il vino sorride al futuro


Secondo le ultime stime, il mercato globale del vino potrebbe valere oltre 500 miliardi di euro nel 2028.


C’è sempre un po’ di scetticismo sui dati di previsione. Qualunque sia la fonte, più o meno autorevole, il futuro può essere solamente immaginato o, a maggior ragione nel 2021, previsto senza obbligo di certezza.


[si legge (più o meno) in: 5 minuti]


I dati però a noi piacciono sempre tanto e quindi vi riportiamo oggi quelli forniti da Grand View Research, una società californiana di ricerche di mercato e consulenza.


GVR ha concluso pochi giorni un ampia ricerca sul mercato del vino coordinata e condotta principalmente da Nilesh Patankar e Jishnu Varma. A partire da quanto accaduto dal 2016 si è ipotizzato il futuro fino al 2028.
Mercato del vino in base alla tipologia (fermo secco, fermo dolce, spumante) e dei canali di vendita distribuiti per aree geografiche nel mondo.


foto: Alexas Fotos

Ne è emerso un quadro che dà il consumo del vino in continua espansione, con un mercato mondiale che nel 2020 è arrivato oltre i 345 miliardi di euro, che potrebbe sfiorare i 360 miliardi nel 2021 e addirittura oltrepassare i 560 miliardi di euro nel 2028.



Un interesse diffuso che coinvolge sempre più le tante comunità di appassionati o semplici bevitori nel mondo, certamente in Europa e prevalentemente (se parliamo di fatturato) la grande distribuzione.


Ma vediamo qualche dato in sintesi partendo… dalla pianta! Sapevate che nel mondo si stimano esserci oltre 7,4 milioni di ettari vitati? E che i maggiori incrementi negli ultimi anni si sono registrati in Italia, USA, Francia, India, Argentina, Cile, Iran, Uzbekistan, Germania e Romania?


fonte: Grand View Research

Nell’analisi è stato preso in forte considerazione il trend che vede donne e giovanissimi come categorie che, rispetto al passato, più si sono avvicinati al consumo del vino.

Soprattutto nei cosiddetti “millennial” si riscontrano stili di vita che li rendono davvero diversi da altre generazioni e il loro superamento dell’età minima legale per il consumo degli alcolici fa sì che siano uno dei target più interessanti per il mercato.


In più c’è stata la pandemia e nel 2020 il consumatore medio è diventato più consapevole e aperto alle novità. Sono sempre di più coloro che vogliono conoscere le regioni vinicole, la produzione e la storia del vino che bevono. Secondo la ricerca GVR, l’interesse per il vino sta raggiungendo l’interesse per il cibo ed esistono Paesi , come la Cina, in cui l’educazione al vino è diventata una vera tendenza.


fonte: Grand View Research

Dividendo il vino in 3 categorie: Sparkling (spumanti), Dessert (vini fermi dolci e/o fortificati) e Table (fermi e secchi, non fortificati), il prospetto di GVR mostra la grandissima fetta di mercato occupata dai vini fermi, una tendenza che sarà probabilmente mantenuta ancora per molto.


I table wine hanno, pensate, rappresentato l’84% delle vendite nel 2020 ma sono gli sparkling quelli che probabilmente avranno in previsione un maggior incremento (seppur non stratosferico) nelle vendite: 6,6% rispetto al 6,4% di media globale.




A noi italiani pensiamo susciti particolare curiosità leggere che negli USA noti brand di Prosecco hanno incrementato le vendite di oltre il 10% nel periodo 2017-2019. E per brand si intendono La Marca Prosecco (E. & J. Gallo Winery), Mionetto (Freixenet Mionetto USA), Zonin (Zonin USA) e Ruffino Prosecco (Constellation Brands).


fonte: Grand View Research

Altro dato interessante riguarda i canali di vendita. Per on-trade si intende il commercio attraverso ho.re.ca., enoteche, club di varia natura. Come off-trade invece si intende la grande distribuzione. Una GDO che ha resistito nel 2020 e che ha venuto circa l’89% delle bottiglie presenti sul mercato. Una quota che andrà ovviamente scemando ma che viene ipotizzata comunque di poco inferiore all’80% nel 2028.


fonte: Grand View Research

Cambierà qualcosa della geo-eno-economia? L’Europa è sempre il continente che consuma di più in assoluto (oltre il 46% nel 2020) ma la sensazione dei ricercatori è che già fra 7 anni in Asia si potrebbe essere già formata una bella schiera di appassionati assetati di ottimo vino. Un parte di mercato che nei numeri potrebbe sostituirsi a quella europea.


fonte: Grand View Research


Ultimo dato: quello sui biggest & best players. Forse non ci è mai chiaro fino in fondo cosa significano gli immensi numeri delle multinazionali. Nell’eno-mercato le aziende internazionali, pur essendo ben strutturate soffrono la presenza (non che personalmente ci dispiaccia [n.d.r.]) di numerosissime realtà nazionali medio-piccole.


I pochi player davvero affermati a livello globale proseguiranno i processi di acquisizione, fusione, consolidamento (puntando anche agli spirits) avvenuti un po’ ovunque in questi ultimi anni (recenti esempi del 2020: Constellation Brands ha acquisito Empathy Wines, Accolade Wines lo ha fatto con Katnook Estate, Pernod Ricard con quote di Vermutería de Galicia e La Hechicera).


Quali sono i brand più importanti?

  • Pernod Richard
  • Asahi Group Holdings
  • Accolade Wines
  • Constellation Brands Inc.
  • The Wine Group
  • Castel Freres
  • E. & J. Gallo Winery
  • Treasury Wine Estates
  • Beijing Yanjing Group Co.
  • Concha y Toro

fonte: Grand View Research

Ulteriori info sulle pagine web di Grand View Research




torna in alto




spiritoitaliano.net © 2020-2021



condividi l'articolo su:

a cura della redazione di spiritoitaliano.net