la vernaccia si rilancia “in commedia”


In “Commedia” e in degustazione in Anteprima: la Vernaccia riparte bene e con il sorriso. Le nostre TOP 20


L’Unica, la nobile e ribelle bionda di Toscana è riuscita “a sfilare”, a mostrarsi nel calice, in anteprima, con un vernissage arrivato a 15 mesi di distanza dall’ultimo di febbraio 2020.


[si legge (più o meno) in: 6 minuti]


L’assaggio in anteprima delle nuove annate messe in commercio di Vernaccia di San Gimignano è stata un’opportunità che il Consorzio ha messo a disposizione di stampa e operatori selezionati.

Lo ha fatto con entusiasmo e con fatica, nel pieno rispetto di ogni norma di sicurezza prevista e con il preziosissimo aiuto di una comunità intera, una città che si è stretta attorno al suo prodotto più rappresentativo e che si è finalmente e felicemente risvegliata.


Forse tentando, in una sfrenato impulso egocentrico, di apparire come divina o più verosimilmente sfruttando la propria storia e l’opportunità di una ricorrenza, la Vernaccia si è fatta assaggiare anche “in Commedia” in una degustazione speciale che il Consorzio ha organizzato come evento parallelo ai classici assaggi di tutte le nuove etichette.



E lo ha fatto ovviamente legandosi ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, nella sala del Palazzo comunale dedicata proprio al Sommo Poeta perché proprio qui il Poeta si fermò nel 1300 da ambasciatore di Firenze.


Lo dico subito e a scanso di equivoci: mi piace come il Consorzio pensa alle iniziative e alla sicurezza dei partecipanti e mi ha pienamente convinto l’idea della “Vernaccia in Commedia” così come è stata pensata: storia e qualità da raccontare con piacevolezza e leggerezza: ne avevamo bisogno tutti!




Quest’anno così speciale per tutti i toscani, in un anniversario che lega noi “maledetti” sotto la figura più rappresentativa della lingua italiana, ho trovato realmente intrigante trovare un filo conduttore in una degustazione ben condotta da Antonio Boco e Paolo De Cristofaro che ha messo a confronto 6 Vernaccia di San Gimignano con altrettanti bianchi d’autore.


Sì perché i 12 vini (la metà “giocava in casa”) sono stati assaggiati a coppie, legati da un concetto estremamente connesso alle loro affinità elettive.

Affascinante la filosofia di riscoprire una centralità dell’uomo nello stile produttivo, rimettere al centro della scena le donne e gli uomini e le loro interpretazioni della vitivinicoltura dopo questi ultimi 30 anni che hanno visto il mondo del vino passare attraverso tendenze, mode e, soprattutto, l’opprimente  tentativo di conformazione universale da cui, finalmente, ci stiamo consapevolmente liberando.



Se il concetto del “territorio” (o del “terroir”, faites vous) è stato ampliamente declinato in varie salse dai tanti comunicatori in questi anni, forse non si è dato sufficientemente spazio alla centralità della mano, della mente e del cuore e, in questo senso, “Vernaccia in Commedia” è stata ideata per celebrare, sì Dante, ma soprattutto il nuovo eno-Umanesimo che pone al centro le donne e gli uomini del vino.


6 coppie di vini scelte da Boco e De Cristofaro, non da mettere in sfida l’uno contro l’altro ma da immaginare idealmente a braccetto per affinità elettive portate dall’autenticità del territorio e soprattutto della volontà di chi il vino lo ha così concepito e fatto.

6 coppie di vini ognuna riferita e introdotta da una figura femminile della Divina Commedia, quella Commedia in cui Dante citò un vino, un solo vino: la Vernaccia.


E allora noi ce li siamo davvero immaginati e interpretati così… come se fossero una coppia che, a braccetto, si presenta a una festa dei giorni nostri ma vestita a tema, con abiti di 700 anni fa. Una festa, un moderno ricevimento e “convivio” fra donne e uomini che, nella modernità, sono grati al passato.

Un gioco tutto nostro che magari può aiutarvi a comprendere la nostra impressione sui vini serviti.



Vernaccia in Commedia 6+6


Coppia 1, introdotta da Beatrice

sovra candido vel cinta d’uliva
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
(Purgatorio, XXX, vv. 31-33)

  1. Vernaccia di San Gimignano 2019 – La Lastra
    l’approccio è di agrume, cedro fresco e erba limoncina e pietra bagnata. Inaspettata morbidezza al palato che la rende pronta e piacevole da subito equilibrando i tratti freschi che naturalmente escono dal calice

  2. Sudtirol Veltliner 2019 – Kuenhof
    mela golden e salmastro, estrema morbidezza in entrata che sostiene una persistenza contenuta dai rientri sapidi di muschio e floreali.

Nell’ipotetico abbraccio a corte, la Vernaccia veste più acceso, l’Altoatesino le accarezza la mano con tenerezza ma temendo che gli invitati alla festa la guardino troppo


Coppia 2, introdotta da Piccarda Donati

ma riconoscerai ch’i’ son Piccarda
che, posta qui con questi altri beati,
beata sono in la spera più tarda.
(Paradiso, III, vv. 49 – 51)

  1. Vernaccia di San Gimignano Assola 2018 – Tenuta Montagnani
    avvio pietroso e di alghe su letto di fiori e ricordi burrosi. Gioca su rotondità e maturità con anima sapida che rende il succo quasi masticabile,

  2. Verdicchio dei Castelli di Jesi 2018 – Fattoria Nanni
    Al naso arriva ricco e grintoso, con mineralità estrema, erbe, pesca fresca e ananas; in bocca ha una personalità da vendere, persistenza infinita di agrume e biancospino

L’ipotetico braccetto a corte vede una Vernaccia come una donna saggia che supporta con dolcezza (e un passo indietro) la personalità e l’autorevolezza di un uomo marchigiano estremamente egocentrico


Coppia 3, introdotta da Francesca da Rimini

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.
(Inferno; V, vv. 97- 99)

  1. Vernaccia di San Gimignano Donna Gina 2019 – Fattoria di Fugnano
    Sono briose le essenze mentolate e di biancospino con ricordi di ghiaia che in bocca si trasformano in succo freschissimo e mediamente corposo
  2. Orvieto Classico Mare antico 2018 – Decugnano dei Barbi
    Albicocca e tiglio con profilo giovanile che in bocca conferma le attese e promette ancora sviluppo della sua giovane indole dai ricordi di sapido bergamotto

A “braccetto” a corte due giovanissimi ragazzi, dal viso pulito ed educato, lei carina che ispira simpatia, lui innamorato, le tiene il braccio abbastanza sicuro, guardando al roseo futuro che li attende



Coppia 4, introdotta da Pia de’ Tolomei

«Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma.»
(Purgatorio V, vv. 130-136)

  1. Vernaccia di San Gimignano Fiore 2018 – Montenidoli
    approccio olfattivo intrigante che in bocca si trasforma in concretezza  gustativa, il frutto non si perde mai, la persistenza sapida impressiona

  2. Trebbiano d’Abruzzo 2016 – Valentini
    dorato che fa emergere susina, banana e nocciola; rotondità gustativa e completezza, potrebbe anche entusiasmare di più ma non manca in niente e lascia appagati

Sono due invitati blasonati, il loro arrivo a corte suscita giustamente rispetto, la loro passeggiata a braccetto si fa strada fra gli invitati ma non pensiate che non ci siano, nascosti fra gli invitati, donne ancor più belle o uomini ancor più affascinanti


Coppia 5, introdotta da Sapia Salvani

Savia non fui, avvegna che Sapìa
fossi chiamata, e fui de li altrui danni
più lieta assai che di ventura mia.
(Purgatorio, XIII, vv 109 -111)

  1. Vernaccia di San Gimignano ris 2018 – San Benedetto
    al naso è ricchissima e prevalebnte di passion fruit, nocciola, erbe e salmastro; in bocca prosegue la sua volata senza rivali: lunga, morbida e polposa ma al tempo stesso briosa dal dall’espressività di pesca  ed erbe e finale giustamente saporito

  2. Vielles vignes 2018 – Domaine Gauby Roussillon 2018
    Dal colore quasi dorato esce un terziario spiccato unito a percezioni di idrocarburo quasi plastico e balsamico che in bocca danno pienezza ,la linea gustativa è lunga ma un po’ monotematica

A braccetto una donna bellissima e dal carattere non facile, lui è un professionista affermato, sicuro di sé ma che deve saperla domare e, forse, riuscire a soddisfarla anche attraverso maggiori attenzioni altrimenti, alla festa, potrebbero non divertirsi troppo


Coppia 6, introdotta da Matelda

così, poi che da essa preso fui,
la bella donna mossesi, e a Stazio
donnescamente disse: «Vien con lui».
(Purgatorio, XXXIII, vv. 133- 135)

  1. Vernaccia di San Gimignano Benedetta ris 2017 – San Donato
    ricchezza di frutta a pasta gialla con tocco di mandorla, miele  e erbe officinali con piacevoli speziature, in bocca è elegantissimo e generoso, l’alcol imponente ma quanta lunghezza fruttata!

  2. Palette blanc 2017 – Chateau Simon
    Dorato intenso, da prevalenti note di evoluzione che non cancellano le sensazioni del frutto ma che, soprattutto, al palato mostra tanta consistenza e concretezza. Finale caldo e ammandorlato ma sia arriva dopo un completo excursus su frutti a polpa gialla e di erbe

Nell’ipotetico gioco divertente del braccetto a corte, rivedo nella Vernaccia quella bella nobile signora ormai affermata e un po’ in là con gli anni andata in sposa a un uomo meno giovane di lei con cui insieme hanno però condiviso intesa e idee, la loro esperienza è rispettata da tutti gli invitati.



Giochi a parte, ribadisco nella scelta dell’iniziativa e dei conduttori, la grande capacità dell’organizzazione del Consorzio, attento a preservare la tradizione del vino Vernaccia e la storia di San Gimignano attraverso figure qualitativamente preparate che sanno parlare con competenza e freschezza al pubblico.



A febbraio 2020 andò così, per quest’anno ecco la nostra Top 20 (insieme annate e Riserva, in rigoroso ordine alfabetico per valore: strepitoso, eccellente, ottimo) che come al solito vede al massimo 1 solo vino per azienda ma le nostre menzioni “Globale” e “Critica” fanno emergere la gamma di importante qualità di San Benedetto (buonissima anche la loro riserva) e Panizzi che, con maggior modernità, rialza la testa verso i fasti di un tempo dopo qualche anno in leggero sottotono.


Più di un produttore avrebbe meritato almeno un doppio rappresentante da premiare con un’altissima valutazione ma continuiamo a credere che solamente facendo gruppo rispettando il lavoro di tutti sia l’arma vincente per trasmettere davvero l’alta qualità di un vino e del territorio che rappresenta.



TOP 20 – Anteprima Vernaccia San Gimignano 2020



Il Colombaio di Santa Chiara
Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2019

Non bada a convenevoli, estremamente fresco e lungo, di erbe e cedro, un caratterino generoso e deciso da domare negli anni

Montenidoli
Vernaccia di San Gimignano Carato 2018

Un piccolo capolavoro di concretezza, complessità e persistenza a 3 anni dalla vendemmia. Signorile vernaccia che veste classico, approccia il naso con stile quasi compassato ma poi in bocca sembra una ragazza

San Benedetto
Vernaccia di San Gimignano 2020

Pungenza sapida che arriva quasi al piccante: pesca ginger e ginestra… un trio persistente di splendida bevibilità

Tenuta La Vigna
Vernaccia di San Gimignano riserva 2018

Dorato luminoso che incamera il naso su mango, timo e macadamia, pare evoluto ma in bocca è estremamente giovane e nobilmente fiero




Abbazia Monteoliveto
Vernaccia di San Gimignano 2020

Pimpante dalla prima olfazione, mantiene la sua lunga spigliatezza di fiori e agrumi anche al palato e ci rallegra non poco

Cesani
Vernaccia di San Gimignano Cesani 2020

Albicocca e scorza di agrume, il suo pregio è il giovane equilibrio da cui escono aromi minerali e floreali nitidi in piacevole successione

Collemucioli
Vernaccia di San Gimignano riserva 2019

Un riserva che non pare tale tanta è la giovane spinta di bergamotto e mentuccia. La sua salinità è didascalica e pizzica piacevolmente sul finale

Fattoria San Donato
Vernaccia di San Gimignano 2020

Divertente succo paglierino che scivola sulle papille con buona personalità e costanza floreale quasi balsamica

Guicciardini Strozzi
Vernaccia di San Gimignano Villa Cusona 2020

Dalla pietra bagnata all’agrume alla ginestra, corpo in linea ed elegante, ha tutto al posto giusto e per qualsiasi palato, non è poco!

Il Palagione
Vernaccia di San Gimignano Hydra 2020

Polpa di frutta bianca mentolata su letto floreale, l’ammiccamento olfattivo lascia spazio a una sincera e promettente freschezza di frutta esotica persistente

La Lastra
Vernaccia di San Gimignano riserva La Lastra 2019

Dalla vaniglia olfattiva al taglio agrumato in bocca è un attimo, promettente e, se compreso, grandissimo vino

Mormoraia
Vernaccia di San Gimignano Ostrea 2019

Soprattutto sulla lingua regala grandi soddisfazioni, dal lime all’ortica, dal frutto della passione al biancospino. Tutto molto fruibile e giustamente sapido

Panizzi
Vernaccia di San Gimignano Vigna Santa Margherita 2019

Amabile ingannatrice che fa moine dai profumi di cioccolato bianco, acacia e marmellata per poi dominarti il palato con espressione acidula irresistibile e conquistatrice. Niente da dire: lasciamoci ammaliare

Vagnoni
Vernaccia di San Gimignano riserva I Mocali 2017

L’avvio è di noci e mentolato, una sfida comunque vinta a 4 anni dall’annata grazie a un gusto centrale, profondo, prevalentemente speziato ma giustamente lungo




Casa alle vacche
Vernaccia di San Gimignano riserva Crocus 2018

Pesca e anice stellato, in bocca comunque ha fresco nerbo e spinge con energia senza però sfondare i limiti del tempo

Casa Lucii
Vernaccia di San Gimignano riserva Mareterra 2016

Non particolarmente persistente ma racconta tantissimo dei suoi profumi a 5 anni dalla vendemmia. Erbe aromatiche, sottobosco e zest su tutto.

Collina dei venti
Vernaccia di San Gimignano Libera 2020

Acacia, ortica e pompelmo: se cercate una Vernaccia tradizionale dai buoni profumi e ben scorrevole… lei è pronta

Fattoria di Fugnano
Vernaccia di San Gimignano Da Fugnano 2020

La personalità non le manca, la forza pure, se solo avesse un pizzico di lunghezza in più…

Fornacelle
Vernaccia di San Gimignano 2020

Delicatamente di pesca e passion fruit, scivola che è un piacere in un attimo verso il riassaggio appagante

Teruzzi
Vernaccia di San Gimignano Isola Bianca 2020

Pera matura e tiglio, carezza in entrata e un percorso non troppo lungo ma che ben si trasforma in sensazioni multisapore



Premio qualità globale vini: San Benedetto

Premio della critica personale: Panizzi



E le iniziative per gli appassionati della Vernaccia sono solo all’inizio…




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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.