c’è chi dice no


Le malattie della vite hanno costretto dei produttori aIlo stop per la 2023. Anche Podere Casanova a Montepulciano alza le mani.


Ci sarebbe molto da ragionare su ciò che è accaduto diffusamente nelle vigne e ciò che accadrà nelle cantine italiane in questa annata 2023, fra sfortuna, errori e interventi.


[si legge (più o meno) in: 2 minuti]


Dopo le previsioni fatte a settembre da Assoenologi, UIV e Ismea aspettiamo il resoconto finale sulle quantità effettive di uva raccolta e, con comodo nei prossimi mesi, vedremo più o meno l’entità delle bottiglie messe in commercio marcate “2023” e la loro qualità che pare comunque tendenzialmente ottima (e così ce l’aspetteremo).


Avete compreso cosa peronospora e oidio hanno causato in alcune aree italiane e fra le domande che sicuramente vi sarete fatti anche voi ci sono quelle del tipo: “ma quanti interventi in vigna saranno stati costretti a fare i coltivatori bio?” oppure: “a quali trattamenti saranno dovuti ricorrere i convenzionali?” o ancora: “i danni avranno ripercussioni sulle prossime annate?” e poi… “ma chi ha perso il 40% del raccolto perderà più o meno anche il 40% dell’imbottigliato, o no?“.

Lasciamo perdere oggi le domande più o meno scomode, resta il fatto che più di un’azienda in Italia ha deciso di “passare la mano” in quest’anno così complicato.


courtesy Podere Casanova

Montepulciano è stato uno dei territori – non il solo, ma uno “dei” – dove, ci dicono, la malattia ha sferzato gravemente foglie e piante. Qualcuno pensa con danni che potrebbero riversarsi anche sulla produzione futura.

Proprio nel meraviglioso territorio poliziano lavorano Susanna ed Isodoro Rebatto, proprietari di Podere Casanova. L’azienda ha voluto dare un messaggio chiaro e forte, diffondendo a mezzo stampa la decisione di non produrre alcuna etichetta targata 2023, dal Vino Nobile al Rosso di Montepulciano agli IGT.


«Non è stata una decisione facile quella di non raccogliere quest’anno le nostre uve, ma ne siamo fermamente convinti. Una scelta coerente con la nostra visione, che mette in primo piano tutela dell’ambiente e salute di chi beve i nostri vini.

Le nostre vigne vengono infatti coltivate in modalità del tutto naturale, con una bassissima quantità di solfato di rame. La peronospora, che ha flagellato i vigneti di tutt’Italia, ha attaccato pesantemente anche i nostri e ci ha posto davanti alla scelta obbligata e coerente di rinunciare alla vendemmia, dato che per noi è impensabile fare più trattamenti di quelli che ci siamo fissati per essere davvero Azienda ecosostenibile e biologica.

Dopo il 3 luglio si sono interrotti i trattamenti e rinunciato alla vendemmia 2023 in quanto il rame utilizzato in tale data risultava pari a 1,8 kg per ettaro. Considerato che, per scelta aziendale, si utilizza al massimo il 50% del rame consentito in agricoltura biologica per la Regione Toscana (6kg/cu/ha), andare avanti avrebbe significato oltrepassare ogni tipologia di limite», così descrive il loro comunicato ai clienti e winelover.


courtesy Podere Casanova

Sicuramente una scelta dolorosa che però apprezziamo perché sincera. Per noi sbaglia anche chi pensa che certi comunicati siano creati anche per intenerire il pubblico e sbaglia perché il mondo degli appassionati è gigantesco e non sempre attento: va informato, va edotto.

Podere Casanova, come coloro che hanno fatto questa scelta penalizzante, si concentreranno su altri importanti aspetti del lavoro, sia in vigna che in cantina.


C’è chi dice “no”facciamoci caso, adesso ma anche il prossimo anno…





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fonte: Podere Casanova
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