il nobile guarda avanti


Montepulciano prosegue il suo rinascimento: Toscana, Pievi e qualità ecosostenibile. La nostra selezione “Super-22” dei nuovi Vino Nobile in commercio


Fra i più ferventi e attivi consorzi in questi ultimi anni, quello del Vino Nobile di Montepulciano non ha mancato l’appuntamento delle anteprime toscane senza svelare ulteriori novità.


[si legge (più o meno) in: 7 minuti]


La Fortezza medicea spicca sul borgo: autorevole, protettiva e solida. Che sia stata la giornata tersa del 24 marzo per le degustazioni o la sera precedente per la cena conviviale fra produttori e operatori quando le luci artificiali le hanno aggiunto quel tocco ambientale suggestivo come fosse scrigno medievale indistruttibile, Montepulciano ogni anno fa quadrato protetta dalle mura della sua rocca.


foto: PB ©

Per noi rappresenta il tempio a cui ascendere (sempre una bella scarpinata) per assaggiare in anteprima le nuove etichette del Vino Nobile.


Un vino che negli ultimi venti anni ha vissuto alti e bassi, passando da noto riferimento della Toscana enoica a denominazione vittima del mercato, delle sue richieste e di competitori regionali che hanno messo nel calice uve internazionali oppure un sangiovese più concorrenziale, forse non per forza più territoriale ma certamente più riconosciuto dal cliente finale, italiano o estero che fosse.


foto: PB ©

Fra i primi vini a Marchio DOC (dal 1966) e giustamente orgoglioso di essere stata la denominazione che appose sulle sue bottiglie la prima fascetta nazionale DOCG (due anni fa furono festeggiati i 40 anni dalla ricorrenza con una degustazione emozionante), il Vino Nobile ha smesso da qualche anno di stare a guardare e, dimenticando il narcisismo da storicità, anche in epoca Covid ha cercato di migliorare, promuovere e proteggere il proprio vino e il proprio marchio con idee davvero al passo con i tempi, con impegno e anche investimenti (da parte di tutti, produttori aderenti compresi).


degustazione celebrativa del 2020 per la ricorrenza

E posso confermare che la differenza rispetto a 10 anni fa si sente, sia quando si varca l’entrata della Fortezza, sia quando si degustano i campioni.


Vi sembrerò prolisso, oltremodo noioso, alla fine la curiosità di tanti è quella di vedere la nostra Super-22 dell’Anteprima 2022 Vino Nobile ma lasciatemi aggiungere alcuni concetti fondamentali e propedeutici a premessa.


Di strada ce n’è ancora da fare (frase fatta? No…), uniformità verso l’eccellenza qualitativa e coesione interna sono obiettivi in itinere sempre da perseguire però… però… quello che ha fatto Montepulciano in questi ultimissimi anni lo hanno fatto in pochi in Italia.


foto: PB ©

Della festa 2020 per rilanciare il marchio sfruttando la ricorrenza DOCG ne abbiamo accennato sopra ma, chiaramente, c’è stata anche sostanza e non solo celebrazione.


passi in avanti


La prima grande vittoria è stata il farsi approvare, un paio di annetti scarsi fa, la revisione del disciplinare per consentire l’aggiunta del termine “Toscana” in etichetta. Immaginate quanto non sia cosa da poco riuscire a distinguersi sul mercato ed evitare ogni possibile fraintendimento per il consumatore finale.


foto: PB ©

Lasciamo stare gli appassionati ma ditemi la verità… non ce l’avete uno zio che pensa che l’uva Montepulciano si coltivi in Toscana? E il vino della bottiglia abruzzese che trova al superdiscount (che magari in etichetta davanti dice che è Montepulciano e dietro è emblematica sull’imbottigliatore) che qualità potrebbe mai avere?


Il punto 7.4 del disciplinare oggi riporta questo:


E’ obbligatorio riportare in etichetta il termine geografico “Toscana”. Nell’etichettatura della denominazione “Vino Nobile di Montepulciano” […] Il termine “Toscana” deve figurare in caratteri dello stesso tipo, stile, spaziatura, tonalità ed intensità colorimetrica, rispetto a quelli utilizzati per la scritta “Vino Nobile di Montepulciano”



La menzione “Pieve” come terza tipologia di Vino Nobile è ormai a un passo dall’essere approvata dal Comitato Vini MIPAAF dopo l’ok di mesi fa ricevuto dalla Regione. Una innovazione importante che va a ricercare la selezione, la storicità e la differenziazione fra i vari suoli e i climi.


La geologia e la geografia del territorio hanno portato alla individuazione di 12 Unità Geografiche Aggiuntive, che saranno rappresentate appunto dalla menzione “Pieve” in etichetta. Già dall’epoca tardo romana e longobarda il territorio era suddiviso in antiche pievi e come riferimenti toponomastici rimasero tali anche nel catasto Leopoldino di inizio 1800.


foto: PB ©

Dalla storia al presente, sono state 41 le aziende che in Montepulciano hanno selezionato una partita di Vino Nobile 2021 atto a divenire “Pieve” ed essere commercializzato nel 2024 dopo i 36 mesi minimi di e elevamento e riposo.


C’era anche Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, a raccontare durante il seminario-degustazione le peculiarità in divenire delle future “selezioni” di Vino Nobile che, per voce ufficiale del Consorzio, usciranno il primo anno in circa 500.000 bottiglie.


foto: PB ©

Altro passo verso il futuro è quello di mettere al centro della produzione il concetto di sostenibilità. Il Consorzio ha infatti affidato a Valoritalia l’incarico di certificare con il protocollo “Equalitas” la sostenibilità delle denominazioni tutelate.


Un progetto condiviso da buona parte dei consorziati e che avrà un forte impatto sullo sviluppo futuro del territorio. Pensate che il primo step dell’iter di certificazione dovrebbe concludersi entro il primo semestre 2022 e consentirebbe a Vino Nobile e Rosso di Montepulciano di diventare le prime denominazioni sostenibili italiane.


Oltre il 70% delle aziende ha un impianto fotovoltaico e il 35% si è dotato di solare termico per la produzione di calore. Il 20% ha sistemi di recupero delle acque reflue, mentre un 10% delle imprese ha investito nella geotermia. Negli ultimi anni circa la metà delle aziende ha sviluppato pratiche naturali, come la fertilizzazione, l’inerbimento, l’utilizzo di metodi di coltivazione meno impattanti.


foto: PB ©

C’è poi, oggi più di sempre, la massima attenzione alla comunicazione e all’hospitality soprattutto verso le nuove generazioni. Secondo il Consorzio, quella della “Generazione Z” con età compresa tra i 20 e i 25 è una fascia d’eta di grande interesse. Sono state svolte analisi di mercato mirate a questo target che, dati alla mano, è uno dei più presenti nelle statistiche del turismo.


Un giovanissimo bacino di utenza che oggi viene già stimolato dai produttori con messaggi e iniziative mirate alla conoscenza del vino e del territorio.


foto: PB ©

Produttori che erano anche presenti ai banchi all’interno della Fortezza in sale attigue a quelle dedicate alle degustazioni. Il confronto diretto è fondamentale per la comprensione e la possibilità di ascoltare la loro voce durante la giornata ha ripagato la difficoltà di contatto nella cena della sera precedente, una bella festa in cui però (posti liberi) si sono inevitabilmente creati tavoli troppo “di settore” e troppo poco comunicanti.


Altro momento da ricordare è stato quello dell’assegnazione del X° Premio Giulio Gambelli, promosso da ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) e dal gruppo di giornalisti I.G.P., che ogni anno valorizza il lavoro degli enologi “under 40”.


foto: PB ©

Quest’anno è stato il lucano Fabio Mecca a ricevere l’importante riconoscimento dedicato a chi ha segnato la strada della vitivinicoltura toscana moderna.



il vino


Tornando al vino nel calice, prima di raccontarvi gli assaggi, è da segnalare per Montepulciano un 2021 con un incremento significativo del mercato interno. I dati comunicati dal Consorzio esplicano una richiesta che maggiormente arriva dall’estero (70%) ma che scende rispetto al passato evidenziando l’ottima risposta di vendita in regione, nel centro-nord e diretta in azienda e con tanto “bio”.

Ultima novità è quella della valutazione dell’annata.



Il 2021 ha avuto un andamento meteorologico straordinario per poca piovosità e per gelate e picchi termici primaverili. I vini in divenire presentano colori molto decisi, profumi intensi fruttati e una notevole struttura caratterizzata da abbondante tannicità e livelli medi di acidità e pH.


Di fatto un’annata non semplicissima e che porta con sé il forte rischio di avere fra tre anni un Vino Nobile generalmente energico e, se non vinificato perfettamente, pronto a virare subito verso tonalità e sapori evoluti (cosa che, per mia personale opinione, a Montepulciano è una iattura da scongiurare più che altrove).


foto: PB ©

Ma per dare una valutazione alla 2021 il Consorzio per la prima volta attenderà (scelta sensatissima a prescindere) l’anno della messa in commercio: 2024.


Concludendo: un Vino Nobile di Montepulciano che oggettivamente si rilancia verso il completo recupero della tradizione, con il prugnolo gentile al centro, guardando a una moderna interpretazione della toscanità.



Gli assaggi


Veniamo finalmente agli assaggi fatti in anteprima con aziende che proponevano quasi tutte etichette del 2019 e del 2018, undici vini da vendemmia 2017 e poi Palazzo Vecchio riserva 2016 fino a Carpineto “Poggio Sant’Enrico” e Montemercurio “Damo” 2015.


L’andamento climatico dell’annata 2019, battezzata “5 stelle”, ha dato l’opportunità di mettere in cantina uve di pregio. Il potenziale c’è tutto nonostante serva ovviamente una completa stabilizzazione in vetro (alcuni produttori preferiscono non uscire adesso).


Sicuramente molte delle etichette nate dopo apposita selezione in vigna hanno una marcia in più e comunque, per dimostrarsi un’annata davvero eccellente, dovrà saperlo trasmettere con i vini riserva il prossimo anno: nella nostra selezione di oggi c’è tanta 2019 con il suo distintivo frutto centrale, freschezza diffusa e tannini secondo concept aziendale… ma servirà confermarlo.


foto: PB ©

Comunque ottima per andamento, la 2018 si è fatta molto apprezzare nei nostri calici sia per alcune strepitose etichette riserva che per selezioni d’annata a cui ha evidentemente beneficiato un maggior affinamento in bottiglia secondo la scelta del produttore.


In tal senso, vino assolutamente clamoroso mi è parso il riserva ’18 di Boscarelli. Volendo “giocare” a fare un ipotetico podio, il posto più alto in questa rassegna in anteprima è il suo. Pulito e ben diretto al naso con generosità floreale ben miscelata a marasca, chinotto e pizzico speziato-balsamico. Esemplare se non emozionante in bocca dove la piacevolezza gustativa lunghissima è inserita in una trama polifenolica impeccabile. Tannini magistrali e stile produttivo che si ritrova anche nel suo annata 2019 con cui va a braccetto, per me, come miglior accoppiata dell’anteprima.


Un avvio olfattivo non particolarmente diretto ma poi scioltosi su note di rosa macerata, amarena, tabacco fino al cuoio è quello espresso dalla selezione “I Quadri” 2019 di Bindella. Altro grandissimo vino, soprattutto per il vibrante svolgimento al sorso. Ottima acidità di sostegno a un sapore coerente e davvero percettibile, tannini precisi, promettenti, e poi dinamica lunghezza di sapore con finale speziato. Pregiato sangiovese 100%.


Altro puro sangiovese sul mio podio è “La Spinosa” 2019 di Il Molinaccio. Un vino davvero ben bilanciato fra rispetto del vitigno e ricerca dell’arricchimento da legno. Mora, cannella, lavanda e folate balsamiche lo rendono ammiccante da primi respiri ma in bocca non tradisce, non stanca e mostra un corpo venerabile.


Il ‘Baradiero’ 2018 di Cantina del Giusto mi ha fatto divertire. Un liquido avvincente dall’inizio alla fine con un granato luccicante da cui escono profumi di susina, carne, violetta e delicate speziature. Si appoggia sulle papille e ti appaga, ti tiene attento perché le sue componenti si intersecano in un saliscendi di percezioni che si uniscono in un finale sapido, non infinito ma soddisfacente. Premio della mia critica a questo blend 85% prugnolo gentile con canaiolo 10% e restante mammolo.



Ok, andiamo avanti, basta così. Ecco la Super-22 dall’anteprima Vino Nobile ’22 dovre troverete come sempre una selezione di etichette il più possibile distribuita fra tipologia e annate.


Come sapete, su spiritoitaliano.net abbiamo la convinzione di non conoscere i segreti della “vera verità” ma sicuramente abbiamo la certezza che siano vini super di cui vi consigliamo l’assaggio e che meriterebbero una recensione ben più valorizzante rispetto alla sintesi che, per esigenze di immediatezza informativa, ho proposto.


foto: PB ©

E come sempre c’è un solo rappresentante per azienda, in molti casi ho dovuto scegliere fra le eccellenze dello stesso produttore così come non è stato facile escludere il ventitreesimo vino dalla lista.


Descrizioni forzatamente sintetiche (se volete contattatemi che ne parliamo a parte con comodo) ecco la nostra Super-22 #anteprimavinonobile 2022 che, ribadisco, non è la Bibbia del vino (come del resto non lo sono anche le altre guide e recensioni che trovate in giro, indipendentemente da come ve la vendono).




Anteprima #vinonobile 2022
Super-22 Vino Nobile di Montepulciano DOCG



Vino Nobile di Montepulciano riserva 2018
Boscarelli


Estrema eccellenza di violetta, marasca, spezie dolci ed erbe che rendono il sapore ancor più godibile nel suo svolgimento davvero persistente. Tutto avviene sotto un sostegno esemplare dei tannini che lo elevano verso l’assoluto. Indiscutibile
Vino Nobile di Montepulciano ‘I Quadri’ 2019
Bindella


Apertura di amarene, poi rosa macerata in alcol e pelle. Olfatto non entusiasmante ma in bocca lascia esterrefatti per valore, fresca tensione e tannino perfettamente assestato sul frutto. Lungo, lungo… ma davvero lungo.
Vino Nobile di Montepulciano ‘La Spinosa’ 2019
Il Molinaccio


Siamo davanti al perfetto dosaggio fra elevamento e rispetto del varietale. Gustoso, dai richiami di mora e cannella, un soffio balsamico non stancante di sicura piacevolezza per tutti i palati e, #lastbutnotleast, di grande prospettiva. Applausi


foto: PB ©


Vino Nobile di Montepulciano ‘Baradiero’ 2018
Cantina del Giusto


Cannella che aromatizza susina con ritorni floreali e di carne. Sorso divertente, saliscendi di sapori, tannino preciso e gran finale sapido
Vino Nobile di Montepulciano ‘Pasiteo’ 2018
Fassati


Pepe nero e eucalipto con ritorni di ciliegia e agrume. Durezze in primo piano ma di fine e pregiata sostanza
Vino Nobile di Montepulciano riserva 2018
Fattoria della Talosa


Trama fitta e vivace che rilascia mirtillo, glicine e tratti balsamici. Ha sia spessore che affabilità, mette tutti d’accordo con il suo finale succoso rinfrescante
Vino Nobile di Montepulciano riserva ‘Santa Pia’ 2018
La Braccesca


Un attacco astringente importante ma sotto c’è un’eleganza sontuosa: amarene in composta, macchia mediterranea e fiori. Scia sapida lunghissima
Vino Nobile di Montepulciano 2019
Le Bertille


Ha personalità che mostra con abbraccio caldo di frutta rossa e viola, sotto però veglia un tannino severo. Finale sapido di liquirizia in stecco. Sostanzioso
Vino Nobile di Montepulciano 2018
Podere Casanova


Denso, robusto però al tempo stesso generoso. Mora in confettura, pot-pourri, chiodi di garofano. Un riserva travestito da annata, anche per secondi piatti di selvaggina
Vino Nobile di Montepulciano ‘Parceto’ 2019
Poggio alla Sala


Ottima gestione della forza, merito di un’acidità espressiva che spinge verso aromi di ribes nero, arancia amara e marasca. Tannino esemplare, buona tenuta
Vino Nobile di Montepulciano ‘Viola’ 2018
Priorino


Carattere esuberante che esce da semitrasparenza esplicativa. Succoso, sapido, tannico ma non da bloccarsi in una rincorsa che finisce con caramella di arancia e erbe
Vino Nobile di Montepulciano ‘Santa Caterina’ 2019
Tenuta Trerose


Grip in avvio ma poi sciorina complessità non stucchevole di cioccolato, susina e fiori rossi. C’è freschezza e contenuto lungo. Buono ben fatto e polivalente sulla tavola.

foto: PB ©


Vino Nobile di Montepulciano riserva 2018
Carpineto


Un equilibrio che sempre lo contraddistingue: emersione aromatica di cacao in avvio, poi mora di gelso e noce moscata. Estremamente versatile su piatti di carne.
Vino Nobile di Montepulciano ‘Il Massaro’ 2018
D&D


Un vino bilanciato, forte ma fresco, sa di frutta scura con tocchi pepati. Tannini da smaltire ma il sapore non sparisce, anzi…
Vino Nobile di Montepulciano 2019
Dei


Un 2019 solido, porta i profumi del cioccolato, cassis ed empireumatici. Al sorso giustifica la sua valutazione con concretezza di frutto ed estratto da vino longevo
Vino Nobile di Montepulciano ‘Silineo’ 2019
Fattoria del Cerro


Diretto, sanguigno con note di incenso e lilla. Estremamente fresco manca un pochino in forza fruttata. Elegante, anche da solo o su primi della tradizione
Vino Nobile di Montepulciano 2018
Il Macchione


Viola e amarena su letto di erbe aromatiche. Serioso ma distinto e non lugubre, saluta con scia aromatica di caffè in polvere e petali scuri.
Vino Nobile di Montepulciano ‘Pagliareto’ 2019
Lunadoro


Mora, glicine e pepe nero. Trasporta tradizione e l’essenza del prugnolo gentile. Molto buono ma non infinito in persistenza. La voglia di riservirtelo viene istintiva
Vino Nobile di Montepulciano ‘Arya’ 2019
Manvi


Mammola, confettura di fragole e accenni di cuoio. Delicato, sinuoso e piacevole in bocca con lieve finale di rabarbaro
Vino Nobile di Montepulciano ‘Messaggero’ 2018
Montemercurio


Lavanda con legno di cedro e frutti di bosco. Liquido equilibrato, il sapore del frutto non impatta ma, con garbo, dura molti, molti secondi
Vino Nobile di Montepulciano riserva 2018
Tenuta di Gracciano della Seta


Densi rimandi di fiori scuri, trinciato, grafite. In bocca è più vivace, convince pienamente nel corpo e si lascia apprezzare a lungo
Vino Nobile di Montepulciano 2019
Vecchia Cantina di Montepulciano


Da un incipit rustico segue un percorso lineare e piacevole dai ritorni sapidi di prugna fresca, tabacco e peonia. Buona lunghezza



Premio qualità globale vini: Boscarelli

Premio della critica personale: Cantina del Giusto


foto: PB ©


Segnalateci le vostre impressioni di questi giorni o i vostri vini preferiti sulle nostre pagine Facebook




torna in alto


fonte: Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano

spiritoitaliano.net © 2020-2022



condividi l'articolo su:

Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.