i cocktail delle spy story


Da Luigi Manzo i cocktail delle “spy story”. Un’idea per accompagnare la vostra estate anche ispirandosi a James Bond. Da assaggiare non solo agitati ma anche mescolati.

SPIRITI LETTERARI



[si legge (più o meno) in: 4 minuti]


Spiriti Letterari solitamente cerca il nesso fra i grandi classici e le bevande alcoliche con riferimenti agli scrittori che hanno segnato la storia della letteratura nel tempo.


Soprattutto con l’arrivo dell’estate ci è parso però stimolante anche suggerirvi della narrativa più immediata, letture divertenti e fruibili per soddisfare la vostra curiosità e magari farvi sorseggiare qualche drink con maggior consapevolezza e piacere.


Antonio Scollo oggi ci propone il testo di Luigi Manzo “Tutti i cocktail delle spy story, sia agitati che mescolati”. Buona lettura [ndr].



Agitato, non mescolato: gli “spy cocktail”


Possiamo immaginare le spy stories senza la presenza di intriganti cocktail che contribuiscono ad allentare la suspense creando indimenticabili pause narrative?



Non penso sia possibile. Sono infatti tanti i cocktail diventati leggendari grazie ai libri o ai film, basta ricordare il “Vesper Martini” di James Bond.


Chi ama questo genere di letteratura adesso può divertirsi a ripercorrere la storia di alcuni dei più famosi drink leggendo un piacevolissimo volume appena uscito (Luigi Manzo, Tutti i cocktail delle Spy story sia agitati, sia mescolati, Libri Sandit 2022, pp. 78, € 12,90) che focalizza l’attenzione sui cocktail presenti nei libri e nei film tratti soprattutto dai romanzi di Ian Fleming, il celeberrimo autore di James Bond anche se, già in precedenza i drink avevano fatto la loro comparsa nella letteratura.



Nella prefazione, infatti, scopriamo che è il libro The Spy (1821) di James Fennimore Cooper (lo scrittore americano del ben più noto L’ultimo dei Mohicani) a introdurre i cocktail nel mondo letterario.


James Fennimore Cooper by M. B. Brady (PDM)

La protagonista del romanzo, Betty Flanagan, nel suo locale miscela whiskey e gin creando preparazioni alcoliche che assumono diversi colori, chiamate per questo cock-tail ovvero coda di gallo.



Da allora “ne è passato di ghiaccio nello shaker” fino ad arrivare appunto a Ian Fleming che ha consacrato il cocktail come uno degli elementi fondamentali all’interno delle storie di spionaggio.





L’autore, che ha all’attivo numerosi libri sul tema mixology, seleziona una trentina di cocktail tra i quali alcuni dei più amati da James Bond, presentandoli in ordine alfabetico e fornendo preziose informazioni su come prepararli e servirli.


Partendo dalla cremosità “femminile” data dal mix di cognac, crema di cacao e panna dell’Alexandra di “Solo per i tuoi occhi”, possiamo scorrere le pagine del volume fino ad arrivare all’ultima scheda del Vodka Tonic (con la variante Bond dell’Angostura bitter) che troviamo in “Dalla Russia con Amore”, “Goldfinger”, “Operazione Tuono” e “Al servizio segreto di sua Maestà”.


foto: Ank Kumar (CC BY-SA 4.0)

La lettura è veloce e intrigante, merito di un testo che non si limita a spiegare come si fanno i drink segnalati ma ci fornisce curiosità letterarie, filmografiche e citazioni sulle origini e la storia di ogni cocktail, come ad esempio un approfondimento sui Bourbon bevuti da James Bond e un’interessante disamina sul Negroni (se ne parla in Solo per i tuoi occhi) la cui origine secondo l’Autore è da ricercare nel “Camparinete” un cocktail apparso sulle pagine di un volume uscito negli Stati Uniti nel 1934.


foto: Aashish950 (CC BY 3.0)

A chiusura del libro troviamo una specifica sezione dedicata ai vini e agli Champagne preferiti dall’agente segreto più famoso al mondo in cui si riporta la maison, l’annata e il film di riferimento.


foto: SchroCat (PDM)

Si arriva senza fatica a fine libro grazie anche a un layout grafico accattivante che punta su un sapiente utilizzo di disegni stilizzati a colori e, una volta sfogliata l’ultima pagina, una “felice ubriacatura letteraria” ci invoglia ad assaggiare questi cocktail e soprattutto a rileggere i bellissimi libri di Ian Fleming.






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Antonio Scollo ha conseguito la laurea quadriennale in Storia. Oggi è Direttore editoriale di una casa editrice dopo un’esperienza trentennale nei settori dell’editoria e della comunicazione. Ha curato i Laboratori di Editoria e Comunicazione presso la Struttura Didattica Speciale di Ragusa dell’Università di Catania e per la stessa sede di ateneo fa anche parte del Comitato scientifico del master di primo livello Management Art & Food (MAF). In ambito enogastronomico ha conseguito il diploma di Sommelier AIS. e la patente di assaggiatore ANAG. È accademico dell’Accademia Italiana della Cucina, maestro assaggiatore di ONAS e ambasciatore per la Liguria di Levante dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica. Ha ideato e cura, attraverso un blog, il progetto bookdecanter, il primo metodo “ragionato” di abbinamento tra libri, vino e distillati.