il dealcolizzato è ufficiale


La UE regolamenta ufficialmente la dealcolizzazione totale e parziale dei vini. Il gettone da giocare passa adesso nelle mani degli Stati membri


E allora ci siamo arrivati, nero su bianco: la dealcolizzazione è ufficialmente consentita nell’Unione Europea.


[si legge (più o meno) in: 4 minuti]


Si attendono nei prossimi mesi le attuazioni dei vari Stati membri che cercheranno da un lato di adeguarsi al mercato e dall’altro di tutelare il proprio prodotto, soprattutto quello a marchio DOP e IGP.


Non rientriamo oggi in una discussione a cui abbiamo dato certamente spazio nei mesi scorsi. Ormai non ha più senso vista l’irreversibilità della decisione e di una sostanziale maggioranza soddisfatta della decisione.



Sappiamo però bene che le minoranze spesso hanno argomentazioni altamente condivisibili. Indipendentemente da ciò, ancora una volta, i timori e le incertezze potranno essere svelate solo dal tempo.


Il dibattito potrà continuare di persona se ci incontreremo ad assaggiare. Che sia un vino non, parzialmente o totalmente dealcolizzato (dealcolato), siamo certi che, davanti a un calice, qualche commento interessante fuori le righe potrà uscirci.


foto: PublicDomainPictures

Andiamo sulla notizia e registriamo così l’ufficializzazione in “gazzetta” dal 6.12.21 del Regolamento 2021/2117 del Parlamento Europeo e del Consiglio approvato in data 2 dicembre 2021 (testo integrale).


Un Regolamento che modifica quanto già pre-esistente per ridefinire principalmente le norme di qualità sui prodotti vitivinicoli (poi c’è anche altro ma tralasciamo).



In sostanza e in sintesi, si approva definitivamente la commercializzazione di prodotti dealcolati attraverso le pratiche (effettuate singolarmente o congiuntamente) di:

  • parziale evaporazione sotto vuoto
  • tecniche a membrana
  • distillazione

specificando che i processi di dealcolizzazione utilizzati non debbano creare difetti dal punto di vista organolettico e che non debbano essere effettuati in combinazione con un aumento del tenore di zuccheri nel mosto di uve.


foto: Christine Sponchia

Se e quando:

  • il termine “dealcolizzato” si deve precisare se, dopo un trattamento conforme di dealcolizzazione, il titolo alcolometrico effettivo del prodotto non è superiore a: 0,5%
  • il termine “parzialmente dealcolizzato”si deve precisare se, dopo un trattamento conforme di dealcolizzazione, il titolo alcolometrico effettivo del prodotto è compreso fra 0,5% e il titolo alcolometrico effettivo minimo della categoria che precede la dealcolizzazione



La legge europea, per fortuna, consente di prendere tempo per capire l’effetto della dealcolizzazione. Comprendendo la grande novità introdotta, si sottolinea di come siano necessarie ulteriori ricerche e sperimentazioni per migliorare la qualità della nuova categoria di prodotti e, in particolare, per garantire che l’eliminazione totale del titolo alcolometrico consenta la preservazione delle caratteristiche distintive di quei vini protetti da un’Indicazione Geografica o da una denominazione d’origine.

Probabilmente non manca così tanto allo step definitivo, ma quantomeno per i prodotti “a marchio” fortunatamente si attendono verifiche.


Il Regolamento consente quindi al momento solo la parziale dealcolizzazione per gli IGP e DOP ma precisa comunque che è una forma cautelativa, perché l’eliminazione dell’alcol sarebbe un concetto da applicare per tutti i vini senza disquisizione.


Nel caso di vini IG e DO, tutto dovrà ovviamente essere regolamentato da nuovo disciplinare produttivo con le modifiche del caso e comunque tutto dovrà rispettare i regolamenti sulle etichettature (ingredienti, valore nutrizionale) nonché (per i vini con alcol inferiore al 10%) sul termine minimo di conservazione.


Il Regolamento tiene conto di quanto finora deliberato dalle risoluzioni di Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV):

  • OIV-ECO 432-2012
  • OIV-ECO 433-2012
  • OIV-ECO 523-2016
  • OIV-OENO 394A-2012


Sotto vi riportiamo un sunto di ciò che è in studio, previsione o in via di attuazione relativamente alle politiche innovative nel settore vitivinicolo in Unione Europea (dalla riforma PAC in poi, già descritti e commentati in un nostro articolo di luglio).


foto: Gerd Altmann


  • Importante sostegno alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti consentendo maggiori investimenti e promozione dei vini nei mercati dei Paesi terzi.
  • Obbligo di indicare in etichetta la dichiarazione nutrizionale e la lista degli ingredienti. L’indicazione cartacea potrà essere limitata all’indicazione del solo valore energetico (simbolo “E”) ma la dichiarazione nutrizionale completa e la lista degli ingredienti dovranno essere fornite con la e-label accessibile con QR code o barcode.
  • Estensione dell’attuale sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli fino al 2045 con probabile estensione dell’intervallo massimo previsto per il reimpianto di viti dagli attuali 3 anni a 6 anni.

foto: nonmisvegliate

  • Conferma dell’esclusione delle varietà di vite oggi non ammesse per la produzione di vino e quelle provenienti dalla vitis lambrusca
  • Introduzione dei vini totalmente o parzialmente dealcolati fra i prodotti vitivinicoli ma sarà obbligatorio indicarlo in etichetta. La dealcolazione totale (inferiore a 0,5% vol) sarà autorizzata per i vini da tavola, mentre i vini DOP e IGP potranno essere dealcolati solo parzialmente (superiore a 0,5%) a condizione che sia previsto dall’apposito disciplinare di produzione.
  • Possibilità di definire, designare, presentare e quindi etichettare nonché proteggere con Indicazione Geografica i prodotti vitivinicoli aromatizzati. Fra le ipotesi anche quella dell’etichettatura degli aromatizzati con dichiarazione nutrizionale, la modifica della definizione di Vermouth e la possibilità di impiegare bevande spiritose per la stessa aromatizzazione.




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fonte: UE – Eur-Lex

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