e l’italia, zitta zitta, in russia…


Italia prima in graduatoria 2020 per l’esportazione di vino in Russia


Che immenso peccato questa battuta di arresto forzata dalla pandemia! La salute (ci mancherebbe) prima di tutto ma, se guardiamo i dati statistici sull’economia del vino, i rimpianti sono infiniti.


[si legge (più o meno) in: 2 minuti]


Esempio degli ultimi giorni: Italian Trade Agency ha analizzato i dati forniti dall’ufficio ICE di Mosca sull’importazione del vino. Premettiamo: ICE lavora alle dipendenze del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.


Come riportato anche da Federvini, l’Ufficio Ice Mosca ha pubblicato la nota “Il settore del vino nella Federazione Russa” e analizzando i dati è emerso quanto l’Italia sia in costante ascesa nell’esportazione del vino verso la Federazione russa.


Foto di D. Koch da Pixabay 

Nel 2019 la Spagna è risultata prima in quantità di esportazione verso la Russia (124.743 tonnellate) ma l’Italia è capoclassifica nel fatturato con quasi 302 milioni di euro (la Spagna è a 167 milioni) rappresentando una quota che arriva quasi al 30% del mercato ed è superiore del +14,1% rispetto al 2018.



E se guardiamo questo dannato 2020 comprendiamo come il freno dei consumi abbia ancor più danneggiato questa ascesa impressionante dell’export vinicolo italiano.


Per quanto riguarda infatti il 1° semestre del 2020, l’Italia comanda ovunque:

  • Il tricolore è infatti salito al primo posto per le quantità esportata (53.232 tonnellate) con Spagna seconda (45.057 t), poi la Georgia (42.493 t) e la Francia (23.864 tonnellate).
  • A maggior ragione per il fatturato, l’Italia domina fra i Paesi fornitori della Federazione russa con 101,7 milioni di euro e una quota di mercato pari al 27,27% (con punte del 60,13% per il comparto spumanti).

    A seguire la Georgia (65,1 milioni di euro, quota del 17,46%), la Francia (60,5 mln di euro, quota del 16,21%), la Spagna (57,5 mln di euro), poi Cile (16,6 mln di euro), Portogallo (12,5 mln di euro) e Nuova Zelanda (9,7 mln di euro)


Il cruccio per questo rallentamento generalizzato del 2020 lascia comunque ampi margini per sperare in un futuro positivo: secondo Ice, la crescita del volume del mercato e del consumo dei vini nella Federazione Russa dovrebbe continuare anche nel prossimo futuro proseguendo il trend degli ultimi anni

Le importazioni di vini in Russia sono passate da 267 milioni di euro del 2003 ai 1.038 milioni del 2019 (+388%). L’export italiano di vino in Russia è quindi nello stesso periodo cresciuto di oltre 18 volte passando dai 16 milioni del 2003 ai 302 milioni del 2019.


L’Unione russa dei viticoltori e dei produttori di vino della Russia ha previsto che tra 10 anni ed entro il 2030 nel Paese verranno consumati 250 milioni di decalitri di vino all’anno. 

Secondo le stime, la crescita del volume di mercato e del consumo medio annuo di vini in Russia nel periodo 2020-2021 sarà di circa il 2,5% all’anno. Considerato questo scenario di sviluppo, il volume del mercato russo del vino nel 2021 potrà raggiungere 19,9 mln di hl. 

Il potenziale di vendita dei vini italiani in questo caso sarebbe pari a 1 milione di hl, a condizione che le vendite del vino italiano arrivino al 5% del mercato.



Ripartiremo, ne siamo sicuri, e ripartiremo forte perché il “brand Italia” è riconosciuto dai russi come qualità garantita e il vino come un piacere e nostro “stile italiano”.


fonti: Italian Trade Agency ICEFedervini



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