moritzino: il mito passa anche dal vino


Moritz e Alex Craffonara: di padre in figlio, anche la cantina gioca oggi un ruolo determinante. Un locale “cult” in Val Badia fra i più esclusivi d’Italia

IL SENSO DELLA VITE: STORIE DI PERSONAGGI


Stamattina splende il sole in Val Badia, riscalda la mia anima con il contrasto del magico cielo blu e me ne vado felice a sciare!


si legge (più o meno) in: 5 minuti


Da molti anni, per i miei momenti speciali, scelgo La Villa e dintorni, luoghi infinitamente accattivanti per il paesaggio e le piste da sci.


foto: SF ©

Conosco da tempo il Club Moritzino, situato a 2100 metri di altezza, esattamente di fronte l’arrivo della cabinovia Piz la Ila, una location meravigliosa, sia come struttura ed arredamento sia come filosofia di accoglienza.


Fino ad oggi, però, non ne conoscevo la storia e l’evoluzione e scoprirla è stato davvero piacevole.



Mi attende Alexander, che rappresenta la seconda generazione, figlio del creatore del Moritzino.


Mi presenta suo padre, Moritz Craffonara, un elegante signore di 78 anni (mai avrei detto!) il cui viso affascinante mostra i segni della vita in montagna ed esprime insieme qualcosa di magnetico.


Titolare di uno dei locali più “in” e frequentati di tutta l’Alta Badia, punto di ritrovo per sciatori e per numerosi Vip che frequentano questi luoghi di vacanza, Moritz mi invita a chiacchierare in quella piccola parte del locale che fu la prima ad essere costruita nel 1966.


Parlando con lui si torna indietro di qualche tempo, inizialmente per la sua gentilezza ed affabilità, tipica di un tempo un po’ passato, che fa sempre molto piacere.


foto: SF ©

Reduce da una delusione scolastica, il 9 settembre del 1966, all’età di 22 anni, sale in quota a piedi con un suo amico, muniti di piccozza e pala e decide di utilizzare un terreno di famiglia per costruire un piccolo rifugio, il primo self service dell’Alto Adige!


Nel 1966 viene costruita una bidonvia che impiegava 20 minuti per raggiungere la vetta ed all’arrivo i passeggeri che avevano viaggiato all’aperto, si rifugiavano subito nel locale per qualcosa di caldo!


foto: SF ©

Verso la fine degli anni 70, inizio 80, arriva il boom del locale assieme alla gara di Coppa del Mondo di sci alpino sulla mitica Gran Risa.


Arrivano i campioni, il pubblico, i cronisti i personaggi importanti della mondanità, da Barbara Bouchet e Giuliano Gemma, a Nino Benvenuti, ai Pooh, a Massimo Lopez, Marta Marzotto, Ezio Zermiani, Dieter Krebs, Bubi Scholz, il principe Alberto di Monaco, Alberto Tomba, l’Aga Kan che Moritz accompagnava personalmente in motoslitta a sciare, vari piloti di Formula 1 e diversi uomini politici, Brooke di Beautiful era di casa!  


Sempre un pochino più avanti degli altri inventa la prima gastronomia di pesce fresco in alta quota, niente da fare, sono sempre più convinta che Moritz sia storia pura da raccontare. Con estremo orgoglio mi confessa di non scendere in paese da 3 anni e che anche in bassa stagione rimane in quota cucinandosi da solo, scelta assolutamente comprensibile: perchè scendere da questo luogo magico?



Inevitabilmente il discorso scivola sul vino servito nel locale e sulla sua evoluzione.


Inizialmente il Kalter austriaco era l’unico vino presente nei formati sciolti di ¼ e ½ litro… quanta strada ha fatto il Moritzino fino ad oggi!


Moritz confessa di non capire di vino, ma di saper distinguere un vino buono da uno scadente, sembra poco?


foto: SF ©

Hai un rimpianto Moritz? …ci pensa…sorridendo con occhi furbi ma amorevoli rivolti alla moglie Silvana e  mi risponde: “si, quello di essere sempre stato fedele”!


E’ l’essenza della vita, è il gusto per le cose buone, è il saper stare nel “qui ed ora”, tutto questo è Moritz Craffonara.


Alex mi presenta il maitre, Francesco Scollo, con loro da 20 anni e mi introduce nel privè, un piccolo spazio con un’ armonia di stile perfettamente mixato tra montagna ed eleganza, dove vassoi di ostriche fresche in ghiaccio si confondono con la neve fuori dalla vetrata, nella visione del colore non colore che unisce l’essenza di questo locale.


Alex ha preso le redini da qualche anno, è giovane ma esperto ed ha saputo arricchire questo posto con un soffio di audace modernità con musica, apres-sky e dj set, oltre a serate dove si arriva per la cena direttamente dal paese in motoslitta.


Ha saputo unire il ritrovo della mattina sulle piste, il pranzo e l’ora del tramonto che accompagna alle cene in stile notturno, legati da un filo ben percettibile di orgoglio e saper fare, con un’anima montanara che rimane in ogni caso il leit-motiv.


foto: SF ©

Ma la carta dei vini tocca davvero la mia sensibilità di appassionata dell’argomento.

Aziende come Kellerai Girlan, ST.Michael Eppan, Hoffstatter, Elena Walch e Alois Lageder, sono solo alcune delle espressioni del territorio, solitamente i più richiesti dagli ospiti.


Discorso a parte per gli spumanti, con un’ampia scelta di Ferrari Trentodoc per le bollicine di montagna (ovviamente in vari formati) e Bellavista per il Franciacorta, mentre la Francia è rappresentata in carta in maniera ineccepibile: Moet Chandon, Bruno Paillard, Bollinger, Ruinart, Luis Roderer, Jacques Selosse ed ovviamente Cristal Roederer e Dom Perignon, con annate fantastiche come la 2008 e la P2 2002.



Tra i rossi del territorio i più apprezzati dalla clientela ci sono il Vernatsch di Kellerei Girlan, il Merlot Riserva 2016 di Kellerei ST.Pauls, il Cabernet uvaggio storico 2018 di Alois Lageder ed il Pinot Nero Vigna Barthenau di Hofstatter.


Per un giro in Italia non mancano aziende come Gaia per il Barolo, Masi per l’amarone, Antinori con il Tignanello e Solaia, Ornellaia di Tenuta dell’Ornellaia ed il celeberrimo Sassicaia di Tenuta San Guido.


Improvvisamente il mio cuore ha un leggero sussulto alla vista in carta di un Grand Echezeaux 2012 di Dominique Laurent, di uno Chateau Margaux 2010 e… di un Petrus 1996.


Una scelta di vini ampia e per tutti i gusti che propone anche delle eccellenze di livello altissimo, espressione di amore e dedizione verso la clientela.



foto: SF ©

Gli abbinamenti suggeriti dal sommelier di sala sono molto ben accostati e colpiscono anche per l’originalità, non dimentichiamoci che siamo a 2200 metri, in una delle valli più famose e magiche dell’Alto Adige, un territorio ricco di peculiarità vitivinicole e di sapori appassionanti.


Sento però anche parlare napoletano da alcuni collaboratori, in primis il maitre e questo stuzzica la mia curiosità gastronomica.


Alcuni di loro mi raccontano infatti di arrivare da Ischia, (con malcelato orgoglio ovviamente!) e questo rappresenta un’ulteriore peculiarità di mix culinari di grandi eccellenze italiane, proponendo nel menù anche specialità lontane che richiamano raggi di sole isolani e onde del mar Mediterraneo.



Tutto questo può solo colpire positivamente, il Moritzino è un luogo di incontro di personaggi noti, di semplici amanti dello sci e della montagna, di buongustai che preferiscono prendere un po’ di sole nel dehor e a me non viene in mente nulla di più distante e di più meravigliosamente completo allo stesso tempo.


Il “senso della vite”, che solitamente racconto, qui arriva indirettamente grazie alla sensibilità verso il cliente e i produttori. Soprattutto nei luoghi d’incontro deputati come “più esclusivi”, il servizio e l’abbinamento richiedono maestria, cura e occhio di riguardo. Senza una carta dei vini di qualità ben pensata, oggi nessun ristoratore potrebbe immaginarsi di andare lontano e mantenere il target.


E’ diventato uno dei miei luoghi del cuore, per l’atmosfera emanata e la professionalità espressa, ma soprattutto perché, tra una chiacchiera con Moritz e un bicchiere con Alex, mi sento davvero a cas


foto: SF ©

So di essere sempre la benvenuta e credo che questo fosse il fine ultimo di quando Moritz nel 1966 ha iniziato a scavare le fondamenta del Moritzino: far respirare ai propri ospiti un’atmosfera magicamente di casa. Com’era negli anni 80 lo è anche oggi, nel ventunesimo secolo, con l’aggiunta di un calice di grande vino da consumare all’interno del locale o sole in faccia e scarpe sulla neve.



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foto di Stefania Fava – riproduzione riservata

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Anima e cuore romano che la caratterizzano nella totalità di emozioni e approccio alla vita, Stefania Fava Meozzi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne ma la sua professionalità si è sviluppata grazie all’esperienza ultraventennale nel settore Marketing e Comunicazione di Alitalia a cavallo del nuovo millennio. Per amore vero ha sopportato la durissima prova di lasciare la sua Roma nel 2006 per la Toscana, decidendo poi di approfondire la sua conoscenza sul vino. Un sentimento reale ereditato dal padre grande appassionato e proprietario negli anni ’60 di un “Vino ed Olii” di storica memoria. Oggi è sommelier e degustatore ufficiale AIS. La sua capacità è di arrivare alla conoscenza profonda dei personaggi del vino, di chi lo produce e di chi ne fa la storia.