Esistono forse delle parole già scritte nel magico libro della vita di ognuno di noi. Episodi che segnano uno o più destini. Incontri casuali che poi legano indissolubilmente aprendo a esperienze che condizioneranno il nostro futuro e quello di chi ci seguirà.


Niente paura: nessuna metrica crepuscolare, nessun paradigma filosofico deterministico ma semplicemente un doveroso riferimento a come tutto è iniziato, alla genesi di Cantele.



Un veloce sguardo agli anni della grande guerra e all’incontro fortuito di Imola fra il veneto Giovanni Battista Cantele e Teresa Manara. Un amore che diede vita a una famiglia, al trasferimento in Puglia e a un progetto imprenditoriale che oggi la terza generazione conduce con spirito moderno e sempre grata, in ogni significativo dettaglio, a chi ha dato loro l’opportunità di crescere in questo spicchio di Salento dove il sole riscalda terra e aria sempre intrise di colori e sonorità.



Guagnano è a 20 km da Lecce in direzione nordovest, a un passo da Salice, Squinzano, San Donaci: luoghi che rappresentano la storica anima vitivinicola regionale (direi finanche nazionale) che per decenni ha prodotto uva e succo per l’esportazione e che oggi, a testa alta, si impone sui mercati internazionali con concretezza e rapporto qualità/prezzo di prim’ordine.



Dal 1979 Cantele si è ritagliata uno spazio importante nel novero delle migliori aziende salentine con il lavoro serio e la voglia costante di guardare oltre, unendo lo spirito imprenditoriale alla qualità della materia prima e ai valori della famiglia.


Augusto, figlio di Giovanni Battista, dopo gli studi a Conegliano utilizzò questi vigneti per valorizzare il Negroamaro e comprendere l’adattamento di vitigni internazionali su questi suoli.

Erano i tempi dell’uniformazione alle tendenze (oggi più desueta) che all’epoca valse la pena assecondare per la rinomanza e quei risultati che ancor oggi ricordano Augusto Cantele come il primo enologo in Puglia a produrre Chardonnay elevato in barrique.



Dalla storia non ci si allontana e parlando con Paolo Cantele, figlio di Augusto, la mia certezza diventa assioma. Con il fratello Gianni e i cugini Luisa e Umberto proiettano con successo nel ventunesimo secolo in terra salentina quello che esattamente cento anni fa nacque fortuitamente ad Imola da cuori veneto e romagnolo.

Ci conosciamo ormai da anni, rivederci è sempre un piacere a maggior ragione quando Paolo riesce a dedicarmi del tempo e soprattutto in questa sede dall’architettura moderna e accattivante che dal 2003 accoglie produzione, logistica, uffici e spazi per la degustazione sinestetica.



Negroamaro, Primitivo, Susumaniello, Chardonnay, Malvasia, Verdeca… 50 ettari coltivati di proprietà e altri 100 da viticoltori selezionati per l’eccellenza qualitativa e seguiti attentamente per uniformarsi al concetto di agricoltura integrata per cui gli interventi in vigna sono minimi e limitati a preservare pianta e frutti dalle principali avversità.



Il Salento è terra antica dove le tradizioni, per fortuna, ancora tardano a scomparire e seduce, quasi commuove, il pensare che in queste settimane di vendemmia le uve saranno monitorate con tecniche colturali di ultima generazione ma saranno raccolte dalle mani delicate ed esperte delle donne del luogo chiamate all’opera per il bene comune e come usanza da conservare e tramandare ai giovani.



Non vorrei dilungarmi troppo, mi preme trasmettervi sempre il concetto per cui: dati, territorio, viticoltura e prodotto sono importanti aspetti di un’attività reperibili anche mediante i canali media informativi; impagabile è invece la sensazione che si riceve guardando negli occhi i protagonisti, leggendo le espressioni, ascoltando il tono della voce che da fiero si smussa sul professionale e poi si leviga sul toccato soprattutto quando si raccontano la propria storia e le ambizioni future. Il tutto diventa magia accarezzando e calcando la loro terra, lo spazio su cui girano lavoro e vita.



Con Paolo c’è feeling, c’è sempre stato, e almeno da parte mia c’è anche una grandissima stima. Siamo entrambi ragazzi nati a poco più di 1 mese di distanza, stessa classe ’71, stessa grinta. Mi dedica ore del suo tempo che in modo inverecondo gli rubo minuto su minuto ma con la sincera volontà di vedere ciò che è diventata oggi Cantele, i progetti e i sogni per il futuro.

  • La nuova barriccaia: siamo alle fasi finali, un luogo praticamente pronto ad accogliere oltre 100 botti in un ambiente che serve principalmente per la maturazione del vino ma che ancora una volta rivela, da allestimento e arredo, il gusto per il bello che a questa famiglia non è mai mancato… stiloso, raffinato, contemporaneo.
  • E poi il sogno masseria: un luogo di proprietà a poche centinaia di metri dalla sede dove probabilmente saranno convogliate numerose risorse per renderlo un vero e proprio wine-resort, un luogo esclusivo di relax a tema vino che ospiterà (quando l’anticipazione diverrà realtà) gli eno-turisti più esigenti alla ricerca del benessere psico-fisico.


Ho assaggiato di tutto (non tutto ma tanto davvero) (leggi subito le recensioni) curioso di valutare le loro importanti novità in bottiglia e interpretare invece, sui prodotti noti, il condizionamento dell’andamento stagionale sul vino.

Molti sanno che mi innamorai anni fa dell’Amativo e che oggi reputo il Rohesia come uno dei migliori rosato di Puglia. Negli anni la scelta aziendale è stata quella di creare delle vere e proprie linee di prodotto.

Mi ha davvero impressionato l’ultima uscita della Teresa Manara con un Negroamaro strepitoso e uno Chardonnay V.Tardiva da sogno. Il Fanòi Primitivo è una certezza, fra i vini top regionali, e non solo geograficamente posto fra la forza di Manduria e l’eleganza di Acquaviva. Felice di aver assaggiato la versione zero del Fanòi Negroamaro destinato a far sognare gli appassionati ma ancora ovviamente da assestare. La linea Rohesia non tradisce con un intrigante Malvasia bianca secco e un Susumaniello divertentissimo mentre gli spumanti metodo classico, dico francamente, sono buoni ma non entrano nell’anima (almeno nella mia).



Cantele si conferma una delle aziende di Puglia che fa vera eccellenza e pone costantemente l’asticella sempre più in alto grazie anche alla capacità di un enologo come Gianni Cantele.



Vi lascio con qualche scheda dei vini più rappresentativi di questo percorso, prendete appunti ma scrivetemi se siete ulteriormente curiosi.


selezione vini Cantele


[inciso di premessa alle schede]: spiritoitaliano.net valuta graficamente “in stelle”/5 il rapporto qualità/prezzo del vino stimandolo per il proprio target di lettori. Non viene fatto altrettanto per valutare la complessiva piacevolezza del prodotto per cui si ritiene esaustiva la recensione testuale. Ogni descrizione del vino è prodotta nel pieno apprezzamento del lavoro delle aziende e con profondo senso deontologico. Non vengono recensiti vini ritenuti appena sotto una qualità ritenuta “buona”.


prendete appunto:


aziendaCantele
denominazionePuglia bianco IGT
nome vinoVerdeca
uveVerdeca
vendemmia2019
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesiluminosa trasparenza che apre a camomilla, mela e pietra bagnata; il percorso gustativo si svolge piacevolmente semplice e fresco su scenario floreale dal secco finale. Vivace
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:crocchette di stoccafisso

aziendaCantele
denominazioneSalento spumante IGT
nome vinoRohesia Metodo classico Rosé Pas Dosé
uveNegroamaro
vendemmia2012
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesiperlage pulitissimo dall’effetto sensoriale estremamente fragrante e floreale di nocciola tostata, tiglio, biscotto, fiori d’arancio, che in bocca si trasforma in cremosità purissima. La sosta di 60 mesi lo arricchisce in raffinatezza mettendo, rispetto al fratellino Rohesia brut, un po’ in secondo piano frutta e vivacità di insieme. Aristocratico
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:lasagna di mare in bianco


aziendaCantele
denominazioneSalento bianco IGT
nome vinoRohesia Malvasia bianca
uveMalvasia bianca
vendemmia2019
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesiaromaticità che ti catapulta dentro un mondo di profumi: dal gelsomino alla pesca, dal melone all’ortica solleticando anche al sorso con sapido finale di media lunghezza ma dagli eccitanti ritorni di erbe. Esordio di un prodotto di cui sentiremo molto parlare. Invitante
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:seppie ripiene

aziendaCantele
denominazioneSalento rosso IGT
nome vinoRohesia Susumaniello
uveSusumaniello
vendemmia2018
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesila prolungata macerazione sulle bucce rende ancora più intrigante questo vino che non ha conosciuto legno e nato da un vitigno estremamente territoriale: mora di gelso, violetta, anice ma soprattutto liquirizia che non abbandona mai il palato per tutto il sorso. Morbido e tipico ma soprattutto… Seducente
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:tacchino ripieno con verdure arrosto


aziendaCantele
denominazioneSalento bianco IGT
nome vinoTeresa Manara Chardonnay VT
uveChardonnay
vendemmia2018
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesisintesi perfetta di qualità in vigna e accurata gestione in cantina. Vino ampio nei profumi, con un sapore espressivo e lungo. Vendemmia tardiva che lo sublima negli aromi persistenti di fiori, frutta e salmastro non rendendolo mai stucchevole, ancora meglio del 2017, che bravi! Buonissimo
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:filetto di rombo con julienne di peperoni e zucchine in salsa allo zafferano

aziendaCantele
denominazioneSalento rosso IGT
nome vinoTeresa Manara Negroamaro
uveNegroamaro
vendemmia2017
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesisi presenta con mirtillo, carruba, liquirizia e rosa appassita lasciando poi spazio ad aromi prolungati nella beva dove le spezie si intersecano perfettamente a percezioni fruttate. Lungo, mai stucchevole, giusto tannino, un’ottima espressione di Negroamaro per la categoria. Tenace
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:coste di maiale al forno con patate


aziendaCantele
denominazioneSalento rosso IGT
nome vinoFanòi Primitivo
uvePrimitivo
vendemmia2015
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesiancora una conferma, ancora emozione, ancora il Primitivo declinato in forza senza opprimere, in ampiezza e lunghezza come pochi altri vitigni riescono a permetterti. Confettura di amarene, liquirizia, viola macerata, more, grafite… solo alcuni aromi su una distensione lunghissima, perfettamente equilibrata e pur ancora promettente. Tanto buono e pure bellissimo, gigante generoso, dall’abbraccio forte ma rassicurante per enofili in cerca di amore al primo sorso. Uno dei migliori Primitivo di Puglia. Sottolineo e metto “punto”. Regale
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:spezzatino di cavallo con verdure

aziendaCantele
denominazioneSalento rosso IGT
nome vinoFanòi Negroamaro
uveNegroamaro
vendemmia2015
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesiE’ l’esordio di questo Negroamaro selezionato in vigna, la prima annata prodotta di un vino che si lancia verso il futuro anche nell’assaggio: tannini precisi ma ancora da ammansire fanno presagire una vita lunghissima che adesso, in tenera età, lo frenano in lunghezza ma il gusto è comunque ricco in sensazioni di fiori macerati, cacao, mirtillo, caffè e noce moscata su un finale prevalentemente di erbe e spezie. Fiero
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
da abbinare a:agnello in umido con patate

aziendaCantele
denominazioneSalento rosso IGT
nome vinoAmativo
uvePrimitivo, Negroamaro
vendemmia2017
degustato nel2020
cenni di degustazione in sintesiE’ suadente dall’occhio al palato ma non tradisce mai in profumo e sapore: immediato nelle note ampie di torrefazione, frutta nera, cioccolato, fiori scuri, foglie di tabacco e tè. In bocca si estende, come una star affermata regala sapore e se ne compiace sapendo che difficilmente si può resistergli da navigato rubacuori, “sciupafemmine” o “incantauomini” (fate voi in base al sesso). Rubacuori
valore in commercio*
reperibilità*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:stufato di manzo alle erbe


Avrete compreso di quanto l’effetto sinestetico mi abbia ampiamente e oggettivamente conquistato. Grazie.


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