peculiarità del gallo nero di greve


Greve in Chianti: i suoi Viticoltori, la sua Unità Geografica, le peculiarità del suo Chianti Classico da conoscere a fondo. Un seminario di Masnaghetti apre la stagione della vendemmia


Una piacevole atmosfera di inizio settembre quella a Greve in Chianti dove si sono apprezzati momenti di vera cultura sia geologica che vinicola. 


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L’associazione Viticoltori Greve in Chianti, nata lo scorso anno, ha organizzato un importante seminario dedicato a stampa e operatori selezionati nell’affascinante Enoteca Falorni con lo scopo di promuovere la conoscenza del proprio vino e del territorio


I valori che uniscono i Viticoltori sono ben chiari, così come precisato dalla presidente Victoria Olivia Matta: «Questa associazione è composta da colleghi che hanno le stesse esperienze professionali. Ci permette di essere uniti, scambiarsi idee, opinioni e consigli oltre ad essere da ottimo collante nel rapporto di vicinato. Sono veramente contenta per quello che stiamo facendo, questa esperienza servirà a tutti per crescere professionalmente ed umanamente».


courtesy: Viticoltori Greve in Chianti

Alla guida della masterclass, il giornalista, esperto del mondo enoico, cartografo e curatore editoriale Alessandro Masnaghetti, che presto pubblicherà il suo nuovo libro “L’Atlante del Chianti Classico”.

Masnaghetti ha illustrato le peculiarità dei terreni del Chianti Classico, con spiegazioni esaustive anche di carattere geologico per comprendere i circa 6.800 ettari vitati del “Gallo nero”.



Lo studio del terreno nella sua totale e profonda complessità, rappresenta insieme ad altri esclusivi componenti come l’esposizione, il clima e la mano dell’uomo, la base formativa e differenziante di ciascun vino.

Questo ovviamente in generale ma, nell’approfondimento di Masnaghetti, è saltato inevitabilmente all’occhio la nitida definizione sulla base dei diversi crinali e suoli proprio in questa zona.


foto: SF©

Fondamentale identificazione è quella del crinale dei monti del Chianti Classico, nella parte interna del territorio, sicuramente il più riconoscibile ed individuabile con il Monte San Michele, con una altezza che sfiora i 900 metri e che lo rende sempre ben individuabile.

Il secondo crinale si snoda invece da San Donato in Poggio e passando per Castellina in Chianti arriva fino a Vagliagli, tragitto piacevolmente visitabile in bici o anche in auto, che regala vista ed emozioni molto godibili.

Il terzo crinale unisce Castellina con i monti del Chianti, con a sud la provincia di Siena.


courtesy: Viticoltori Greve in Chianti

Sono tutte rappresentazioni che aiutano poi a comprendere le peculiarità dei vini del Chianti Classico: l’area dei monti del Chianti è più fresca rispetto alle altre sicuramente più calde, regalando vini più fini e di maggiore acidità, mentre a sud ovest già le temperature sono più alte con risultati diversi all’assaggio ed all’esame visivo.


Dai monti al terreno e al suolo in generale: il centro dell’area del Chianti Classico è costituito maggiormente da alberese, formazione di Sillano e marne. Nell’area occidentale è maggiormente riscontrabile l’argilla, in quella più a sud si ritrovano composti sabbiosi e verso est in gran parte arenaria.

Conseguentemente, le formazioni arenarie ci regaleranno vini più eleganti e con maggiore acidità, il terreno argilloso vini più corposi, il suolo sabbioso vini più fini e scarichi di colore.


courtesy: Viticoltori Greve in Chianti

Lo studio porta alle identificazioni delle 11 Unità Geografiche Aggiuntive della Denominazione: San Casciano, Greve, Montefioralle, Lamole, Panzano, Radda, Gaiole, Castelnuovo Berardenga, Vagliagli, Castellina e San Donato in Poggio. 

Grazie alle UGA, si definiscono aree più delimitate ed omogenee legando così il territorio anche alla storia, alla tradizione geografica, all’esposizione, al lavoro dell’uomo e alle scelte delle varie cantine. aziende produttrici. 


foto: SF©

La degustazione al termine dell’esposizione teorica ha cercato di mettere in risalto ogni differenza e specificità, secondo le varie sottozone dell’Unità di Greve in Chianti, in 7 calici:


  • Ottomani Chianti Classico 2020 (Strada) 
  • Nozzole Chianti Classico 2020 Tenute Folonari (Chiocchio) 
  • Fattoria Santo Stefano Chianti Classico 2019 (Greti) 
  • Conti Capponi Villa Calcinaia Chianti Classico 2019 (Montefioralle) 
  • Terre di Melazzano Chiandre Chianti Classico 2020 (Destragreve) 
  • Castello di Querceto Chianti Classico 2020 (Dudda e Lucolena) 
  • Ca di Pesa Burrone Chianti Classico 2018 (Panzano) 


La serata è proseguita poi con la cena in Piazza Matteotti, in una cornice davvero suggestiva e di effetto, durante la quale sono stati servite ben 28 etichette in degustazione libera, accompagnate da cibo tipico del territorio.


foto: SF©

Il logo dei Viticoltori, proiettato per la serata sul Palazzo comunale rappresenta i 3 fulcri principali su cui si basa l’interesse dell’associazione: i 3 archi per la piazza principale di Greve in Chianti, i bicchieri di vino per la produzione e infine le foglie (intersezione grafica tra archi e i bicchieri) a sugello dell’impegno verso la sostenibilità ambientale.


foto: SF©

Masnaghetti ha precisato: «Avete finalmente in mano uno strumento estremamente importante, quello delle UGA è un concetto che deve essere sfruttato nel migliore dei modi, è il momento di mettere da parte personalismi e cercare di pensare positivo, e se farete così sono sicuro che avrete grosse soddisfazioni».

Greve pare aver recepito perfettamente il messaggio, ai divulgatori il compito di diffonderlo.





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foto: Stefania Fava – riproduzione riservata
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Anima e cuore romano che la caratterizzano nella totalità di emozioni e approccio alla vita, Stefania Fava Meozzi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne ma la sua professionalità si è sviluppata grazie all’esperienza ultraventennale nel settore Marketing e Comunicazione di Alitalia a cavallo del nuovo millennio. Per amore vero ha sopportato la durissima prova di lasciare la sua Roma nel 2006 per la Toscana, decidendo poi di approfondire la sua conoscenza sul vino. Un sentimento reale ereditato dal padre grande appassionato e proprietario negli anni ’60 di un “Vino ed Olii” di storica memoria. Oggi è sommelier e degustatore ufficiale AIS. La sua capacità è di arrivare alla conoscenza profonda dei personaggi del vino, di chi lo produce e di chi ne fa la storia.