la cura di coldiretti per ripartire


Dall’incontro “Il mercato del vino dopo un anno di pandemia” organizzato da Coldiretti emergono dati sconfortanti, ma la cura per il rilancio del vino italiano esiste.


I dati emersi dall’analisi di Coldiretti e presentati online pochi giorni fa sconfortano: il consumo di vino italiano all’estero pare che abbia raggiunto il minimo storico da oltre 30 anni a causa del calo del 20% nelle esportazioni 2021.


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Secondo la voce di Coldiretti, il consumo domestico ha sostenuto il vino italiano durante la pandemia ma non è riuscito comunque a sanare il “buco” aperto dallo stop ai turisti dalla chiusura del canale Horeca, strategico per le etichette nazionali, e dall’export (come accennato sopra).


Pare davvero drammatico il crollo del consumo di vino italiano all’estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021.  


foto: Markus Spiske

L’incontro on line “Il mercato del vino dopo un anno di pandemia” promosso da Coldiretti e dal Comitato di supporto alle politiche del vino ha tracciato il bilancio degli effetti del Covid sul “vigneto Italia”, un quadro oggettivamente preoccupante.


A monte dei dati c’è la valutazione che pone l’Italia come principale esportatore mondiale di vino con la maggior parte della produzione nazionale che viene consumata all’estero. Ciò che preoccupa sono i numeri arrivati dagli USA, il primo mercato di riferimento per il vino italiano, dove gli acquisti si sono ridotti del 22% in quantità (nonostante la salvaguardia dai dazi, aggiungiamo noi).



Le difficoltà causate dalla pandemia si sono comunque riflesse anche sui consumi mondiali del vino, scesi ai minimi da 15 anni su un valore di appena 2,34 miliardi di litri nel 2020, secondo un’analisi su dati OIV.


foto: Massimo Candela

Coldiretti spera che il trend si possa invertire con la vaccinazione e la riapertura dei canali di ristorazione. Un segnale positivo in tale senso viene dai paesi più avanti verso il ritorno alla normalità come la Cina dove le esportazioni di vino italiano sono scese soltanto del 2% rispetto allo scorso anno.


All’incontro di ieri su “Il mercato del vino dopo un anno di pandemia” hanno partecipato il presidente Ettore Prandin, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il presidente della Consulta Vino Francesco Ferreri, il direttore di VeronaFiere Giovanni Mantovani, il direttore marketing di Conad Alessandra Corsi, Marcello Meregalli del gruppo Meregalli, l’amministratore delegato di Tannico Marco Magnacavallo, Vincenzo Russo, Professore di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm di Milano, Antonella Ricciardi, Enoteca Ricciardi Milano e l’enologo Riccardo Cotarella, coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, che ha moderato i lavori.




Nell’incontro, il presidente Prandini ha sottolineato come siano importanti per il settore vitivinicolo ripartenza, rilancio e lavorare con il Governo per creare le condizioni per la riapertura della ristorazione, degli agriturismi e veicolare i vini autoctoni made in Italy.


foto: Luigi Crosti

Prandini ha tracciato poi a 360 gradi le misure che, secondo Coldiretti, vanno messe in campo. Tra i primi punti posti al Governo – ha sottolineato – le infrastrutture, dalla digitalizzazione ai trasporti. Per la ripartenza è importante anche il nuovo strumento dell’enoturismo e anche su questo fronte è partita la collaborazione con il ministero del Turismo.


foto: Sergio Infantes Gª

Le condizioni per ripartire comunque ci sono, come è stato sottolineato da tutti gli esponenti del settore e in particolare da Cotarella che ha esaltato i valori economico e culturale del vino.





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fonte: www.coldiretti.it – www.ilpuntocoldiretti.it

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net