lugana vino versatile e sorprendente


“Armonie Senza tempo”: a Roma il Lugana DOC si è svelato concreto e altamente versatile


Splendida ambientazione quella di Villa Piccolomini a Roma, accanto al colle del Gianicolo con 40 aziende che hanno presentato a giornalisti, sommelier e appassionati le 5 sfumature di Lugana con una masterclass e banchi d’assaggio.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


La DOC, tra le più antiche d’Italia e prima Denominazione in Lombardia, insiste anche sul Veneto, e comprende i comuni di Sirmione, Pozzolengo, Desenzano, Lonato e Peschiera del Garda.


foto: SS©

Se pensiamo al clima: possiamo immaginare il Lago di Garda come una piccola isola di Mediterraneo all’interno della pianura padana.


Le temperature miti e moderate, assieme alle costanti brezze, hanno un ruolo determinante nell’eliminazione dell’umidità stagnante e nel tutelare i vigneti dalle malattie.


I terreni argilloso-ghiaiosi con sedimenti morenici, donano poi alla turbiana, uva appartenente alla famiglia dei trebbiani, quelle peculiarità che ne fanno apprezzare i vini per freschezza, eleganza e versatilità, talvolta sorprendendo per l’ottima struttura.


foto: SS©

Poco oltre 2.500 gli ettari vitati che, lo scorso anno, hanno fruttato circa 215.000 ettolitri di vino e 27.600.000 bottiglie provenienti dai 208 i soci del consorzio.

Sono numeri altamente rappresentativi e di successo, a livello nazionale ma ancor più all’estero dove il 70% del Lugana imbottigliato trova estimatori principalmente in Europa ma anche in America e in Asia (Giappone e Cina su tutti).


Tralasciamo informazioni maggiormente dettagliate sulla Denominazione facilmente consultabili sul sito web ufficiale non prima però di fare un piccolo cenno alle 5 tipologie di Lugana anche per meglio comprendere il percorso di degustazione scelto nella masterclass.



Le 5 tipologie di Lugana Doc


Il Lugana è il motore produttivo di tutta la Doc ed è quasi il 90% della produzione. Introdotto nel disciplinare di produzione dal 1998, il Lugana Superiore necessita invece, di almeno 1 anno di affinamento a partire dalla vendemmia.

Dodici mesi di invecchiamento e/o affinamento servono anche per fare un Lugana vendemmia tardiva a partire però da acini raccolti surmaturi e senza ulteriori appassimenti in fruttaio.


Ventiquattro mesi di cui almeno sei in bottiglia servono invece a un Lugana per diventare Lugana Riserva.

Il Lugana spumante, infine, può essere prodotto sia con il metodo Charmat che con il Metodo classico. La strada scelta per la vinificazione ne influenzerà ovviamente il profilo organolettico.


foto: SS©

“Armonie senza tempo”


La masterclass, condotta da Daniele Cernilli (Doctor wine) e Fabio Zenato (presidente del Consorzio Tutela Lugana D.O.C.) ha toccato il tema dell’autolisi dei lieviti, cioè di come il vino venga influenzato dai residui di fermentazione. Questa linea stilistica é stata seguita attentamente dalla maggior parte dei produttori.


photo courtesy: Consorzio Tutela Lugana DOC

La prima batteria di 5 vini, tutti del 2021, tutti affinati in acciaio dai 4 agli 8 mesi sulle fecce fini, tutti con acidità rilevanti in relazione alla zona di produzione, ha evidenziato un’omogeneità di stile ma soprattutto una uniformità di origine.


Si puó tranquillamente affermare che il Lugana è un “marker del territorio” ed è molto importante apprezzarne la genesi nel calice perché con tali similitudini di suoli e clima, diventa determinante il vitigno, vero e proprio protagonista nel dare un significato all’origine.


foto: SS©

Le similitudini


Lugana DOC 2021, La Meridiana
Giallo verdolino. Cedro, mela renetta, un po’ sulfureo e un po’ fruttato. Piacevolmente acido e di buona beva, con pochi elementi di calore alcolico, agile e immediato.


Lugana DOC 2021, Cantina Bulgarini
Note residue di fermentazione, cereali. Accenni di fungo fresco che fanno pensare alla botrite. Più struttura e maggiore impronta d’origine. Immediatezza.


Lugana DOC Le Creete 2021, Ottella
Verdolino, marcata acidità e sapidità. Frutta ma anche pietra focaia e candela spenta. Andante e anche questo immediato.


Lugana DOC Montunal 2021, Montonale
Paglierino, agrume verde con cedro su tutto. Composto e con profondità degustativa duratura, sembra residuo zuccherino ma é dolcezza alcolica. Il classico vino da carbonara. Completo e preciso.


Lugana DOC Capotesta 2021, Cascina Maddalena
Più giallo e sulfureo rispetto al precedente. Probabilmente ha trascorso più tempo sulle fecce. Salivante e a tratti astringente. Equilibrio più dinamico con molta contrapposizione tra gli elementi. Rusticità positiva da abbinamento. Personalmente il migliore assaggio della prima batteria.


foto: SS©


Senza tempo…


La seconda batteria, con 5 vini di annate differenti, dal 2020 al 2002, ha messo in luce le diverse espressioni cangianti a seconda dell’annata ma soprattutto come immediatezza e acidità possano a volte trasformarsi in capacità di lunga vita.


foto: SS©

Lugana DOC Sorgente 2020, Citari
Annata più fresca della 2021, più agrume e più evidenza di pietra focaia. Verticale e quasi ”rielsingeggiante”. Croccante In bocca, quasi crispy bright per dirla all’inglese.


Lugana DOC Demesse Vecchie 2018, Olivini
Leggermente “sfortunato” il primo bicchiere (ossidato) che, prontamente sostituito dai sommelier, rivela il senso di un’annata più fredda. Paglierino, agrumi, frutta esotica, pietra focaia e note di combustione al naso. Freschezza e brio in bocca. Profondità.


Lugana DOC Riserva Sermana 2017, Corte Sermana
Annata calda e siccitosa. Opulenza gustativa e piacevolezza per piatti grassi.


Lugana DOC Madreperla 2009, Perla del Garda
Annata fresca. Giallo dorato con ricordi fermentativi al naso. Tutte le note di terziarizzazione prevalgono nettamente sul fruttato. Aciditá piacevole. Sinestetico. É un vino che si fa bere immediatamente ma sicuramente da il meglio con il tempo. Perfetto per il risotto alla Milanese. Personalmente il miglior assaggio della seconda batteria.


Lugana DOC 2002, Tenuta Roveglia
Annata terribilmente piovosa e fredda. Probabilmente dimenticato in cantina (per nostra fortuna!) per qualche strano caso della vita. Dorato, si esprime in maniera sontuosa al naso. Acidità importante, integro sotto ogni aspetto.


foto: SS©


Assaggi in libertà…


foto: SS©

I banchi d’assaggio hanno evidenziato inoltre la delicatezza e la cremosità della versione spumante (Lugana Brut, Sguardi di Terra, 24 mesi sui lieviti) assieme a sensazioni balsamiche e articolate per la versione riserva (Lugana DOC Riserva Sermana, 2017, Corte Sermana).


Una doppia sessione di approfondimento per un vino sicuramente da scoprire interpretato qui a Roma da 38 cantine: Abate, Armea, Avanzi, Borgo La Caccia, Bosco, Brunello, Ca’Maiol, Cantina Bulgarini, Cantina Scolari, Cascina Maddalena, Castrini Lugana, Cavaliere del Garda, Citari, Cobue, Colli Vaibò, Corte Sermana, Feliciana, G.I.V. Santi, Le Morette, Malavasi, Marida Benedetti, Monte Cicogna, Montonale, Olivini, Ottella, Pasini San Giovanni, Perla del Garda, Sartori di Verona, Selva Capuzza, Sguardi di Terra, Tenuta Corbari, Tenuta Roveglia, Tenuta Tosi, Tommasi, Turina, Visconti, Zamichele, Zenato


foto: SS©

Qualche produttore ha portato con sé qualche vecchia annata degli anni ’90 per verificare nel calice tutte le potenzialità del Lugana.


Esperimento gratificante in un appuntamento oggettivamente riuscito, un’ottima sintesi di una Denominazione antica ma al passo con i tempi.


Salvatore Stanco – Spirito Italiano writing staff
“La competizione è inevitabilmente d’intralcio se cerchiamo di essere noi stessi”

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foto: Salvatore Stanco – riproduzione riservata

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