grandi novità per il Chianti Classico


11 nuove Unità Geografiche e Sangiovese al 90% per la Gran Selezione. Il Gallo nero si evolve ancora


Lo avevamo anticipato nel nostro ultimo articolo sul Chianti Classico (degustazioni in Anteprima): dopo aver messo prepotentemente da tempo nel mirino il concetto dell’areale, il Gallo nero adesso correrà diretto verso le Unità Geografiche Aggiuntive.


[si legge (più o meno) in: 8 minuti]


Ne dà notizia il Consorzio Vino Chianti Classico in un comunicato stampa che ufficializza di fatto ciò che era nell’aria da mesi se non da anni.


Non solo. Oltre alla definizione delle nuove 11 Unità (UGA), è stato approvata a larga maggioranza anche la modifica al disciplinare che prevede l’uso esclusivo di vitigni autoctoni rossi fra cui (ovviamente) il Sangiovese minimo 90% partendo inizialmente solo dalla tipologia Gran Selezione.


foto: Paolo Bini ©

A noi sinceramente pare una scelta sensata. Comprendiamo comunque che all’interno di un Consorzio particolarmente ampio e eterogeneo, come quello del Chianti Classico, esista una molteplicità di intenti, visioni, opinioni, filosofie e dimensioni aziendali che, all’atto decisivo, possano scontentare qualche produttore sulle decisioni collegiali.



La normalità di un sano dibattito fra numerosi attori e voci deve comunque per forza essere superata dalla convinzione che in questi ultimi anni, il Marchio è stato rilanciato in maniera impressionante, in Italia e all’estero.


Il trend dice da tempo che i consumatori preparati (quelli che alla lunga fanno la differenza condizionando anche la massa bevente) amano andare a ricercare le peculiarità ambientali nel calice.


Puntare fortemente sul Sangiovese (e, badate bene, giustamente non 100%), sui soli vitigni autoctoni e sulle Unità geografiche vuol dire alzare un briciolo l’asticella per puntare a un mercato che ama sempre più riconoscere e distinguere sapori e territori univoci.


I limiti amministrativi comunali del Chianti Classico – courtesy: Consorzio Vino Chianti Classico

Vi lasciamo alle parole del Consorzio che riporta nel dettaglio quelle che saranno le modifiche al disciplinare e l’inizio del passaggio fra il concetto di “limite amministrativo” e “unità geografica“.



La parola d’ordine è continuare il percorso di valorizzazione delle caratteristiche distintive del Chianti Classico: una strada che, negli ultimi anni, ha portato la denominazione del Gallo Nero sempre più in alto nelle classifiche internazionali dei vini di qualità, incrementandone la notorietà, il prestigio e la diffusione sulle tavole di tutto il mondo. 


Il progetto, che è stato possibile presentare grazie ad un intenso lavoro del Consiglio di Amministrazione durato alcuni anni, raccoglie l’esigenza, nata in seno allo stesso corpo sociale, di una sempre più ampia valorizzazione delle caratteristiche che distinguono e rendono unica la denominazione del Gallo Nero. 



Le UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) del Chianti Classico


La prima proposta di modifica al disciplinare di produzione, approvata dall’Assemblea dei Soci, riguarda il progetto di suddivisione del territorio di produzione del Chianti Classico in aree più ristrette e dotate di maggiore omogeneità, per arrivare ad indicare in etichetta il nome del borgo o villaggio


Le norme nazionali ed europee consentono infatti che per i vini DOP si possa fare riferimento a unità geografiche aggiuntive, identificate all’interno della zona di produzione della denominazione. 


Le future 11 UGA – courtesy: Consorzio Vino Chianti Classico

L’introduzione del nome del villaggio in etichetta servirà infatti ad intercettare e soddisfare l’interesse dei consumatori che, in numero sempre maggiore, desiderano approfondire la conoscenza del rapporto fra i vini del Gallo Nero e il loro territorio di origine.

Per questo sono state individuate e delimitate alcune aree all’interno della zona di produzione del Chianti Classico, distinguibili in base a criteri specifici quali la riconoscibilità enologica, la storicità, la notorietà e la significatività in termini di volumi prodotti: Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio (comprensivo dei territori di Barberino Tavarnelle e Poggibonsi), Vagliagli. 


Da sottolineare che in questa prima fase, le Unità Geografiche Aggiuntive saranno applicate alla sola tipologia Gran Selezione, con la disponibilità e l’apertura all’utilizzo anche per le altre due tipologie in un prossimo futuro: una scelta di importanza strategica per rafforzare l’intento delle UGA di rappresentare le eccellenze del territorio, potendo così competere, in modo più incisivo, con i più grandi vini del mondo. 



Variazione della base ampelografica dei vini Chianti Classico Gran Selezione


Ad oggi, le tre tipologie di Chianti Classico – Annata, Riserva e Gran Selezione – attingono alla stessa base ampelografica: 80-100% Sangiovese e fino al 20% massimo di vitigni a bacca rossa autorizzati, autoctoni e/o internazionali. 


foto: Paolo Bini ©

Con il nuovo disciplinare, per la tipologia Gran Selezione cresce la percentuale minima di Sangiovese (min. 90%) e scompaiono, in caso di blend con altri vitigni, quelli internazionali, ovvero saranno ammessi solo gli autoctoni a bacca rossa fino ad un massimo del 10%



Fondamentale è infatti il legame con il territorio per questa tipologia, l’unica ad essere prodotta con uve esclusivamente di competenza aziendale: è stato approvato l’utilizzo esclusivo dei vitigni autoctoni come complementari al Sangiovese, in quanto maggiormente espressivi e rappresentativi della zona di produzione e della tradizionale viticoltura chiantigiana.


foto: Paolo Bini ©

Per il Presidente del Consorzio Giovanni Manetti: «E’ il territorio che fa la differenza: è da sempre uno dei nostri motti preferiti. Quello del Chianti Classico è un territorio davvero unico, coperto per due terzi da boschi e con solo un decimo di areale dedicato alla viticoltura, che oggi per oltre il 50% segue i dettami dell’agricoltura biologica (52,5% della superficie vitata rivendicata).

Un territorio capace di esprimersi al massimo in tutte le declinazioni del Gallo Nero. Il vino, come spesso ho affermato in questi tre anni del mio mandato da Presidente, rispecchia il territorio come un’immagine fotografica in negativo, e per questo è così importante sia preservare il suo contesto ambientale e paesaggistico che poterlo raccontare al consumatore, nelle sue varie sfaccettature, anche attraverso l’etichetta».




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fonte: Consorzio Vino Chianti Classico

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net