petite notre-dame de bourgogne


Solo 2 ettari tutti a pinot noir: mistero, magia e terroir di Bourgogne La Chapelle Notre-Dame


ESPRIT FRANÇAIS: ESPLORAZIONI IN CORSO


Oggi lo Spirito Italiano torna a essere Esprit Français: explorations en cours… con Livio del Chiaro.


si legge (più o meno) in: 6 minuti


Un’esplorazione virtuale alla portata di tutti, un viaggio per colline, valli, e campagne della Francia già note o tutte da scoprire.


Articoli talvolta più divulgativi, culturali oppure semplicemente informativi e ricchi di piccole curiosità. L’importante è entrare in sintonia, comprendere lo stile narrativo e, con il giusto mood, lasciarsi stuzzicare da qualche idea che potrebbe portarvi di persona a “verificare con mano” le realtà e i suggerimenti di spiritoitaliano.net.


background photo: spuntz

Il nostro viaggio virtuale per le colline, le valli, le campagne della Francia oggi passa dalla Borgogna ma, come al solito, cerca di uscire dalle vie e dagli sterrati più noti.


Avevamo già narrato di Hautes côtes de Bourgogne e Petit Chablis ma, in questa lingua di terra orientale francese così storica, è normale trovare sempre qualcosa di suggestivo da raccontare.


fonte: Bourgogne Maps

Passiamo idealmente da Beaune ma non sosteremo all’Hospice… lo salutiamo con emozione da lontano fermandoci invece in un comune limitrofo nei pressi di una chiesetta millenaria con due ettari di viti intorno… buona lettura!

[n.d.r.]



La petite Chapelle Notre-Dame de Bourgogne


In Francia è quasi ovunque tangibile quel meraviglioso legame tra vigneti, paesaggio, storia, tradizione e cultura. Qualcosa di indissolubile che va ben oltre il concetto di terroir o che forse lo espande ad aspetti spesso poco considerati.


Bourgogne Maps – outil cartographique interactif – www.bourgogne-maps.fr

Oggi vi racconto di un’altra piccolissima appellation della Borgogna, l’AOC Bourgogne La Chapelle Notre-Dame, una delle pochissime Appellation Régionale in cui è possibile indicare il nome di un climat.


Il vigneto è veramente minuscolo: due ettari esclusivamente vitati a pinot noir.


credits: BIVB / Michel JOLY ©

Il nome proviene ovviamente dalla cappella di Notre-Dame-du-Chemin, costruzione del XII secolo situata nel comune di Ladoix-Serrigny e posizionata su una collina nei pressi della strada che da Beaune porta a Digione, una strategica antica via commerciale, che permetteva di scambiare il sale dei Sequani con il ferro degli Edui, popolo della Gallia, e di trasportare lo stagno.


Pinot noir – credits: BIVB / Aurélien IBANEZ ©

Secondo le tradizioni locali, la cappella fu costruita intorno all’anno 1000 in seguito all’apparizione della Madonna ed alle numerose guarigioni miracolose che ne seguirono.


La Chapelle Notre Dame, vecchia cartolina inizi 1900 (PD)

Il posto divenne luogo di culto e di riposo, una sosta per i pellegrini. I primi documenti che ne parlano appartengono a una bolla papale del 1178 che ne affidava la proprietà all’abbazia benedettina di Saint-Seine.


Nel corso dei secoli è stata usata come luogo di sepoltura per i bambini morti alla nascita (tombe ritrovate durante scavi di fine anni ’60), meta per i pellegrini e per nobili come le duchesse di Borgogna (che vi si recavano prima di partorire in quanto pensavano fosse di buon auspicio).


Ladoix – credits: BIVB / armellephotographe.com ©

Dal 1951 viene gestita dall’associazione Amis de Notre-Dame du Chemin, associazione costituita da alcuni abitanti e viticoltori della zona.



Le prime viti furono impiantate intorno al 1500 ed il vigneto attuale si trova tutto intorno alla Cappella tanto che a vederla da lontano sembra letteralmente immersa tra le viti. L’altezza va da 225 a 235 m slm con una esposizione a sud-est.


Ladoix-Serrigny – credits: BIVB / Aurélien IBANEZ ©

La composizione del terreno è prevalentemente marnosa con presenza di argille sabbiose e limose.


Il pinot noir che viene prodotto ha solitamente un colore rosso rubino acceso e al naso fa prevalere la componente di frutta rossa e nera mentre la parte floreale è più soffusa. In bocca ha buon corpo, gran freschezza e finezza del tannino.


credits: BIVB / armellephotographe.com ©

Per via retroolfattiva, sovente si constata un’elegante corrispondenza con gli aromi percepiti al naso. Dai Bourgogne La Chapelle Notre-Dame dobbiamo attenderci un finale di bocca equilibrato e lungo.


credits: BIVB / Image & Associés ©

Sono vini che vanno a collocarsi nella fascia di prezzo dei Bourgogne Pinot Noir ma che assicurano uno stretto legame col territorio e aggiungono un poco di mistero e magia se ne conosciamo la storia.


L’unica pecca è che la produzione è di poche migliaia di bottiglie divisa tra una manciata di piccoli produttori.


Nuits St Georges – foto: Eugene_o (CC BY 2.0)

Abbinarlo in loco (nella vicina Nuits Saint Georges a 10 minuti di macchina ci sono diversi locali piacevoli) con il classico coq au vin potrebbe sembrare banale ma è decisamente un accostamento molto godurioso, specialmente se prima stimolate l’appetito con un poco di Escargots à la bourguignonne.


foto: Will Clayton (CC BY 2.0)

Se poi volete gustarvelo a casa con un coniglio alla cacciatora, dei tortelli mugellani al ragù di chianina o un piatto di vincisgrassi il risultato sarà egualmente piacevole.



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Viareggino di nascita e fiorentino per amore, Livio Del Chiaro decise nel 2009 di stravolgere la sua vita, a 33 anni, dopo una tesi di laurea, un dottorato di ricerca e una borsa di studio in biologia molecolare. Diventa Miglior Sommelier d’Italia nel 2014 e con la sua dolce metà Bianca condividerà la passione per l’alta qualità e tutte le più belle avventure della vita anche professionale. Oggi sono co-titolari di una celebre enoteca nel centro storico di Firenze e qualificati assaggiatori nel mondo dei distillati, dell’olio e del cioccolato. Docente Fisar, Livio ama smoderatamente le piccole realtà artigianali dei vignaioli, una passione che lo ha portato a viaggiare per Italia e Francia (per adesso…) alla ricerca di piccole perle, di vitigni rari, di prodotti sempre nuovi e stimolanti