i resilienti fivi del nord toscana


Sono “vignaioli”, sono “indipendenti” sono “resilienti” e residenti fra Lucca, Massa e Carrara. Hanno presentato i loro nuovi “figli” pochi giorni fa.


Terza edizione fatta per la manifestazione itinerante di “Vignaioli Resilienti Fivi Lucca e Massa Carrara“.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


Nata come prima risposta postpandemica dei produttori FIVI di zona, ha ospitato le precedenti edizioni a Tenuta Mariani a Massarosa e a Fattoria Sardi Giustiniani a Lucca.


foto: LT©

Quest’anno è stata la volta di Colle di Bordocheo a Segromigno in Monte che con impeccabile organizzazione ha raccolto il testimone e ricevuto i visitatori (esclusivamente professionisti del settore) nell’uliveto aziendale con un allestimento bucolico e caloroso.


La tanto sospirata primavera e l’atmosfera gioiosa degli incontri tra produttori e ospiti hanno contribuito a alleggerire il peso (psicologico ma non solo) dei tristi accadimenti degli ultimi due anni.


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Perché il “clima” FIVI è questo: andare alla ricerca dei sapori, con armonia e semplicità, scoprendo territori, storie e filosofie produttive di chi vive quotidianamente il proprio rapporto diretto con la vigna. Spiritoitaliano.net ama sempre dare spazio a determinati valori del lavoro e della vita, che si respirino in grandi manifestazioni o negli eventi più periferici.


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Questo l’elenco delle aziende espositrici: Castel del Piano, Colle di Bordocheo, Fattoria La Torre, Fattoria Sardi Giustiniani, Giardini Ripadiversilia, Il Calamaio, Malgiacca, I Pilastri, Podere Fedespina, Podere Sgretoli, Tenuta dello Scompiglio, Tenute di Badia, Tenuta di Valgiano, Tenuta Lenzini, Tenuta Mareli, Tenuta Mariani, Tenuta Palatina, Valle del Sole. Il ristoro è stato curato dal Salumificio Triglia di Gombitelli.


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È stato intrigante, costruttivo e divertente aggirarsi tra i banchi, confrontarsi tra colleghi e chiacchierare con i produttori: sono stati loro oggi i veri protagonisti attraverso i loro prodotti.


Determinati e coraggiosi, resilienti e resistenti, ognuno con il proprio stile e la propria personalità ma tutti accomunati da passione e alta professionalità per il vino e per la natura circostante, “Madre Terra” da omaggiare con rispetto e amore curando i suoi preziosi frutti.



Credeteci che (non è una frase fatta) tutti gli assaggi hanno avuto un commento interessante o una nota che ha incuriosito. Vogliamo giustamente sintetizzare sui più significativi, fermo restando che sopra a tutti loro ci sta la bellissima atmosfera percepita alla manifestazione: assoluta protagonista del ritrovo:


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Podere Sgretoli (Montecarlo LU) – suadente avvolgenza nel sorso fresco e diretto dello Chardonnay 2021. Luminose e rosse trasparenze che accompagnano frutto e calore con morbidezza e grande bevibilità si confermano in Eclissi 2019.


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I Pilastri (Fosdinovo MS) – Aedo 2020 è il vermentino che non ti aspetti: grazie alla macerazione sulle bucce per 3-4 giorni l’assaggio esplode a dispetto dell’intensità olfattiva, accompagnando lungamente la scia marina di scoglio e frutti di mare alternati a fieno greco, tè verde e altre note vegetali rinfrescanti.


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Malgiacca (Gragnano LU) – Tingolli 2020 è il cru aziendale: blend di vitigni a bacca bianca (macerati sulle bucce e lì lasciati fermentare per un paio di settimane) che dà vita a questo liquido dorato dai profumi intensi e mielati, marmellata di limoni e un finale ammandorlato che si proietta a lunga vita. Bevuta solo apparentemente leggera è invece il rosso Malgiacca 2020, blend tradizionale lucchese dove corpo, calore e consistenza si rivelano in allegria solo all’assaggio.


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Tenuta Palatina (Montignoso MS) – Palatino 2021: finalmente il “Signor Vermentino”: certezza olfattiva di agrumi e pompelmo rosa, erbe aromatiche e mineralità, profumi di mare che in bocca esaltano sapidità e lunghezza a conferma di espressività territoriale e passione autentica.


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Menzione Speciale per Il Calamaio e Valle del Sole: aziende vicine sia in filosofia che in territorio, esprimono nei loro vini le forti singole personalità dei propri vignaioli.


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Samuele Bianchi (Il Calamaio) ha l’animo punk rock che si ritrova in Antenato 2020 esaltando le vigne vecchie con veste carminio, luminosità e gusto, mentre l’importante estrazione delle 24h del mosto sulle bucce fa di Soffio 2019 (chardonnay e petit manseng) un intrigante succo che profuma di fieno e macchia mediterranea, con la persistenza dello zenzero e della scorza di pompelmo.



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Marco Borselli (Valle del Sole) esprime la sua pacata e ferma gentilezza tramite i lievi idrocarburi di H’ama e le sue 48h di macerazione del trebbiano di due vigne, per poi confermarla con il rubino luminoso del Sangiovese di Ebrius 2019 tramite il sorso fresco, fragrante,  persistente e affidabile.


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Andate anche voi alla ricerca di eventi come questi: certamente assaggerete, valuterete e vi confronterete ma, soprattutto, vi sentirete fortemente arricchiti nell’animo dall’esperienza.


Luisa Tolomei – Spirito Italiano writing staff
“La sola arma che tollero è un cavatappi”



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Nasce a Lucca nel ’68 e assorbe le strambezze dell’annata. Luisa Tolomei oggi abita sulle montagne dell’Appennino, ama la lettura, lo yoga e, naturalmente, il vino: si è rinvenuta tardi, diventando sommelier solo nell’anno del suo giubileo e vincendo la borsa di studio nazionale indetta dalla Bonaventura Maschio. Da lì capisce la strada del suo futuro: oggi alterna il lavoro nel piccolo ristorante del paese, Buca di Baldabò, allo "studio matto e disperatissimo" con l’ambizione di migliorarsi sempre nella cultura e nel racconto ispirato "eno-zen"