fatelo con stile: natale a tavola


Consigli e suggestioni per allestire una tavola da inappuntabili anfitrioni.
Le buone maniere per Natale con spirito italiano

FATELO CON STILE


La degustazione è arte, è edonismo, è convivialità. Un momento di profondità sensoriale che, se condiviso, viene esaltato dal saperlo preparare.


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Iniziamo oggi, in occasione delle Feste, una nuova rubrica che punta a darvi i suggerimenti più consoni e indicati per una presentazione impeccabile e il servizio delle bevande anche, e soprattutto, a casa vostra.


Le buone maniere, l’eleganza, il savoir-faire, accolgono e invitano alla convivialità e allo stare bene insieme.

Con grande piacere salutiamo l’esordio su spiritoitaliano.net di Antonella D’Isanto, donna di cultura e stile, che da oggi ci accompagnerà con i suoi suggerimenti da vera etiquette coach per rendere indimenticabili e inappuntabili i vostri momenti intimi di condivisione e di assaggio con le persone che vi stanno a cuore.

A partire da questo inconsueto Natale 2020… buona lettura!
[n.d.r]


foto: Karolina Grabowska

Allestire una tavola da inappuntabili anfitrioni.
Buone maniere e suggerimenti per questo Natale.


E dove non è vino non è amore; né alcun altro diletto hanno i mortali”

Euripide (480 a.C.- 406 ca. a.C.)


Il prezioso aforisma del grande drammaturgo greco è una interessante indicazione per gestire questo periodo che non permette altri diletti.


Nell’intimità della vostra casa, cercate quindi di creare l’atmosfera e il calore che rinfrancheranno il cuore e lo spirito.

Per queste Feste organizzate un pranzo con i vostri cari, allestite una bella tavola, decidete il menù, scegliete i vini.


foto: Nubia Navarro (nubikini)


La tavola è il luogo dove si socializza, si fa amicizia, si conquista, si fanno affari. Una bella tavola, la giusta atmosfera, il garbo dei padroni di casa, faranno da contorno per la riuscita della convivialità casalinga, saranno il collante per rendere indimenticabili il vostro pranzo o la vostra cena.


Sono tanti i modi e gli stili per apparecchiare la tavola, hanno radici antiche, si fondano su tradizioni e modalità di servizio legati alla cultura locale, al contesto.


Grandi personaggi hanno interpretato la socialità con il modo garbato di stare a tavola.

La nostra storia è piena di buoni insegnamenti, sulla spinta del prezioso testo del Galateo di Monsignor della Casa, senza dimenticare la grande Caterina de’ Medici che ha introdotto l’uso della forchetta in Francia o Leonardo da Vinci che, tra un modellino e l’altro, alla corte degli Sforza inventò un panno per pulirsi le mani.


Recuperiamo così quelle che possono sembrare “le polverose” regole del galateo e diamoci da fare per imbandire una bella tavola.

Desideriamo darvi qualche suggerimento per una bella mise en place casalinga, quindi ripassiamo insieme qualche accorgimento per rendere l’allestimento perfetto e fare tutto per essere inappuntabili anfitrioni.


Come si apparecchia la tavola? Se volete darvi tono e fare una cena formale sarebbe preferibile usare una tovaglia bianca o avorio, unico fondo, di cotone o lino, ma durante le feste potete osare con una bella tovaglia rossa.


foto: Karolina Grabowska


Ricordate comunque che qualunque sia la scelta, la tovaglia deve essere sempre in sintonia con lo stile e il colore dei piatti e delle posate.


Per un effetto scenografico è essenziale che la tovaglia sia ben stirata; per i tovaglioli meglio evitate le fogge strane, animalini, alberini e ogni quant’altro.


Adesso, in particolar modo, le precauzioni per il corona virus ci impongono di manipolare poco la biancheria che si porta alla bocca. Limitatevi alla classica forma triangolare o rettangolare, sempre la più elegante.

Il tovagliolo va sempre a sinistra del piatto, è permesso poggiarlo direttamente sul piatto quando non c’è molto spazio tra un posto e l’altro. Calcolate almeno 50 cm per ogni commensale.


foto: PublicDomainPictures

Se vi fa piacere, e volete dare un tocco di eleganza alla vostra tavola, aggiungete il centrotavola, potete sbizzarrirvi, fiori, bacche altro, basta che la composizione sia bassa per non ostacolare il dialogo fra i commensali, no fiori finti o profumati. Le candele in tavola solo la sera.


Per cene informali potete invece usare serviti all’americana, centrini, tovagliette, runner… anche qui liberate la fantasia, con l’accortezza di armonizzare il colore e lo stile con i piatti.


Le posate: è consuetudine, ormai diffusa in molti ristoranti, di allestire la tavola con due posate. In occasione delle Feste sarà bello tirare fuori le posate del servito buono, magari quello della nonna, il regalo di nozze lasciato nel fondo di un armadio.



In questo periodo è bello riprendere certe vecchie abitudini, consolidare valori, affetti, ricordi.


Le posate devono essere disposte in successione d’uso verso l’interno. Quelle più esterne sono le prime a venire usate.

A sinistra del piatto le forchette, rispettivamente da antipasto, da secondo; a destra del piatto i coltelli con la lama rivolta verso il piatto, a partire dall’esterno quindi coltello da antipasto, il cucchiaio se si serve una minestra, ultimo più vicino al piatto il coltello per il secondo.

Le posatine da dessert sono disposte orizzontalmente in alto davanti al piatto.


I bicchieri a tavola si pongono in alto alla destra del piatto, sopra i coltelli e vanno posizionati in obliquo, ordine decrescente di grandezza partendo dall’acqua e diciamo che sono disposti in simmetria, in diagonale con il tovagliolo che sta a sinistra.



Si parte dall’alto dal bicchiere per l’acqua che usualmente è il più grande e più alto, poi quello da vino rosso e quello del vino bianco se lo servite. Dietro volendo potete mettere il bicchiere da vino da dessert.


Se per l’acqua decidete si usare un bicchiere senza stelo, un tumbler, questo va posizionato davanti ai bicchieri del vino, per agevolare il servizio, essendo un bicchiere basso, ed evitare torsioni di polso a tavola, con il rischio di versare l’acqua sulla tovaglia.


Non mettete a tavola più di 4 bicchieri, se servisse un altro bicchiere, magari per un vino speciale, invecchiato, si tolgono dei bicchieri e si aggiungono i gran balloon.

Se i bicchieri è da tanto tempo che non li usate e magari sono riposti da lungo tempo in un armadio di legno, curate che siano inodori, altrimenti correte il rischio di trovarvi nel calice lo sgradevole sentore di “panca di chiesa


A tavola mantenete il vostro irresistibile appeal di buone maniere, curate anche il galateo del servizio. La regola è chiara: prima le signore poi i signori infine i padroni di casa, seguendo sempre il criterio dell’età, iniziando a servire gli ospiti meno giovani.


foto: PhotoMIX Company

I posti d’onore a tavola sono alla destra del padrone di casa la signora più importante o più anziana (per intenderci la vecchia suocera!) alla destra della padrona di casa l’ospite maschile più importante o più anziano.


Quando servite il vino è la qualità da tenere in considerazione e non la quantità, quindi riempire il calice solo per un terzo, bere con moderazione, e godere della piacevolezza del vino.


A questo proposito si ricorda un’interessante ricerca, realizzata qualche anno addietro dall’Università Luiss di Roma: sulla base di 1200 interviste fatte a donne tra i 18 i 60 anni, è emerso che per il genere femminile, l’uomo che non beve vino è poco interessante (30%) se non addirittura noioso (25%).

E un pasto senza vino viene percepito come una pausa di “rifornimento” veloce (34%) ma triste (28%), oppure come “una dieta” (28%).


foto VisionPic

Meditate astemi, meditate e… Buone Feste!


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foto di Antonella D’Isanto
riproduzione riservata ©




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Cuore sicilianoironia toscanaanimo inquietoAntonella d’Isanto è nata in Sicilia e non ha mai dimenticato la sua terra e la rigida educazione della nonna che le insegnò il piacere per la lettura, la cucina, la bella biancheria ricamata, l’ospitalità, il gioco delle carte e il vino del suo piccolo vigneto. Laureata in Sociologia a Urbino, il suo animo inquieto, appassionato e ricco di interessi l’ha trasformata da consulente del lavoro a proprietaria dell’azienda vitivinicola I Balzini fondata dal marito e adesso condotta dalla figlia. Antonella oggi è etiquette coach, formatrice e docente a corsi di accoglienza per valorizzare relazioni e business. Cura il blog www.tempidirecupero.eu