export vino italiano 2000-2020


OEMV analizza l’export del vino italiano degli ultimi 20 anni. Tanto in Germania ma la qualità va soprattutto in USA.


Che ricerca quella Observatorio Español del Mercado del Vino! Già un mese fa avevamo pubblicato le loro analisi globali sull’esportazione. Stavolta ne hanno dedicata una esclusivamente all’Italia.


[si legge (più o meno) in: 8 minuto]


Lo studio è stato possibile grazie all’accordo con la Organización Interprofesional del Vino de España e dà un importante spaccato sull’esportazione del vino italiano negli ultimi 20 anni.


Noi ci limitiamo a riportarvi un estratto ma vi suggeriamo la consultazione direttamente sul sito OEMV.


foto: Arek Socha

Che cosa emerge dal report di 34 pagine fra statistiche, commenti e tabelle?


A premessa, come tutti sappiamo, va detto che il 2020 è stato un anno assurdo, inedito, speriamo irripetibile però comunque da interpretare con attenzione perché non è detto che, una volta ripartiti e bene, tutto (ma proprio) tutto tornerà davvero identico a prima.


Sui grandi numeri emerge così che il danno c’è stato, eccome.

«Beh, sai che novità…!» direte voi. Vero, però colpisce il fatto che, se guardiamo l’esportazione di vino imbottigliato italiano verso gli USA, siamo tornati indietro di ben 10 anni.


fonte OEMV

Sono infatti 240 milioni i litri (-1,7% rispetto al 2019) di vino imbottigliato italiano venduti sul mercato statunitense. Il peggior dato dal 2010, con un calo di valore ancora più significativo (-6,2%), perché il prezzo del prodotto è sceso. In più l’Italia non pare sia riuscita ad approfittare dell’aumento dei dazi adottato nell’ottobre 2019 dall’amministrazione Trump contro Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

Di fatto, l’Italia vinicola ha perso 54 milioni di litri e 154 milioni di euro lo scorso anno.


Certo, come scritto nell’articolo di qualche giorno fa, c’è chi sta peggio di noi e se guardiamo l’andamento delle ultime stagioni e (soprattutto) il boom della spumantistica terzo millennio, allora possiamo certamente continuare a gonfiare il petto però senza esagerare e molto vigili alle trasformazioni in essere.


Dopo anni di vera impennata, quello del 2020 è sempre un calo non irrilevante del -6,9%


L’Italia rimane comunque il principale fornitore mondiale di vino in volume, davanti alla Spagna, seppur ancora lontano dalla Francia in valore, nonostante il crollo del vino francese.


La pandemia e altri ostacoli al commercio subiti in un 2020 difficile hanno causato, secondo le stime, un calo di 154 milioni del valore del vino italiano nel commercio mondiale; l’ultima volta che l’Italia ha registrato perdite di esportazioni è stato nel 2009, all’inizio della precedente crisi economica.



L’Italia ha ridotto le sue esportazioni di vino di circa il 2,5% nel 2020, a 2.054 milioni di litri e 6.233 milioni di euro, a un prezzo medio stabile di 3,03 €/litro.


fonte OEMV

Dopo ben 15 anni consecutivi di crescita, l’Italia ha esportato, come dicevamo sopra, anche meno spumanti. Calo anche delle vendite sfuse mentre si è registrato un enorme aumento dei bag-in-box.


fonte OEMV

Se guardiamo i grafici relativi alle quantità, Germania, USA e Regno Unito restano i mercati leader ma (soprattutto la prima) ha importato molto meno del nostro vino rispetto al recente passato.


fonte OEMV

Interessante la crescita di quote in Svezia (+13,6%), Belgio (+16%) e Paesi bassi (+17%) che rispettano l’aumento anche nei valori spesi in euro (circa 193 milioni di euro).


Notare la differente richiesta fra i mercati di Germania e USA: i tedeschi sono i primi acquirenti del vino italiano ma lo pagano molto meno rispetto a quanto fanno gli americani.


fonte OEMV

Finora le esportazioni di vino italiano sono, da inizio secolo, cresciute molto più in valore che in volume e questo grazie anche ai “cugini” di oltralpe che hanno progressivamente orientato le proprie vendite verso prodotti a più alto valore aggiunto a scapito dello sfuso.

Uno sfuso che i francesi, rispetto al 2000, oggi acquistano molto più dalla Spagna stimolando così gli italiani verso un maggior imbottigliamento o confezionamento bag-in-box.



Quali sono i Paesi che amano di più lo spumante italiano? Regno Unito (45,4% dell’importato), Francia e USA.


fonte OEMV

Verso quale Stato si è registrata una sensibile esportazione di bag-in-box tricolore? Pensate: la Svezia (12,9%).


Sempre la Svezia, ma anche la Francia e la Germania non disdegnano acquistare il vino sfuso italiano. Possiamo certamente affermare che, per i mercati principali, gli Stati Uniti si rivelano i più attenti alla qualità italiana (spumante e imbottigliato fanno insieme il 98,5%).



Andiamo in conclusione alle sintesi degli ultimi 20 anni. Nel grafico sotto, si apprezza di come l’andamento del prezzo medio del vino italiano esportato non sia stato (seppur in crescita) così lineare su tutti i fronti.


Dal 2018 non è riuscito a recuperare il valore sui mercati di Germania, Regno Unito e Svizzera .


fonte OEMV

E poi il resoconto dettagliato dal 2000 al 2020 sui 15 mercati principali (dagli USA alla Cina) per volume, valore e prezzo medio.


fonte OEMV

Un estratto ci mostra in sintesi che, sul totale del vino italiano (spumante, fermo in bottiglia, b-i-b e sfuso) verso l’estero, oggi:

  • dalla Germania si incassa il 17,1% del totale mentre nel 2000 si ricavava oltre il 30%!
  • il mercato statunitense ha in 20 anni superato quello tedesco per valore. Chissà se presto lo supererà anche in volume?
  • Il 19,4% del vino esportato in Francia nel 2000 è diventato oggi un misero 3,5%
  • in Cina va ancora una minima parte del nostro vino (passato in 20 anni dallo 0,2% al 1,6%)

fonte OEMV

Molto interessante anche la sintesi incentrata sullo spumante 2000-2020:

  • crollo verso la Germania: dal 29,6% al 7,4% in valore
  • i britannici sono impazziti per il Prosecco.
  • la Russia sta diventando un mercato interessantissimo
  • il Giappone pare un po’ disaffezionarsi alle nostre bolle

fonte OEMV

Tutto lo studio è disponibile sul sito Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMV).




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fonte: OeMV

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net