l’e-commerce del vino vale 200 milioni


Per la ricerca Nomisma Wine Monitor, il commercio online di vino ha raggiunto in Italia oltre 75 milioni di euro nel primo semestre 2020. Impennata degli acquisti a distanza, volenti o nolenti


Sappiamo ormai bene quanto l’emergenza e le varie disposizioni abbiano influito sui mercati e, nel nostro particolare, su quello degli alcolici.


[si legge (più o meno) in: 4 minuti]


Vogliamo comunque riportarvi le somme tirate da Nomisma all’interno dell’Osservatorio Wine Monitor perché a nostro avviso opinione autorevole e di riferimento.


foto: Manuel Alejandro Leon

In occasione del loro ultimo Forum Wine Monitor (evento annuale dedicato agli abbonati) è stata presentata un’analisi specifica sul wine e-commerce, canale che è diventato sempre più strategico per le vendite di vino in Italia e nel mondo.

Bene, dati alla mano, nel 2020 in Italia l’e-commerce ha visto nel complesso un aumento dell’8% rispetto al 2019 e, pensate, solamente il settore food & grocery è cresciuto del 70% rispetto all’anno precedente.



Con l’aiuto dei grafici pubblicati, vi mostriamo i dati e lasciamo come sempre a voi le considerazioni.

Cade immediatamente all’occhio la mole di acquirenti online sia in Italia che all’estero. In 2 anni i compratori del vino italiano via web sono aumentati del circa 158%, diventando oltre 8 milioni. Un incremento che supera in percentuale quello di nazioni come il Regno Unito e gli USA, paesi dove gli appassionati erano certamente già più avvezzi alla modalità di acquisto.



Secondo l’Osservatorio Nomisma Wine Monitor-Nielsen, il mercato e-commerce del vino in Italia ha così raggiunto, nel solo primo semestre del 2020, i 75,5 milioni di euro (il doppio rispetto al 2019).

Emergono prepotentemente i cosiddetti pure player specializzati (83% delle vendite di vino online) ma per Amazon e, soprattutto, per la GDO online le vendite sono cresciute di quasi il 150% nei primi 9 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.



Ad acquistare vino online in Italia sono soprattutto uomini, appartenenti alla generazione “millennials con un potere di acquisto alto. La propensione ad acquistare online aumenta inoltre tra coloro che prima del Covid-19 erano soliti consumare vino soprattutto fuori casa, e tra chi ha lavorato in smart working.



Curioso e molto interessante il report legato ai Google Trends, il sistema di analisi che riporta la frequenza delle ricerche su Google delle parole “vino online” e termini simili.

Sia nel primo lockdown di marzo-aprile 2020 che nel periodo autunnale con le nuove chiusure, la query “vino online” è stata utilizzata in modo massiccio in Italia ma anche in Paesi come gli USA, Germania e Gran Bretagna.



Il boom registrato in questo anno ha sicuramente avviato una nuova strada di ricerca, acquisto e consumo.



Come si evince dal grafico che mostra l’andamento pre-covid 2014-2019 (guardate la Cina…), nonostante l’importante tendenza 2020, l’Italia resta sempre comunque un Paese dove l’acquisto online è ridotto rispetto a forme dirette soprattutto se confrontato con quello di altri Stati.


Per avere una visione d’insieme di quanto pesi oggi l’e-commerce, è esplicativo ancora una volta il prospetto degli ultimi 10 anni: nel 2020 l’online rappresentava poco più dell’1% delle vendite di vino del canale off-trade mentre nel 2020 si dovrebbe arrivare ad un peso del 10-12%.



Dopo tutti questi dati (e ulteriori report consultabili su nomisma.it), gli esperti di Wine Monitor ritengono che il wine e-commerce, marginale fino a qualche anno fa, abbia raggiunto in Italia un giro d’affari impressionante che si aggira tra i 150 e i 200 milioni di euro.



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fonte: Nomisma

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net