contini 1898 versione 2022.0


Dove è vino è scrigno, dove è uomo è spazio: la nuova cantina a Cabras lancia verso il futuro l’azienda vinicola più antica di Sardegna. Contini è Vernaccia di Oristano ma non solo.


Quanto può spingersi il moderno per valorizzare la storia e la tradizione espresse al massimo livello qualitativo?


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Cabras è un concentrato di natura ed esperienze che partono da tempi lontanissimi. Un piccolo centro nel Campidano di Oristano su cui ruota da ben 124 anni l’attività vitivinicola di Contini 1898, la cantina più antica di Sardegna.


Fra le prerogative offerte dal luogo al turista ci sono sicuramente quelle naturali e paesaggistiche per cui la regione è nota al mondo ma non solo. C’è un’antichissima storia afferente alla civiltà nuragica oggi tangibile attraverso i siti archeologici, c’è un habitat ideale per la fauna e gli uccelli migratori che qui amano sostare in uno degli stagni più grandi d’Europa e poi…


credit: cogitosergiosum

E poi c’è l’enogastronomia con la bottarga e la vernaccia di Oristano, le due peculiarità esclusive che rendono ancor più unica l’esperienza in questo lato occidentale di Sardegna.


Contini 1898 è la cantina più antica di Sardegna in attività, la sua notorietà negli anni è uscita da questa circoscrizione e si estesa in regione e oltre i confini nazionali ma rimanendo costantemente un riferimento dell’espressività vitivinicola sarda e primaria interprete del Vernaccia di Oristano, vino unico nel suo genere e, per tutti noi, citato spesso confidenzialmente al femminile: “la Vernaccia” .


foto: PB©

124 di storia importante e familiare avviata da Salvatore Contini, proseguita dal figlio Attilio e poi dal nipote Paolo che ancor oggi con la sua esperienza vigila sulla conduzione dei nipoti Alessandro e Mauro, la quarta generazione che sta assumendosi l’importante responsabilità di proporre al mondo l’unicità di un uva, del suo habitat e della sua antica tradizione in epoca moderna.


Compito non semplice ma il processo di importante rinnovamento è in atto da qualche anno e già se ne apprezzano i risultati.


foto: PB©

Sono qui, particolarmente curioso di respirare l’aria in questi nuovi spazi della cantina riaperta al pubblico poche settimane fa dopo un importante intervento di riqualificazione.



Sui vini di Contini c’è poco da discutere, ne avrete assaggiati anche voi, la gamma è ampia (diciamo pure parecchio ampia) e la qualità non la certifico certamente io bensì i tantissimi riconoscimenti ricevuti da esperti, appassionati e contest.


foto: PB©

Mi intriga, questo da sempre, capire ancor più le tendenze, la filosofia, i progetti in essere, le novità e gli obiettivi a medio termine di un’azienda.


E’ stato l’architetto Giovanni Montessoro a trasformare e rinnovare gli antichi locali di accesso in spazi decisamente più moderni ma pienamente attinenti al contesto e ricchi di buon gusto.

La ricettività e l’accoglienza sono per me due aspetti fondamentali da rispettare nella terza decade del terzo millennio. Ritengo che qui la missione sia perfettamente riuscita. Gli spazi sono ben gestiti e allestiti: il sole, il mare, gli acini, la fauna del territorio vengono richiamati da forme e opere che le evocano attraverso la simbologia.


foto: PB©

Estremamente elegante con continui rimandi al contesto di Cabras e del Sinis: linee e curve che si intersecano e che, senza sfociare nell’estremo, allietano, con concettualità minimal e fragranti profumi naturali dell’essenza lignea, quegli angoli riservati per l’assaggio della sostanza nel calice.



Dove è vino è scrigno, dove è uomo è spazio, con iconografia che richiama sempre natura e tradizione. Da non architetto e ignorante in materia, personalmente mi pare difficile poter fare meglio per rinnovare innovando dovendo mantenere un concetto di atavico attaccamento alle origini.


foto: PB©

Questo perché i nuovi allestimenti mettono a proprio agio: il silenzio, l’aroma del rovere, un’architettura fatta appositamente per preservare tutto ciò che è sensorialità ma contemporaneamente farti capire dove siamo e da dove si proviene.


L’entrata è un biglietto da visita essenziale che deve invitare alla conoscenza con armonia. Queste nuove geometrie sono radicalmente distanti dalla verace spontaneità che trasmettevano gli arredi fino a poco tempo fa.


Sinceramente una evoluzione importante, permettetemi di rimarcarlo, tantopiù che la storia qui non si è assolutamente cancellata.


foto: PB©

Rimangono infatti ben in vista sia il Diploma di Croce al Merito ricevuto da Salvatore Contini all’Esposizione Internazonale del Lavoro di Milano 1912-13 che la cornice in cui sono preservati alcuni vinaccioli risalenti all’età nuragica (1200 a.C. circa) ritrovati una dozzina di anni fa nel vicino sito archeologico Sa Osa. Come dire: bene il rinnovamento, la modernità e la suggestione ma qui ci sono la materia prima e la sostanza da sempre.


Altri piccoli gioielli ben in vista sono i famosi basalti sonori di Pinuccio Sciola, pietre che aggiungono quel tocco di pregio e suggestione a un contesto che oggettivamente sa immergerti da subito nel mondo del vino, dei suoi luoghi e del suo costume.


foto: PB©

A guidarmi in questo viaggio di storia interpretata in chiave moderna c’è Andrea Balleri, brand ambassador e grande professionista. Da tempo ci conosciamo e qui mi svela metro dopo metro la chiave di interpretazione per questi spazi che preservano l’antica tradizione proponendo un messaggio attuale attraverso architetture e iniziative.


Dal moderno ingresso verso l’antico tempio della bottaia, dal rovere al castagno, il percorso unisce le nuove forme architettoniche ai reperti della vita contadina e alle foto d’epoca. Trait d’union è il fassone sardo, imbarcazione simbolo della sardegna centro-occidentale, rigorosamente mantenuto nel nuovo arredamento, nel logo e per le etichette delle linee più pregiate.


foto: PB©

Il mio “Virgilio” (previsione forse un po’ ottimistica quella di pensarmi ancora nel “mezzo del cammin di nostra vita”) illustra bene, sapientemente, e mi racconta delle sinergie spese anche per promuovere l’attività con idee (ne farò cenno alla fine) che propongono al mondo mixology l’edonismo incontrollato da Vernaccia nel bicchiere.



Già il Vernaccia di Oristano… un vino unico che meriterebbe un palcoscenico ancora più grande e un pubblico maggiormente numeroso. L’esperienza di altre realtà all’estero ci fa capire di come il successo di determinati vini più “sostanziosi” debba necessariamente passare dalla divulgazione e dalla conoscenza.


Un sensibile passo in avanti è stato compiuto nel 2019 con l’apertura a Tramatza dell’Ecomuseo tutto dedicato all’uva vernaccia che – bene ricordarlo – viene oggi coltivata, vinificata e messa in etichetta da meno di dieci aziende.


foto: PB©

Il Vernaccia di Oristano, prima DOC sarda dal 1971, è qualcosa di straordinario, se fatto bene è un’esperienza che non si scorda e quelli di Contini 1898 hanno le carte in regola per emozionare.


Il riposo e la maturazione in botti con lo sviluppo di flor, la sosta in legno di almeno 20 anni per la versione “riserva” e il metodo perpetuum per il loro Antico Gregori, un vino che porta lontano a vendemmie di oltre 40 anni fa con una completezza aromatica strabiliante, complessa quanto le società che si sono avvicendate nella nostra Italia in tutti questi anni.


foto: PB©

Nei circa 220 ettari vitati che alimentano l’attività di Contini 1898, 80 sono di proprietà e buona parte è dedicata anche a un’altra uva identitaria della penisola del Sinis: la nieddera.

Come altri rappresentanti dell’ampelografia regionale, il nieddera è un vitigno peculiare del territorio che se da un lato caratterizza e intriga per legame duale con una piccola area geografica circoscritta, dall’altro soffre un mercato che richiederebbe numeri più importanti per la maggior diffusione a livello nazionale.


Acino scuro che nel calice diventa aroma deciso di fiori e frutta scura con spinta tannica da grande protagonista. Se ben maturato in pianta su suoli argillosi, va domato e completato con una sosta distensiva in legno che può lanciarlo nel lungo periodo di consumo finale.


foto: PB©

Contini 1898 lavora oggi su 5 tenute, custodite in quest’area occidentale di Sardegna fra Sinis, Monte Arci e valle del Tirso con alcuni ettari lavorati anche oltre, in Barbagia e in Gallura, e appezzamenti dedicati alla produzione esclusivamente biologica.


C’è quindi l’esclusività di vernaccia, nieddera e caddiu (altro vitigno antico del luogo, numeri ridottissimi) ma anche la consapevolezza che il messaggio vinicolo della Sardegna viene prevalentemente recepito attraverso vermentino e cannonau, varietà che l’azienda sa lavorare e interpretare con sapiente versatilità.


foto: PB©

Una linea di oltre 20 etichette, un po’ tantine se ragioniamo d’istinto, comprensibile valutando l’esclusività (qualitativa e volumetrica) di alcuni prodotti, delle loro uve e la necessità di andare a coprire una fetta di mercato con cui sostenere gli investimenti fatti per le eccellenze.


Dagli assaggi escono vernaccia senza sbavature, di grande complessità – potremmo dire “inevitabilmente” ma non datelo per scontato – e la ricerca di variare la caratterizzazione di ogni etichetta per incontrare il gusto di un pubblico eterogeneo.


foto: PB©

Indipendentemente dalla tipologia, dalla categoria, dalla qualità, i vini di Contini mi hanno convinto soprattutto per un davvero eccellente rapporto qualità/prezzo, segno della consapevolezza aziendale del valore dei propri vini.


E’ per questo che, nelle schede sotto, troverete parecchie valutazioni massime che comunque, lo ricordiamo, esulano dal giudizio personale meramente qualitativo.

Questo perché siamo convinti che esista un vino per ogni momento, per ogni palato, per ogni portafoglio e percorriamo questa via non scordando mai il massimo rispetto per il lavoro di tutti.


foto: PB©

Ancora più sotto ho voluto anche riproporre qualche sfizioso e simpatico cocktail a base vernaccia pensati da Andrea Balleri per rinfrescare gli appassionati del drink miscelato in estate ma non solo.


foto: PB©

Sono simpatiche rivisitazioni di cocktail storici, una sorta di “twist on” a vernaccia, un’uva unica per un vino che deve sapersi prestare anche a nuove interpretazioni per essere conosciuto in tutte la sue peculiarità e in tutto il suo valore. L’idea mi piace.


Sei minuti di sintesi video divertente e descrittivo, recensioni vini e cocktail. Alla nostra!



appunti


aziendaContini 1898
denominazioneIsola dei Nuraghi bianco IGT
nome vinoKarmis
uveVernaccia, Vermentino
vendemmia2021
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiPaglierino acceso che conduce a profumi di albicocca, fiori gialli e rosmarino su costanti note iodate e marine che non spariscono neppure al sorso.
Freschezza d’impatto e gusto coerente: bilanciato, affabile ma non banale, un vino che difficilmente trova ostilità nel pubblico e che spinge sovente al riassaggio compulsivo
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:capesante al bacon

foto: PB©

aziendaContini 1898
denominazioneIsola dei Nuraghi bianco IGT
nome vinoI Giganti
uveVernaccia, Vermentino
vendemmia2020
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiColpisce per il piacevole equilibrio e l’ottima gestione della sua maturazione in cantina. Rotondità burrose ben inserite su prevalenza di freschi agrumi trasportati da un’acidità pregevole che conduce a note di frutta esotica e erbe aromatiche. Buona pasta sulla lingua, gustoso seppur non eccessivamente lungo ma con scia salina che conquista.
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:tagliolini ai prugnoli

foto: PB©


aziendaContini 1898
denominazioneCannonau di Sardegna DOC
nome vinoMamaioa
uveCannonau
vendemmia2020
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiVino integralmente bio, delicatamente succoso che dalla semitrasparenza rubino fa uscire fragranze di rosa appena sbocciata, ribes e ciliegia. Solo acciaio e cemento, il messaggio è gioviale e sicuramente diverte perché è un cannonau per niente pesante. Sperimentazione di successo, la coccinella ha portato fortuna.
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:culurgiones al ragù di salsiccia

foto: PB©

aziendaContini 1898
denominazioneCannonau di Sardegna DOC riserva
nome vino‘Inu
uveCannonau
vendemmia2017
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiDa vigne di 80 anni, un cannonau più canonico che promette lunga vita e adesso sa di amarena, cannella, cacao con bouquet floreale che rimane anche durante la bevuta. Espressivo al naso ed estratto signorile, frutto centrale e tannini convincenti che lasciano un finale di mora, erbe e liquirizia. Un percorso vibrante, quasi sorprendente vista l’annata. Ma a 600 metri slm, con la maestria umana, si possono raggiungere questi risultati. Esemplare, a prezzo contenuto
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:guancia di manzo brasata al vino rosso

foto: PB©

aziendaContini 1898
denominazioneTharros rosso IGT
nome vinoI Giganti
uveNieddera, Caddiu
vendemmia2019
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiNel 2019 la scelta di un blend estremamente peculiare della zona, con caddiu al 20% in leggera surmaturazione. Apertura di amarena in confettura, viola appassita e sottobosco. In bocca ha spessore, concentrazione aromatica di mirtillo e ricchezza morbida contrastata da severità fenolica ancora da smaltire. Finale balsamico con soffi di macchia mediterranea. Vino importante
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:agnello in umido


aziendaContini 1898
denominazioneVernaccia di Oristano DOC
nome vinoFlor
uveVernaccia
vendemmia2018
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiQuattro anni di riposo con sviluppo di “flor” in botte sia di rovere che di castagno. Il percorso aromatico è strabiliante: orzo e pasta di arachidi, albicocca e scorza d’arancia in entrata che poi liberano ginestra, iodio e timo. Complessivamente snello, di grande freschezza, succulente e sapido con leggera abboccatura e continui richiami vellutati di fiori e spezie dalla lunghezza scioccante.
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:crostini di fegatini

foto: PB©

aziendaContini 1898
denominazioneVernaccia di Oristano riserva DOC
nome vinoRiserva 1997
uveVernaccia
vendemmia1997
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiVentidue anni di botte scolma, in apertura ha qualche nota smaltata che si unisce a quelle di cioccolato bianco, miele d’acacia, torta di mele. In bocca è morbido, avvolgente, regala un percorso sensoriale unico, giunto al massimo delle sue potenzialità, con ricordi di caramello salato, mirto e frutta secca. 18% di alcol ma non sembra. Infinito.
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:pecorino stagionato

foto: PB©

aziendaContini 1898
denominazioneVernaccia di Oristano DOC
nome vinoAntico Gregori 1979
uveVernaccia
vendemmia1979 (85%) + annate precedenti (15%)
degustato nel2022
cenni di degustazione in sintesiDopo quarant’anni di botte con perpetuum c’è solo da chiudere gli occhi e gustarsi l’emozione dopo averlo visto scintillare con il suo oro. Parte di nocciola e crema, va su gianduja, fiori secchi e tabacco, poi libera erbe aromatiche essiccate, un po’ di etereo e miele di castagno. In bocca è estasiante, avvolgente e bilanciato di persistenza lunghissima che chiude sapida con orzo, chinotto e mandorla. Piccolo gioiello da meditazione.
reperibilità*
valore in commercio*
rapporto qualità / prezzo
in abbinamento a:

foto: PB©


Cocktail Contini by Andrea Balleri


Frutto di un percorso di approfondimento e di nuovi e originali abbinamenti con vernacce e spumanti, ideati e realizzati da Andrea Balleri, brand ambassador Contini, campione del mondo barman 2002 e miglior sommelier d’Italia 2013


Negrontini
Si prepara direttamente nel Tumbler basso

Ingredienti:

3 cl London dry gin
3 cl vernaccia doc Flor
3 cl bitter macchia

Si decora con fetta di pompelmo e  oliva  verde.

Cabras Especial
Si shakera il tutto escluso chiaramente Attilio bianco che andrà a completare alla fine

Ingredienti:

1,5 cl Aperol
2,0 cl vernaccia doc Flor
1,5 cl liquore mela verde
2,0 cl succo ananas
1,0 cl sciroppo fragoline di bosco
Top up: Attilio bianco

Si decora con: buccia di pompelmo rosa e twist di arancia

Vernaccia Spritz
Si prepara direttamente nel bicchiere a vino

Ingredienti:

2,0 cl vernaccia doc Flor
2,0 cl aperol
1,0 cl liquore di pesca
4,0 cl Attilio bianco

Si decora con: twist di limone e menta

foto: PB©

Spantau
Si prepara nel mixing glass

Ingredienti:

2,5 cl whisky Canadian club
1,5 cl vermouth rosso macchia
1,5 cl liquore pesca
1,5 cl Antico Gregori

Si decora con: twist di limone e menta

Spantau
Si prepara nel mixing glass e si serve nella coppa cocktail

Ingredienti:

5,5 cl London dry gin
1,5 cl vernaccia riserva

Si decora con: oliva verde salata

foto: PB©





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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.