le vie di ildegarda


Saperi, contemplazione e cura: “le vie di Ildegarda”, vino che risana e allieta

IL METAFISICO


Conoscete ormai la filosofia di questa nostra rubrica: andiamo alla ricerca del benessere spirituale usufruendo dei pensieri, delle discipline e dei testi che a mio avviso lasciano nel lettore una proposta, un concetto da approfondire nel privato per avvicinarsi al proprio intimo e alla giusta comprensione dello stesso.


si legge (più o meno) in: 5 minuti


Il bello, credetemi, è che le idee possono arrivarci da ogni dove, da ogni tempo, da ogni religione.


Ildegarda di Bingen – stampa antica, anonimo, (public domain), Wikimedia Commons

Prendo a spunto questo mese un ciclo di seminari su Ildegarda di Bingen, tenutosi nell’autunno del 2019 presso la sede del Centro di Meditazione Cristiana di Firenze.


Il filo conduttore di questi seminari fu la ricerca di un’inedita sinergia fra l’approccio spirituale esperienziale a questa grande donna vissuta nel XII secolo e l’approccio agli studi sul suo pensiero e sul suo magistero, muovendosi, o quanto meno cercando di muoversi in punta di piedi, fra antichi codici, manoscritti miniati, pentagrammi, immagini, antichi rimedi, astruse prescrizioni e anche qualche lettura meditata.


Il seme di quest’idea fu gettato da Giovanni Giambalvo in un colloquio che ebbe con Padre Laurence Freeman, direttore della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana, durante un ritiro nel magico silenzio dell’Eremo di Camaldoli.


Abbazia di Santa Ildegarda, Eibingen – foto: Tiggr (CC BY-SA 3.0)

Fu proprio lì che si palesò in tutta la sua pregnanza l’affinità fra l’esperienza cristiana della meditazione e la sensibilità benedettina di Ildegarda, donna che come definisce lo stesso Padre Freeman nella sua prefazione al libro era dotata di una straordinaria intelligenza mistica e immaginazione creativa.


Ma “Le vie di Ildegarda” sono anche le vie a Ildegarda che ciascuno degli autori ha percorso in tempi e con modalità differenti, ma che hanno condotto negli incontri seminariali a proporre tutti gli aspetti della produzione e della vita di Ildegarda, proclamata nel 2012 “Dottore della Chiesa”: il suo carisma profetico, la sua sapienza filosofica, teologica, medica e musicale, il suo radicamento nella spiritualità benedettina.


foto: Engin Akyurt 

Sintesi di tutto questo è la sua straordinaria capacità di espressione simbolica che si manifesta al meglio nelle immagini.




Le vie di Ildegarda. Saperi, contemplazione, cura” a cura di Giovanni Giambalvo Dal Ben e Michela Pereira, prefazione di Dom Laurence Freeman OSB, Gabrielli editori.


Un testo che nasce dal desiderio di lasciare una traccia stabile del ciclo di seminari su Ildegarda di Bingen, tenutosi nel 2019 presso il Centro di Meditazione Cristiana di Firenze.


Il libro vuole essere un invito corale volto a far risuonare il pensiero di Ildegarda nell’animo di ognuno di noi.


Ho estrapolato alcune citazioni che trovo particolarmente interessanti per il pubblico di spiritoitaliano.net che, lo confesso, amo immaginare in intima serenità con un calice del proprio vino o distillato preferito in accompagnamento alla lettura.


foto: Petra Schaberger

Sappiate che Ildegarda paragona le bevande alla pioggia che irriga la terra e per questo deve essere prestata attenzione alla stagionalità: d’inverno vino e birra, d’estate maggiormente acqua.


Se il vino si configura come un vero e proprio rimedio che «risana e allieta con il suo buon calore e la sua grande virtù», la birra è considerata alla stregua di una bibita salutare che «ingrassa le carni dell’uomo e al suo volto dona un bel colorito», mentre l’acqua, sebbene non nuoccia ai sani, non è molto apprezzata in quanto «genera il livido muco intorno ai polmoni dell’uomo che sia infermo».


 foto: Myriams-Fotos

Nel caso del vino, tuttavia, consiglia di temperarlo inzuppandoci del pane, oppure diluendolo con acqua, il cosiddetto “vino spento“, ritenuto un rimedio efficace anche contro la tristezza e l’ira … «se in un uomo si scatenano l’ira o la tristezza, questi riscaldi subito un poco di vino sul fuoco e lo mescoli ad un poco di acqua fredda e lo beva, e in tal modo conterrà il fumo della melanconia, che gli aveva provocato l’ira».




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Mauro Marrani si è laureato in Lettere all’Università di Firenze e ha redatto numerosi saggi di carattere geostorico pubblicati in molteplici periodici nonché nelle collane I Navigatori Toscani Viaggi ed esplorazioni. Ha partecipato alla redazione dell’atlante Italia, Atlante dei tipi geografici. È autore del volume Il contado fiesolano, plurimillenaria opera d’arte e coautore del volume Vasari Vedutista e Cantagallina e gli Argonauti nel mare Arno.