chianti classico: road to be heritage


La Regione Toscana sostiene il Chianti Classico per diventare Patrimonio dell’Unesco. Iter e dichiarazioni.


Dopo l’intesa raggiunta fra i comuni del territorio, anche la Regione Toscana si farà promotrice per il riconoscimento Unesco del Paesaggio del Chianti Classico.


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In Toscana, si sa, quando c’è da trovare un accordo non si è mai certi fino in fondo del risultato e, soprattutto, dei tempi.


Nessun dubbio su quanto la regione del “Pegaso” rappresenti in numerosi ambiti un reale “fiore all’occhiello” del nostro complicato “Belpaese” ma al tempo stesso Guelfi e Ghibellini del terzo millennio sono sempre stuzzicati dall’inestinguibile fascino della polemica e della critica, nonostante siano spesso atteggiamenti che possono avviare verso i successi più ambiti.


foto: Caterina Mori – courtesy: Consorzio Chianti Classico

Comunque sia, una volta trovato l’accordo fra i comuni fiorentini e senesi del Chianti Classico, anche la Regione Toscana ha subito ufficializzato il suo sostegno al progetto di candidatura del Paesaggio culturale del Chianti Classico come sito patrimonio dell’umanità Unesco, l’eventuale ottavo/nono toscano nonché in aggiunta agli attuali 55 siti italiani (Padova, Bologna stanno attendendo novità e Montecatini è inserita nel progetto multinazionale “Grandi città termali d’Europa” con altri 10 siti che prestissimo dovrebbe avere il riconoscimento ufficiale).



Per il presidente Eugenio Giani: «Questo è un passaggio atteso e dovuto. Il paesaggio del Chianti classico, una delle immagini più famose della Toscana nel mondo al punto da essere divenuto iconico, merita di entrare nella World heritage list. Continueremo a lavorare di concerto e con impegno […] il Chianti rappresenta di per sé un valore culturale della nostra regione e del nostro Paese, e con l’iscrizione al patrimonio Unesco, potrà esaltare a pieno titolo il suo ruolo».


foto: Caterina Mori – courtesy: Consorzio Chianti Classico


l’iter


Ecco quindi che la Toscana vitivinicola tenta di perseguire la stessa strada che, per la nostra nazione, hanno già concluso con successo Langhe Roero e Monferrato nel 2014 e, nel 2019, Conegliano e Valdobbiadene.


I passaggi fondamentali che adesso attendono Istituzione regionale e Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico sarà quella di arrivare alla “nomination” attraverso il Ministero della Cultura e la Commissione nazionale Italiana Unesco


foto: Caterina Mori – courtesy: Consorzio Chianti Classico




L’iter infatti non è così immediato. Per arrivare dove, ad esempio, nel mondo sono già arrivati gli ungheresi con Tokaji, i portoghesi con l’Alto Douro e Ilha do Pico, gli svizzeri con i terrazzamenti di Lavaux e, naturalmente, i francesi con la Bourgogne e i suoi climats, occorre produrre la cosiddetta “Tentative List” che poi darà eventualmente l’accesso alla candidatura previa decisione del WHC che (tanto per farvi capire) pochissimi giorni fa ha “fatto secca” la città marittima mercantile di Liverpool estromettendola dalla Heritage List Unesco dopo 17 anni!


voci dal territorio…


Ci vorrà qualche anno ma c’è sicuramente tutto il necessario per essere ottimisti, lo sa anche il Consorzio che in un comunicato esprime la sua soddisfazione: «Il Protocollo d’Intesa a sostegno della Candidatura del Paesaggio culturale del Chianti Classico nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco rappresenta un momento fortemente atteso, essenziale ed imprescindibile nel percorso avviato dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico e che nell’ultimo anno, nonostante tutti i limiti dettati dalla pandemia, ha visto intensificarsi i lavori sotto la direzione scientifica della Prof.ssa Arch. Paola Falini e grazie alla partecipazione dei Comuni del Territorio coinvolti e del Consorzio Vino Chianti Classico».


foto: Caterina Mori – courtesy: Consorzio Chianti Classico

Felice anche la Presidente della Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico Tessa Capponi: «Il coinvolgimento della Regione Toscana, insieme alle parole del Presidente Giani, costituisce un segnale di forte riconoscimento che conferma la nostra determinazione a lavorare nella direzione intrapresa, affiancati e sostenuti da tutti i rappresentanti delle massime Istituzioni territoriali.

Insieme ai Sindaci ed alla Regione porteremo avanti un progetto corale nella convinzione che tutti gli attori pubblici e privati di questo territorio unico possano offrire contributi ed esperienza indispensabili»


foto: Caterina Mori – courtesy: Consorzio Chianti Classico

Tutti uniti quindi, sia Guelfi che Ghibellini, per la protezione e la valorizzazione di quel tesoro di valori culturali, economici ed umani che oggi rappresenta il territorio del Chianti Classico, del Gallo nero.




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fonte: Ufficio Stampa Consorzio Vino Chianti Classico – Toscana notizie – Unesco.org – Corriere.it

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net