dati sul vino mondiale


Guardiamo un po’ di dati sulle superfici vitate e sulla produzione di vino nel mondo grazie all’Osservatorio del vino UIV


Secondo voi, l’Italia ha più o meno di 500.000 ettari vitati? E ne ha più o meno della Cina? A sensazione poi, l’Italia produce più vino rispetto a 10 anni fa oppure no?


[si legge (più o meno) in: 2 minuti]


I numeri sono dei valori fondamentali per comprendere qualsiasi settore produttivo. Davvero interessanti quelli che il Corriere Vinicolo ha pubblicato sul numero 23 di luglio 2021 e che raccontano, con buona dovizia di dettaglio, numerose informazioni sul mondo vitivinicolo nazionale, europeo ma anche degli altri continenti.


Un aggiornamento 2021 dell’annuario statistico del Corriere Vinicolo in partnership con l’Osservatorio del Vino UIV e in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier che arriva in concomitanza con il lancio del nuovo sito osservatoriodelvino.it


foto: Markus Spiske

In più di un’occasione, su queste pagine, vi riporteremo i dati per noi più significativi per la vostra curiosità e per completare la vostra cultura.


Partiamo dai dati globali sulle superfici vitate e sulla produzione mondiale di vino. Un analisi fatta sugli ultimi 15 anni, nel periodo 2005-2019.


Superfici vitate nel mondo


Quindici anni fa, nel mondo, si coltivavano più viti. Sarebbe sbagliato considerare i dati come specchio della richiesta del mercato. La risalita degli ultimi anni così come il calo 2008-2011 sono sicuramente condizionati anche da fattori geo-politici.


fonte: Corriere Vinicolo

In questi 15 anni, la Spagna si è sempre confermata come il Paese con maggior superficie vitata nel mondo, scendendo però da oltre 1,1 milione di ettari del 2005 ai circa 950 mila odierni. Al secondo posto nel 2019 come sempre la Francia che però è sempre più tallonata dalla Cina che 8 anni fa raggiunse l’Italia e in 3 lustri ha aumentato i suoi vigneti di quasi l’80%.


fonte: Corriere Vinicolo

Nell’elenco ci sono le 34 nazioni più significative al mondo, dalla Spagna a Malta passando dalla Nuova Zelanda (+180% in 15 anni), alla Bulgaria (-53%) e ancora al Regno Unito (con un significativo +441% di superficie vitata rispetto al 2005).


fonte: Corriere Vinicolo


Una visione grafica più d’impatto fa comprendere quanto, al momento, i primi 4 Paesi con maggior area vitata coprano assieme quasi il 60% della superficie mondiale.


fonte: Corriere Vinicolo


E se per Francia e Italia la situazione dal 2005 è pressoché rimasta stabile con lieve calo, in Spagna si sono persi circa il 18% di vigneti mentre, come dicevamo sopra, la Cina li ha quasi raddoppiati dal 2005 con picchi di sensibile incremento fra 2008 e 2014


fonte: Corriere Vinicolo


Produzione mondiale


Per quanto riguarda invece la produzione, a nostro parere non se ne produce mai abbastanza (soprattutto del vino buono)… Nel 2019 nel mondo, comunque, se ne sono fatti circa 251 milioni di ettolitri.


fonte: Corriere Vinicolo

L’Italia rimane in testa alla graduatoria con oltre 47 milioni di ettolitri, davanti a Francia, Spagna e Stati Uniti. Grosso divario fra le prime 4 e l’Australia (quinta con molto meno della metà di vino prodotto rispetto agli USA).

La Cina, che coltiva la vite più dell’Italia, produce un decimo di quanto facciamo noi.


fonte: Corriere Vinicolo

Negli altri paesi minori, discreto calo della Grecia mentre il Regno Unito conferma di unire concretamente alla coltivazione il fine produttivo. Molto interessante il dato del Canada che dai 204000 hl del 2005 arriva oggi a produrne più di un milione (singolare il raddoppio del valore fra il 2013 e il 2015).

Restano comunque dati condizionati dai vari andamenti stagionali.


fonte: Corriere Vinicolo



La visualizzazione grafica più esplicativa ci chiarisce l’ampia fetta di torta riservata al nostro Paese che, unito a Francia e Spagna, produce più della metà del vino nel mondo (con gli USA si supera il 60%).


fonte: Corriere Vinicolo

Ovvio come l’andamento evolutivo della produzione dei 3 Stati più importanti segua quello mondiale riportato più in alto. Italia e Spagna hanno avuto una tendenza (+/-) molto similare (diverso nel biennio 08-09 e nel 2015) seppur, ovviamente, con diversi valori mentre con la Francia per noi è andata diversamente nel 2010, 2011, 2014 e 2016.


fonte: Corriere Vinicolo

Sensibile calo produttivo per tutte nel 2017 e nel 2019 con risalita nel 2018, per Italia e Spagna anche la 2014 è stata un’annata difficile.

foto: Matthias Böckel

Presto nuove informazioni tratte dall’Osservatorio del Vino UIV.




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fonte: Corriere Vinicolo

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net