omaggio al sommo poeta


Apriamo il 2021 omaggiando Dante e il suo Convivio

SPIRITI LETTERARI


Non potevamo rimanere insensibili di fronte alle celebrazioni del 2021 come “anno dantesco“. A 700 anni dalla morte del “sommo poeta”, la rubrica “Spiriti letterari“, attraverso l’autorevolezza del prof. Antonio Scollo, rende il giusto tributo a un personaggio che con il suo pensiero e le sue opere ha avviato una trasformazione non solo linguistica ma anche culturale.

I suoi scritti ci hanno lasciato anche un quadro didascalico della società dell’epoca in cui, comunque, il vino e il cibo rivestivano un ruolo forse ancora più centrale rispetto all’odierno.


No, non potevamo rimanere indifferenti. Leggetevi e gustatevi questo primo articolo 2021 di “Spiriti letterari”, omaggio a Dante Alighieri, ringraziandovi ancora per il grande consenso e l’affetto che ci state manifestando per questa nostra rubrica di successo.

[n.d.r.]


si legge (più o meno) in: 7 minuti


Ritratto allegorico di Dante, artista ignoto fiorentino, XVI° secolo – National Gallery of Art – (CC0)

«… lo tempo chiama e domanda la mia nave uscir di porto; per che, drizzato l’artimone de la ragione a l’òra del mio desiderio, entro in pelago con isperanza di dolce cammino e di salutevole porto e laudabile ne la fine de la mia cena…»

(Convivio, II, i)


La bellissima metafora di Dante costretto all’esilio dopo lo scontro tra Bianchi e Neri nella battaglia della Lastra (1302), odierno quartiere di Rifredi a Firenze, con l’immagine della nave che esce dal porto alla ricerca di un “salutevole porto”, mi fornisce il giusto incipit perché anche la nostra rubrica “Spiriti Letterari” possa celebrare nel 2021 i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.


Per omaggiare la figura di Dante ho scelto il Convivio, opera nella quale, utilizzando significativamente la lingua volgare anziché il dotto linguaggio latino, il cibo e le bevande diventano metaforicamente elevatissimi strumenti di apprendimento della conoscenza.


Dante et Béatrice, Odilon Redon, 1914 – (CC0)

Composta probabilmente negli anni tra il 1304 e il 1307, durante l’esilio da Firenze, quest’opera, purtroppo incompiuta, rappresenta la prima vera summa del pensiero etico e filosofico dantesco dopo gli anni dedicati alla poesia ispirata dall’amata Beatrice.


Ed è significativo, da questo punto di vista, che il Convivio si apra con la citazione del primo libro della Metafisica di Aristotele: «tutti gli uomini per natura desiderano sapere».


lo pane de li angeli


Attraverso una struttura in 14 Canti e altrettanti Trattati con in più un Proemio di spiegazione, il Convivio è una vera e propria metafora alimentare, un banchetto durante il quale si serve la sapienza, in cui le vivande sono rappresentate dalle Canzoni e il pane dai Trattati. Gli invitati al banchetto sono uomini e donne nobili d’animo e affamati di sapere perché come spiega Dante:


«pochi rimangono quelli che a l’abito da tutti desiderato possano pervenire, e innumerabili quasi sono li ‘mpediti che di questo cibo sempre vivono affamati. Oh beati quelli pochi che seggiono a quella mensa dove lo pane de li angeli si manuca! E miseri quelli che con le pecore hanno comune cibo! […] Coloro che a così alta mensa sono cibati non sanza misericordia sono inver di quelli che in bestiale pastura veggiono erba e ghiande sen gire mangiando.» (Convivio, I, i)


In definitiva il sapere è un piatto squisito che spetta a pochi (il “pane de li angeli”) mentre la maggioranza si nutre di “erba e ghiande”.


Dante a Verona, Antonio Cotti, 1879 – (CC0)

Prosegue Dante:

«E io adunque, che non seggio a la beata mensa, ma, fuggito de la pastura del vulgo, a’ piedi di coloro che seggiono ricolgo di quello che da loro cade, e conosco la misera vita di quelli che dietro m’ho lasciati, per la dolcezza ch’io sento in quello che a poco a poco ricolgo, misericordievolmente mosso, non me ne dimenticando, per li miseri alcuna cosa ho riservata, la quale a li occhi loro, già e più tempo, ho dimostrata, e in ciò li ho fatti maggiormente vogliosi. Per che ora volendo loro apparecchiare, intendo fare un generale convivio di ciò ch’i’ ho loro mostrato, e di quello pane ch’è mestiere a così fatta vivanda, sanza lo quale da loro non potrebbe essere mangiata».  (Convivio, I, i)


Interessante notare come, parlando di cibo, Dante si riferisce sempre al pane, l’alimento più importante per l’uomo, al punto da surclassare ogni altro cibo visto addirittura come “contorno”, “companatico” appunto. Il pane era il vero alimento in grado di soddisfare la fame così come la dottrina esposta da Dante era in grado di soddisfare la fame di sapere.



il Convivio


Come anticipato, il Convivio non fu portato a termine rimanendo sconosciuto o quasi per tutto l’arco del XIV secolo.


L’editio princeps del Convivio si deve ai torchi del tipografo fiorentino Francesco Bonaccorsi (1490). Dopo le tre edizioni veneziane del 1500, (la prima nel 1521, esattamente cinquecento anni fa), e la condanna della lingua di Dante espressa da Pietro Bembo nella sua opera Prose della volgar lingua del 1525 – che indubbiamente frenarono la diffusione del testo – sarà necessario attendere ben due secoli (il 1741) perché il Convivio venga ristampato dal filologo e letterato fiorentino Antonio Maria Biscioni.


Dall’Ottocento in poi si susseguono le edizioni critiche del Convivio, anche per mettere ordine nei numerosi manoscritti (ben 44) che rappresentano la fonte primaria dell’opera.


Oggi il testo è disponibile in versione cartacea in numerose edizioni. Ne segnalo due, entrambe di Mondadori: quella della collana “I Meridiani” del 2014 e la versione più agile ed economica del 2019 nella serie “Oscar classici”.


La mia rilettura del testo è stata fatta invece utilizzando “l’edizione del centenario” di Tutte le opere di Dante, pubblicata da Mursia nel 1965, in occasione di un altro settecentesimo anniversario di Dante (incredibile e felice coincidenza), quello della nascita, avvenuta, come è noto a tutti, a Firenze nel 1265.



bevande e cibo per la mente e la felicità


Negli anni della stesura del suo Convivio, Dante ha ben presto modo di mettere in atto tutta la dottrina sapientemente “apparecchiata” per “sfamare” uomini e donne nella loro ricerca della conoscenza quando, nella primavera del 1306, si reca in Lunigiana, ospite del Vescovo-Conte di Luni.


Qui, grazie alla sua notorietà, si adopera affinché nell’ottobre di quell’anno venga stipulata una pace tra i Marchesi Malaspina e lo stesso Vescovo-Conte di Luni, passata alla storia col nome di “Pace di Castelnuovo” dal nome del bellissimo borgo della Val di Magra in provincia della Spezia, in cui la stipula fu conclusa.


Dante in esilio, Domenico Peterlini (attrib), 1860 circa – (CC0)

I tragici avvenimenti vissuti da Dante in occasione dell’esilio avevano evidentemente rafforzato in lui la consapevolezza dell’importanza di ricercare la pace, tematica ripresa anche nel Convivio con un linguaggio molto poetico che indubbiamente mostra all’orizzonte i versi grandiosi della Divina Commedia. Infatti nel IV Trattato al Capitolo iv si legge:


«Il perché, a queste guerre e alle loro cagioni tòrre via, conviene di necessitade tutta la terra, e quanto all’umana generazione a possedere è dato, essere Monarchia, cioè uno solo principato, e uno prencipe avere; lo quale, tutto possedendo e più desiderare non possendo, li regi tegna contenti nelli termini delli regni, sì che pace intra loro sia, nella quale si posino le cittadi, e in questa posa le vicinanze s’amino, [e] in questo amore le case prendano ogni loro bisogno, lo qual preso, l’uomo viva felicemente: che è quello per che esso è nato».

(Convivio IV, iv)


Sì, l’uomo è nato per vivere felicemente: mi permetta il lettore di chiudere l’appuntamento di “Spiriti letterari” con questo bellissimo auspicio, tanto più desiderabile considerando i tempi bui che l’umanità sta attraversando.




prendete appunto:


l’operaConvivio
l’autoreDante Alighieri
la bevanda(metafora) bevande per la mente
consigliato ai cultori alcolici *
consigliato agli astemi *


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Antonio Scollo ha conseguito la laurea quadriennale in Storia. Oggi è Direttore editoriale di una casa editrice dopo un’esperienza trentennale nei settori dell’editoria e della comunicazione. Ha curato i Laboratori di Editoria e Comunicazione presso la Struttura Didattica Speciale di Ragusa dell’Università di Catania e per la stessa sede di ateneo fa anche parte del Comitato scientifico del master di primo livello Management Art & Food (MAF). In ambito enogastronomico ha conseguito il diploma di Sommelier AIS. e la patente di assaggiatore ANAG. È accademico dell’Accademia Italiana della Cucina, maestro assaggiatore di ONAS e ambasciatore per la Liguria di Levante dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica. Ha ideato e cura, attraverso un blog, il progetto bookdecanter, il primo metodo “ragionato” di abbinamento tra libri, vino e distillati.