bugey: terra di bollicine e piacevolezza


Bugey: piccolo territorio della piacevolezza immediata, di spumanti briosi e ottimo rapporto qualità prezzo.


ESPRIT FRANÇAIS: ESPLORAZIONI IN CORSO


Oggi lo Spirito Italiano torna a essere Esprit Français: explorations en cours… con Livio del Chiaro.


si legge (più o meno) in: 7 minuti


Dopo il primo articolo sul Klevener de Heiligenstein siete entrati nel nostro mood? Vi è venuta la nostra stessa sete di cultura e gusto alla scoperta dei luoghi, dei vitigni rari, delle piccole perle del vino francese?


Saranno semplici spunti per la conoscenza e l’approfondimento, alla portata di tutti, che potrete fare davvero vostri visitando i luoghi o leggendo testi specializzati.


background photo: spuntz

Prosegue così il viaggio virtuale per le colline, le valli, le campagne della Francia… oggi rimaniamo ad oriente ma scendiamo un po’ più a sud, non distanti da Lione e Grenoble, buona lettura.

[n.d.r.]


Bugey, terra di bollicine e piacevolezza


Oggi vi presento un’area vitivinicola che per molti è ancora in parte sconosciuta e, lo confesso, lo era anche per me fino a pochi anni fa.


Fu quasi casuale il mio approccio, ebbi l’opportunità durante una fiera in Francia e fortunatamente non mi feci scappare l’occasione. Bastò l’assaggio di qualche etichetta da questa piccola zona e… dalla curiosità all’amore il passo fu brevissimo!


Ricordo che mi colpirono d’impatto quegli chardonnay così minerali e freschi, quei rossi fruttati eppur leggeri e poi quelle bollicine inusuali e intriganti. Il tutto a prezzi davvero tentatori.


credits: Syndicat des Vins du Bugey

Nel tempo ho conosciuto vari produttori, dei veri vignerons sotto ogni punto di vista, che si sono sempre dimostrati gentili e disponibili, direi forse anche un poco sorpresi per questo interesse particolare riposto dagli italiani nella degustazione dei loro vini.


Fatto sta che, da quella fiera, ogni volta che nel catalogo di una manifestazione vedo un produttore del Bugey, mi ci precipito senza esitazioni e sempre con belle soddisfazioni. Anche quando ti fanno assaggiare del succo d’uva frizzante!


credits: Syndicat des Vins du Bugey

Ma dove si trova il Bugey? Siamo in un lembo di terra a sud della Jura e leggermente a nord-ovest rispetto alla Savoia, sulla sponda opposta del Rodano. A meno di 50 km ancora più a ovest troviamo il Beaujolais et Lyonnais.


Stiamo parlando di circa 500 ha ripartiti principalmente in 3 aree, da nord a sud: Cerdon, Montagnieu e Belley.



I vigneti a Cerdon si trovano su ripidi pendii con altitudini oltre i 500 m slm, a Montagnieu lungo la riva destra del Rodano e totalmente esposti a sud. A Belley troviamo una situazione molto eterogenea visto che i vigneti degradano dal Massiccio del Colombier a nord fino alla riva del Rodano.


Cerdon – foto: Stephane8888, (CC BY-SA 2.5)

Non troviamo dei vitigni autoctoni ma sono coltivati quelli delle zone limitrofe, Savoia e Beaujolais. Quindi per i bianchi principalmente Chardonnay e Altesse ed un poco di Aligotè, Mondeuse Blanc, Jacquère e Molette, mentre per i rossi Pinot Noir, Gamay, Mondeuse e, in misura minore, Poulsard.




Le Appelation presenti sono due, AOC Bugey e AOC Roussette de Bugey, entrambe molto giovani (del 2009).

La prima può presentare 4 denominazioni accessorie: AOC Bugey Manicle (bianco e rosso); AOC Bugey Montagnieu (rosso); AOC Bugey mousseux ou pétillant Cerdon; AOC Bugey mousseux ou pétillant Montagnieu.


In realtà esiste pure l’AOC Seyssel, una denominazione a cavallo tra Bugey e Savoia, spesso trattata con la Savoia.


Foglie d’Altesse – foto: Marianne Casamance, (CC BY-SA 4.0)

La Roussette de Bugey è un vino bianco fermo a base di Altesse, vitigno che anche qui, come in Savoia, viene chiamato Roussette. Sono bianchi freschi, non troppo profumati ma con buona mineralità.


Nell’AOC Bugey lo Chardonnay dà dei vini snelli, freschi e minerali, vini verticali che nelle annate calde possono ricordare dei Petit Chablis. Me ne sono innamorato subito.



I rossi a base di Gamay o Mondeuse sono intensi di colore ma soavi, succosi e gentili in bocca con sentori di frutta rossa fresca (fragoline, lamponi) e spezie piccanti al naso.


foto: Viking59 (PDM)

Ma la vera particolarità del Bugey è che circa il 60% dei vini prodotti sono spumanti, prodotti sia col Metodo tradizionale (Champenoise) che col Metodo ancestrale.


Per il Metodo tradizionale troviamo il Bugey Brut ed il Bugey Montagnieu Brut, entrambi a base di Chardonnay, Jacquère e Molette con un affinamento minimo di 9 e 12 mesi rispettivamente.


foto: jane2494


Troviamo anche la versione rosé a base di Gamay e Pinot Noir. Questi sono vini di mineralità e freschezza espressive, basati più su beva e prontezza che sulla complessità. Sempre con un ottimo rapporto qualità/prezzo.


Bougey Cerdon


Mi soffermo infine su un vino davvero particolare, rappresentativo e, posso dirlo, simbolo dell’AOC: il Bougey Cerdon, un metodo ancestrale rosato demi-sec a base di Gamay e Poulsard.


Pensate che questo vino viene prodotto da circa 40 produttori e rappresenta la metà della produzione di tutto il Bugey.


credits: Syndicat des Vins du Bugey

Il vino ha un peculiare colore rosato intenso che al naso ci riporta ai piccoli frutti rossi, fragoline selvatiche e ribes rosso su tutti.

In bocca è fresco eppur avvolgente, poco alcolico (circa 8%) e con un residuo zuccherino (sui 50 g/l) presente e piacevole.


Un vino che ancora una volta conferma la grande bevibilità di Bugey, perfettamente equilibrato tra acidità e sapidità da una parte e zucchero ed alcol dall’altra, perfetto per un aperitivo alla francese o per un dessert non troppo dolce a base di frutta rossa.




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Viareggino di nascita e fiorentino per amore, Livio Del Chiaro decise nel 2009 di stravolgere la sua vita, a 33 anni, dopo una tesi di laurea, un dottorato di ricerca e una borsa di studio in biologia molecolare. Diventa Miglior Sommelier d’Italia nel 2014 e con la sua dolce metà Bianca condividerà la passione per l’alta qualità e tutte le più belle avventure della vita anche professionale. Oggi sono co-titolari di una celebre enoteca nel centro storico di Firenze e qualificati assaggiatori nel mondo dei distillati, dell’olio e del cioccolato. Docente Fisar, Livio ama smoderatamente le piccole realtà artigianali dei vignaioli, una passione che lo ha portato a viaggiare per Italia e Francia (per adesso…) alla ricerca di piccole perle, di vitigni rari, di prodotti sempre nuovi e stimolanti