mipaaf: 97 mln restano al settore vino


la ministra Bellanova garantisce le risorse al settore vino. Seria ipotesi distillazione massiva vini DOP


“Le risorse non utilizzate per alcuni degli interventi approvati nel corso
dell’emergenza sanitaria rimarranno a disposizione del settore del vino”. Questo è quanto dichiarato dalla ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali nella conferenza stampa sulla vendemmia 2020 organizzata da Assoenologi, Ismea e UIV.


Dopo aver comunicato i dati sull’andamento stagionale da gennaio a luglio e quelli sulla previsione riguardo la vendemmia 2020 (li pubblicheremo a breve), l’obiettivo della conferenza del 3 settembre per gli organizzatori è stato quello di capire quanto sia ancora possibile garantire il giusto sostegno alle aziende del settore vino.



Teresa Bellanova, riferendosi anche a quanto già stanziato con i decreti ministeriali dei mesi scorsi, non ha lasciato granché dubbi: “Magari non tutte le misure individuate hanno avuto il risultato immaginato all’inizio. Penso – ha aggiunto la ministra – alla misura sulla distillazione, definita dopo un confronto anche complicato con le Regioni, che ha assorbito 14 dei 50 milioni destinati; risorse che resteranno a disposizione del settore. E poi, penso alla misura da 100 milioni di euro voluta per il contenimento della produzione dove sono stati utilizzati poco meno di 39 milioni di euro: anche in questo caso i fondi saranno riattivati in favore del settore ma dovranno essere spesi entro la fine di quest’anno.”


Il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella ha espresso il pieno apprezzamento per le parole della ministra sul mantenimento delle risorse all’interno del settore, aggiungendo che “debba essere approfondita la proposta di utilizzare lo strumento della distillazione volontaria anche sui vini a denominazione, prestando però particolare attenzione ad individuare un adeguato aiuto economico tale da mantenere alto il valore dei nostri prodotti.”


Il segretario generale UIV Paolo Castelletti si è invece sostanzialmente espresso sul residuo di 61 milioni di euro stanziati per la riduzione delle rese: “fondamentale riattivarli in favore di misure attive per il settore del vino. I tempi sono brevissimi e per questo la scelta potrebbe andare nella direzione della distillazione per i vini a denominazione sul modello francese. Perché le vere preoccupazioni riguardano i vini di qualità, che non hanno trovato sbocco sui canali horeca.”


Dalle parole della ministra e, soprattutto da parte di quelle di Assoenologi e UIV, pare abbastanza ben definita all’orizzonte una strada da seguire che sembra sempre più portare il mosto a diventare alcol ed essere poi, in buona parte, concentrato (se le promesse saranno mantenute).


fonte: Unione Italiana Vini
foto: Arthur Brognoli, pexels.com


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a cura della redazione di spiritoitaliano.net