grappa 2022: aiuto!


Le spese sono troppe: Consorzio Nazionale Grappa e Assodistil paventano lo stop alla produzione della Grappa. Chiesta la riduzione delle accise.


L’Assemblea Annuale di Assodistil ha fatto un punto importante sulla situazione del settore e fornito spunti per riflessioni che riguardano le distillerie italiane e il prodotto finale.


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Oltre le dichiarazioni di facciata e gli interventi istituzionali, dall’esposizione dei vari protagonisti è emerso (direttamente o fra le righe) una motivata inquietudine per il prossimo futuro del distillato italiano.


Come nessun altro prodotto del settore beverage, il superalcolico potrebbe patire l’impennata dei costi di gestione e ciò accade in una fase in cui sta diffondendosi la cultura del buon bere e l’avvicinamento del consumatore a bevande considerate ancora “di nicchia” come grappa e affini.


foto: Tom159

Il rischio di stroncare questa tendenza progressiva è alto, la presa di coscienza è doverosa e il comunicato congiunto di Assodistil e Consorzio Nazionale Grappa merita la nostra attenzione anche alla luce dei dati analitici del settore riportati pochi giorni fa.


Per il Presidente AssoDistil Antonio Emaldi e il Presidente del Consorzio Nazionale Grappa Sebastiano Caffo il Governo dovrebbe intervenire subito perché i costi di energia e vetro stanno scoraggiando l’attività delle imprese: «Il settore distillatorio italiano sta vivendo una gravissima crisi che può portare diversi produttori al blocco di produzione per l’anno in corso. Rischiamo un danno enorme per un prodotto iconico del Made in Italy».


fonte: Assodistil – Dati: Format Research

Sono oltre 74.000 gli ettanidri di Grappa I.G. prodotti nel 2021 e rappresentano circa l’85% delle acquaviti nazionali sul mercato. Una bevanda legata a un disciplinare, di qualità riconosciuta, che si sta guadagnando sempre più l’apprezzamento anche fuori confine e che, comprendete bene, necessità di massima attenzione e tutela.


fonte: Assodistil

Con la costante crescita delle spese per energia, materie prime e logistica, è palese che i protagonisti facciano sentire la propria voce e chiedano alle istituzioni un intervento serio per calmierare le perdite di gestione.


fonte: Assodistil – Dati: Format Research

«I costi del vetro – aumentato di un ulteriore 25% nel solo mese di settembre -, come quello del metano e di tutte le altre fonti energetiche stanno scoraggiando il settore a produrre Grappa e acquaviti. Per questo come Assodistil, Consorzio Nazionale Grappa chiediamo con forza un intervento a sostegno del settore da parte del Governo».



Quali interventi a sostegno?


fonte: Assodistil

Il problema (come sempre in Italia…) è complesso, di sicuro un primo segnale potrebbe arrivare riducendo le accise che, giusto a esempio, in 10 anni sono arrivate al 130% passando da € 800,01 a € 1035,52 per ettolitro anidro (per farvela capire al volo: per ogni litro di grappa se ne vanno oltre 4 euro allo Stato).


Ancora da Assodisti e CNG: «Rappresentiamo 57 aziende che concorrono per il 95% circa alla produzione nazionale di acquaviti e di alcole etilico da materie prime agricole e da biomasse e queste realtà sono allo stremo. In una missiva del maggio scorso avevamo già investito del problema il Ministro Giorgetti senza avere risposte e aiuti. […] Le prospettive nell’immediato appaiono drammatiche».


Fra produzione, promozione, strategie di marketing e evoluzione verso la sostenibilità, le distillerie italiane devono combattere su fronti davvero impegnativi per rimanere competitive in un settore che, come detto sopra, registra tanto interesse ma che rimane delicatissimo per tanti motivi (leggetevi un po’ dei nostri archivi).



Alla fine, ciò che viene chiesto è una riduzione del 20% di tasse “all’alambicco” e la possibilità di ridiscutere i prezzi con la GDO. Richieste che ci sembrano comprensibili seppur non ci facciano sorridere.


La conclusione di Emaldi e Caffo è quindi rivolta al Governo: «Rinnoviamo con forza l’invito già avanzato a maggio al Ministro Giorgetti perché si giunga a una mitigazione dei costi delle materie prime e a una riduzione delle accise sulle bevande spiritose del valore di € 2,50/L anidro in modo da preservare la filiera nazionale ed evitare l’aumento dell’inflazione».


foto: Florian Berger

Proseguono: «Inoltre, alla luce della complessa situazione che il comparto sta vivendo, si rende ora più che mai impellente l’apertura da parte della Grande Distribuzione Organizzata alla variazione infrannuale dei listini.

Avanziamo questa richiesta perché permetterebbe almeno la copertura dei “costi vivi” che le aziende stanno sostenendo. Altrimenti non vi saranno le risorse per garantire la continuità aziendale»


Vedremo cosa accadrà… – ah già! – fra qualche giorno ci saranno le elezioni politiche.





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fonte: Assodistil, CNG

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