macciocca: il custode del cesanese


Sguardo sincero e carattere puro:
PIERO MACCIOCCA di La Visciola è un vero custode del territorio del Piglio


IL SENSO DELLA VITE: STORIE DI PERSONAGGI


Finalmente l’estate, che mi porta per un periodo più lungo nella mia casa di montagna vicino Roma, a Filettino nel Parco dei Monti Simbruini.


si legge (più o meno) in: 5 minuti


Affetto, amicizie, boschi, montagne, sensazioni piacevoli ed il vino del territorio laziale, il Cesanese del Piglio. E’ casa per me, è profumo di sapori e profumi adolescenziali, che restano, volente o nolente, ben radicati nella mia anima.


Molte cose sono cambiate da allora, tra le tante la mia conoscenza del mondo del vino, che mi porta inesorabilmente a voler scoprire più a fondo questo territorio ed il suo re rosso.


foto: altotemi (CC BY-SA 2.0)

Cesanese del Piglio, una delle tre DOCG del Lazio, vino a volte ingiustamente ignorato da molti, ma che vive ormai da qualche decennio la sua giusta riqualificazione.

E allora io voglio scoprire di più, lo devo alla mia regione di nascita, lo devo alla mia montagna del cuore, lo devo a ciò che ha contribuito al mio essere Stefania.


Tutto questo mi porta alla scoperta di una persona che immediatamente mi entra nel cuore, vero, sincero, unico, Piero Macciocca dell’azienda La Visciola del Piglio.


foto: SF©

Mi perdo alla ricerca del suo luogo, non facile da trovare, eppure queste zone le conosco a memoria. Al mio arrivo mi saluta da lontano, Piero, che mi accoglie come se ci conoscessimo da sempre, ma forse è davvero cosi, considerato anche i numerosi amici della zona in comune!


Non riesco a vedere l’azienda, cerco i vigneti, cerco la cantina e Piero capisce la mia sensazione quasi di smarrimento e per questo mi fa accomodare sornione, in una piccola cantina antistante la sua abitazione, c’è profumo di vino, di sughero, di anima pura e mi inebrio immediatamente di tutto ciò, percependo di essere nel luogo giusto, che si fonde totalmente con il mio passato tra questi luoghi.


Piero non si definisce un viticoltore bensì un custode, quasi uno scopritore del Cesanese, con l’intenzione di rendere la giusta dignità a ciò che la natura gli offre.


foto: SF©

Sono sostantivi mai sentiti finora riferiti ad un produttore di vino, ecco perché ho scelto Piero!


«Nasco come geometra con il mio lavoro a Roma, ma nel 2005 accade tutto per caso, non ci credeva nessuno, solo mia moglie mi ha dato man forte, spronandomi in questa folle avventura, che ora vede una produzione di circa 18.000 bottiglie» mi racconta con semplicità e orgoglio neanche troppo celato.

E’ una passione che ha creato momenti felici, ma questa frase ha senso anche leggendo al contrario, provateci!


foto: SF©

La bellezza degli occhi di Piero che mi raccontano come lui subisca il terroir, perché nulla è artefatto, nulla è costruito in cantina e l’approccio ovviamente è spontaneamente biodinamico.


Subire significa scoprire un tannino che esce da solo, un colore che non ti aspetti per un Cesanese, vigne di 60 anni che regalano un vino che ha la stessa lavorazione per ogni diversa tipologia creata a La Visciola.



Piero ma come mai?

«Ma perché io lascio fare alla natura che decide essa stessa di regalarmi diversi miracoli!»


Piero mi racconta la storia di questo vitigno con rispetto e devozione: non sappiamo le vere origini, forse proviene dal lontano Oriente ma, per certo, un grappolo simile a quello del cesanese è raffigurato su un dipinto al Santuario della SS Trinità a Vallepietra, luogo di profondo culto per gli abitanti della zona.


Mi sottolinea più volte che: «il Cesanese è un “vino di territorio”» ed è proprio il suo rispetto per questo concetto che lo porta a seguirne e, come accennavo prima, quasi a subirne l’evoluzione dalla vigna in cantina senza forzarlo.


foto: SF©

Si chiarisce man mano in me la certezza di essere davvero nel posto giusto con la persona giusta, perché tutto si ricollega al mio luogo del cuore, alla mia casa di vacanza non lontano da questo paese, Piglio.


E con questa certezza cominciamo ad assaggiare, partendo da un vino che d’istinto non avrei certamente inquadrato come Cesanese…



C’è essenzialmente una domanda che, trovandomi davanti a molto di diverso dalle mie aspettative e dalle mie conoscenze storiche, mi è uscita spesso: «Piero ma perché?»

E Piero: «Perché è solo la terra che decide cosa dare!»


foto: SF©

Ecco che il rosso rubino luminoso e tenue, di sorprendente trasparenza, mi porta con l’immaginazione lontano, mi trascina in Borgogna e mi parla di Pinot Nero e… no, Stefania no, sei in una piccola cantina al Piglio, si parla italiano e un po’ di ciociaro e si degusta Cesanese.


qualche assaggio


foto: SF©

Vignali 2019: luminoso, trasparente, setoso, speziato e persistente.

Ju Quarto 2019 (Ju articolo determinativo maschile in dialetto locale): carattere allegro in bocca, stessa trasparenza, qualche sentore di arancia rossa che si impone più prepotentemente.



Ju Lattaro 2018 (dedicato al lattaio del paese, che era una persona buona, che diminuiva i conti lasciati a debito dai clienti, perché si fa così tra persone gentili di una volta): leggermente granato, luminoso, con un sentori di fiori appassiti e frutta nera ormai più che matura.

Priore Mozzatta (sua maestà, vigneto degli anni 60, unico vigneto da sempre di proprietà appartenente alla moglie Rosa, che nel frattempo ci ha raggiunto in cantina): da un suolo diverso da tutti gli altri cesanesi La Visciola, composto da argilla bianca con sedimenti calcarei, escono fragola, ciliegia, note terrose, sottobosco. E’ lungo al sorso, tannino fine e setoso.


Donna Rosa 2019, la Passerina del Frusinate, bianco floreale e di sorprendente sapidità e poi…


…e poi arriva, quasi irrompe con allegria, la figlia Cecilia mostrando al padre i fiori che comporranno il suo bouquet da sposa da lì a pochi giorni. Cecilia ormai fa tanto in vigna e sarà lei a portare avanti il lavoro del padre, i cui occhi mostrano una felicità amorevole guardando lei ed i fiori del bouquet.


foto: SF©

Non potevo avere di meglio per questo finale, per la conoscenza di una persona dallo sguardo sincero, dal carattere vero, dall’approccio alla vita rispettoso e naturale e che incarna davvero “il senso della vite“.


Grazie Piero, ormai la strada l’ho imparata, mi vedrai spesso nella tua piccola cantina fatta di affetto e verità e… tanti auguri agli sposi!



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foto di Stefania Fava
riproduzione riservata ©




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Anima e cuore romano che la caratterizzano nella totalità di emozioni e approccio alla vita, Stefania Fava Meozzi è laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne ma la sua professionalità si è sviluppata grazie all’esperienza ultraventennale nel settore Marketing e Comunicazione di Alitalia a cavallo del nuovo millennio. Per amore vero ha sopportato la durissima prova di lasciare la sua Roma nel 2006 per la Toscana, decidendo poi di approfondire la sua conoscenza sul vino. Un sentimento reale ereditato dal padre grande appassionato e proprietario negli anni ’60 di un “Vino ed Olii” di storica memoria. Oggi è sommelier e degustatore ufficiale AIS. La sua capacità è di arrivare alla conoscenza profonda dei personaggi del vino, di chi lo produce e di chi ne fa la storia.