hautes côtes: borgogna buona e sincera


Hautes Côtes: i vigneti più alti della Côte d’or. Paesaggi ameni e vini eccellenti da scoprire oltre il mito dei Grand e Premier Cru


ESPRIT FRANÇAIS: ESPLORAZIONI IN CORSO


Oggi lo Spirito Italiano torna a essere Esprit Français: explorations en cours… con Livio del Chiaro.


si legge (più o meno) in: 7 minuti


Dopo il primo articolo sul Klevener de Heiligenstein e quello su Bugey, avete capito il nostro stile? Siete entrati nel mood? Vi è venuta la nostra stessa sete di cultura e gusto alla scoperta dei luoghi, dei vitigni rari, delle piccole perle del vino francese?


Saranno semplici spunti per la conoscenza e l’approfondimento, alla portata di tutti, che potrete fare davvero vostri visitando i luoghi o leggendo testi specializzati.


background photo: spuntz

Prosegue così il viaggio virtuale per le colline, le valli, le campagne della Francia. Oggi rimaniamo ancora ad oriente, stavolta a respirare il mito della Borgogna, una fra le regioni vitivinicole più amate al mondo (forse proprio la più amata) ma, come è nostro solito, cerchiamo di “uscire dalle strade” più frequentate e arcinote per suggerirvi qualcosa di un po’ meno leggendario ma che, sempre negli stessi luoghi, merita un attento e appassionato occhio di riguardo.


Bourgogne Maps – outil cartographique interactif – www.bourgogne-maps.fr

Facciamo comunque sosta ideale a Digionebuona lettura!

[n.d.r.]


Hautes Côtes: un’altra ottima espressione della Borgogna


In Borgogna, nella sua parte più rinomata e prestigiosa, la Côte d’Or, oltre ai celeberrimi Grand Cru e Premier Cru, ai più accessibili Village, alle Appelation regionali Bourgogne più note (Rouge, Pinot Noir, Blanc, Chardonnay) esistono anche delle altre appellation meno conosciute ma decisamente interessanti come Bourgogne La Chapelle Notre-Dame, Bourgogne Montrecul e appunto Bourgogne Hautes Côtes de Nuits e Bourgogne Hautes Côtes de Beaune.


Bourgogne Maps – outil cartographique interactif – www.bourgogne-maps.fr

Ma cosa si intende per Hautes Côtes? Vorrei partire un poco da lontano per spiegarvelo.


Ricordo benissimo la prima volta che ho percorso la Route des grands crus da Beaune verso Digione e sono rimasto folgorato da quel meraviglioso vigneto che si estende tra la strada principale e le colline.


Nuits St Georges – credits: BIVB / Michel JOLY ©

Il desiderio di andare a vedere finalmente gli epici vigneti dove si producono vini eccezionali era sempre più impellente. E praticamente non abbiamo fatto altro visitando quasi tutti i vigneti Grand cru dal paesino di Chassagne-Montrachet fino a Gevrey-Chambertin.


Hautes Cotes de Beaune – credits: BIVB / Michel JOLY ©

La seconda volta in Borgogna sono comunque rimasto (sempre e ancora) folgorato dalle vigne-mito, però ho iniziato anche a guardarmi intorno e a chiedermi cosa ci fosse oltre, più in alto e dietro la distesa diffusa per tutte quelle basse colline.


Bourgogne Maps – outil cartographique interactif – www.bourgogne-maps.fr

La risposta è semplice: tanti paesini da visitare e alcuni fra vigneti più alti di Borgogna: le Hautes Côtes.



Quelle di cui vi parlo oggi sono 2 Appellation create nel 1961 per i vigneti che si trovano sulle colline dietro la Côte d’Or, a ovest. La linea immaginaria che divide le due Hautes Côtes passa per il villaggio di Magny-Iès-Villers, poco più di 260 anime, una chiesa e qualche casa situato sulla collina di fronte (a nord) a Ladoix-Serrigny, a circa 3 chilometri a nord est da Pernand-Vergelesses.


Hautes Cotes de Beaune – credits: BIVB / Michel JOLY ©

L’AOC Bourgogne Hautes Côtes de Beaune comprende poco più di 800 ha di vigneti che si trovano tra 280 e 450 m slm e si estende su due Dipartimenti: nel dipartimento della Côte d’Or comprende 12 comuni nella parte alta della collina e parte di 10 comuni situati principalmente nella Côte de Beaune mentre nel dipartimento della Saône-et-Loire 4 comuni nella parte alta della collina e la parte più alta di altri 3 comuni che fanno parte della Côte de Beaune.


L’AOC Bourgogne Hautes Côtes de Nuits comprende circa 650 ha di vigneti tra i 300 e 400 m slm e si trova interamente nel nel dipartimento dellaCôte d’Or con 16 comuni nella parte alta della collina e la parte più alta di altri 4 comuni.


Hautes Cotes de Nuits – credits: BIVB / Michel JOLY ©

I vitigni più coltivati sono naturalmente Pinot Noir e Chardonnay anche se nel bianco si possono trovare anche Pinot Blanc e Pinot Gris. Inoltre la versione rosso può contenere fino ad un 15% di uve a bacca bianca.



Si producono principalmente vini rossi, circa l’80% della produzione, il resto bianchi, anche se esiste una piccolissima produzione di Bourgogne Hautes Côtes de Beaune Clairet (o Rosé) e Bourgogne Hautes Côtes de Beaune Clairet (o Rosé) che sinceramente non sono mai riuscito ad assaggiare.


Hautes Cotes de Nuits – credits: BIVB / Michel JOLY ©

Rispetto alla valle nelle Hautes Côtes le temperature sono generalmente inferiori con differenze nel periodo di maturazione delle uve fino a 5°.


I vigneti sono principalmente esposti a sud e si trovano su un misto eterogeneo di terreni di arenaria e argilla del Trias e marne e calcari del Giurassico. Soprattutto nella Bourgogne Hautes Côtes de Nuits i terreni sono marnosi e calcarei e molto bassi. I risultati sono una maturazione tardiva e più lenta delle uve, una maggiore escursione termica e dei suoli più poveri.


credits: BIVB / Aurélien IBANEZ ©

Per quanto riguarda i rossi, i vini che ne risultano sono caratterizzati da un colore rubino non troppo intenso, un naso con evidenti sentori floreali di rosa, peonia, piccoli frutti neri e rossi ed una leggera speziatura dolce. In bocca hanno una bella freschezza, sono non troppo strutturati e con un tannino presente ma piacevole e fitto.

Si possono già apprezzare nella giovinezza ma sono capaci di invecchiare 10 anni senza problemi.


credits: BIVB / Aurélien IBANEZ ©

I bianchi sono più fruttati e floreali dei vini della valle con una nota boisé meno evidente, una maggiore freschezza ed una buona sapidità.


credits: BIVB / Michel JOLY ©

Consiglio vivamente di provare questi vini sia per la loro piacevolezza che per un rapporto qualità/prezzo molto interessante. Specialmente i rossi si trovano in commercio a poco più di un Bourgogne Rouge ed hanno una qualità solitamente superiore.





Inoltre considerando che un Bourgogne Rouge può essere prodotto ovunque in Borgogna, dal Beujolais a Chablis senza alcuna necessità di specificare da dove vengono le uve (molto comodo per i negociant), acquistare un vino con un sicuro legame al territorio è sicuramente un valore aggiunto.


credits: BIVB / www.armellephotographe.com ©

E poi vi consiglio, se siete soliti visitare questa meravigliosa porzione del mondo, di lasciare per una volta sotto di voi tutti quei vigneti Grand Cru e Premier Cru e avventurarvi, come scalatori intrepidi (o, per meglio dire, degustatori intrepidi), nelle “selvagge” Hautes Côtes.




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Viareggino di nascita e fiorentino per amore, Livio Del Chiaro decise nel 2009 di stravolgere la sua vita, a 33 anni, dopo una tesi di laurea, un dottorato di ricerca e una borsa di studio in biologia molecolare. Diventa Miglior Sommelier d’Italia nel 2014 e con la sua dolce metà Bianca condividerà la passione per l’alta qualità e tutte le più belle avventure della vita anche professionale. Oggi sono co-titolari di una celebre enoteca nel centro storico di Firenze e qualificati assaggiatori nel mondo dei distillati, dell’olio e del cioccolato. Docente Fisar, Livio ama smoderatamente le piccole realtà artigianali dei vignaioli, una passione che lo ha portato a viaggiare per Italia e Francia (per adesso…) alla ricerca di piccole perle, di vitigni rari, di prodotti sempre nuovi e stimolanti