noi, demoni bevitori responsabili


La World Heart Federation picchia duro in OMS: l’alcol fa male anche in piccole dosi e servono azioni urgenti. Ok, grazie, ricevuto ma per noi non cambia niente


Arrivano brutte notizie per gli appassionati delle bevande alcoliche e i cultori del “consumo responsabile” e del “bere consapevole”.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


Noi, evoluti cultori interalcolici, siamo sempre stati consci del momento, dell’epoca che stiamo vivendo, della difficoltà di conciliare salute e piacere in una società in cui i dati oggettivi e (perlamordelcielo) inconfutabili della ricerca sono però al tempo stesso un’arma bianca da sfoggiare con la retorica del politically uncorrect.


foto: Comfreak

Dopo lo studio Strengthening Europe in the fight against cancer del Comitato speciale europeo per la lotta al cancro (BECA), arriva un altro rimprovero solenne dalle autorità preposte a garantire la salute dell’umanità


Si è conclusa oggi la 150^ sessione dell’Executive Board dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di cui fanno parte 34 membri qualificati e selezionati rappresentanti di tutti i continenti (nessun italiano).



Uno degli interventi più di rilievo ascoltati nella 6 giorni di incontri del consiglio, è stato quello della World Heart Federation (WHF), ente di Ginevra coordinatore globale degli Istituti che si occupano della salute cardiovascolare.



La convinzione di WHF è chiara e per noi implacabile: “Qualsiasi livello di consumo di alcol può portare alla perdita di una vita sana. Gli studi hanno dimostrato che anche piccole quantità di alcol possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, tra cui malattie coronariche, ictus, insufficienza cardiaca, cardiopatia ipertensiva, cardiomiopatia, fibrillazione atriale e aneurisma”.


foto: Gerd Altmann

Il documento “The impact of alcohol consumption on cardiovascular health: myths and measures” pubblicato da WHF e presentato all’OMS, di fatto stronca qualsiasi ipotesi che anche il minimo consumo di alcol possa avere una sua logica se vogliamo preservare lo stato di salute dell’essere umano.


Un “penitenziagite!” senza forma di compromesso, per loro non può esistere responsabilità, non esiste alcuna consapevolezza, non esiste minima dose, non c’è resveratrolo che tenga o battito cardiaco che potrebbe assestarsi… l’alcol fa male sempre e comunque.


foto: Gerd Altmann

Sappiamo cosa state pensando: «Ma… ci importa una mazza del WHF! Ma (eufemismo anticensura) se ne vadano tutti al diavolo, poveri tristi luminari asettici!».


Si, vabbè, noi continueremo a fare come ci pare, questo è pacifico e scontato. Figurati se ci cambia qualcosa… gli adepti, i seguaci, gli appartenenti alla nostra comunità solitamente sanno come, cosa e perché si beve.


foto: Greg Montani

Però ci aspettano anni difficili. Difficili per chi produce ma anche per chi comunica. Abbiamo visto nell’epoca del Covid cosa si è capaci di raccontare dal palco delle autorità, cosa si riesce a scrivere da una tastiera, quanto si è disposti ad accapigliarsi con opinioni e comportamenti che trascendono in una mesta “guerra tra poveri” e zuffe da “Bar dello sport”.


Il rischio di incomprensioni, falsità, retoriche messe alla gogna è altissimo. Servirà una capacità estrema per non essere tacciati in futuro di un qualcosa che non ci appartiene. Il campanello d’allarme di qualche mese fa è già diventato sirena.


foto: Gerd Altmann

E quindi, il nuovo documento politico presentato all’Executive Board OMS dalla World Heart Federation mette seccamente in discussione l’idea diffusa che bere quantità moderate di alcol possa ridurre il rischio di malattie cardiache, possa servire a qualcosa e chiede un’azione urgente e decisiva per affrontare (quello che da loro viene definito) l’aumento dei decessi correlati all’alcol in tutto il mondo.



Questi i laconici dati della ricerca WHF:


  • oltre 2,4 milioni di persone sono morte nel 2019 a causa dell’alcol, rappresentando il 4,3% di tutti i decessi a livello globale e il 12,6% dei decessi negli uomini di età compresa tra 15 e 49 anni.
  • l’alcol è una sostanza psicoattiva e nociva che può causare danni significativi al corpo umano. Il suo consumo è un importante fattore di rischio evitabile per malattie non trasmissibili come quelle cardiovascolari (tra cui malattie coronariche, ictus, insufficienza cardiaca, cardiopatia ipertensiva, cardiomiopatia, fibrillazione atriale e aneurisma) e poi cancro, malattie dell’apparato digerente e diverse malattie infettive.
  • gli studi che affermano che l’alcol può offrire protezione contro le malattie cardiovascolari si basano in gran parte su ricerche puramente osservazionali che non tengono conto di altri fattori come condizioni preesistenti e una storia di alcolismo in quelli considerati “astinenti”. Ad oggi, non è stata trovata alcuna correlazione affidabile tra il consumo moderato di alcol e un minor rischio di malattie cardiache.

foto: Bianca Krause

E dopo la ricerca e il documento, ecco le prime azioni urgenti e decisive richieste all’OMS:


  • Rafforzamento delle restrizioni sulla disponibilità di alcolici
  • Aumento delle contromisure per la guida in stato di ebbrezza
  • Facilitazione di accesso allo screening, agli interventi e al trattamento
  • Rafforzamento dei divieti di pubblicità
  • Aumento dei prezzi attraverso tasse e accise
  • Promozione di politiche intersettoriali per scoraggiare l’assunzione di alcol, soprattutto tra i giovani,
  • Stabilire e uniformare un’età minima legale per il consumo
  • Obbligo di significative avvertenze sanitarie sulle etichette


foto: D. Apolinarski

Spiritoitaliano.net non ha paura di raccontare, non abbiamo timore di informarvi su ciò che sta accadendo.

Sono cose che non fanno bene al nostro movimento ma non siamo certamente quelli che si tappano gli occhi per non vedere.


A noi semplicemente non cambia granché perché per noi bere significa cultura e piacere da godersi sempre a piccoli sorsi.


foto: Tumisu

Abbiamo letto davvero molto volentieri il rapporto di WHF di cui abbiamo massimo rispetto e stima ma credeteci… “ci importa una mazza se il resveratrolo non ha azione benefica sul cuore, anzi! Alzi un dito chi ci stava credendo ancora…” LOL.

PB



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fonti: World Heart Federation – OMS

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net