brunello ’18 e ’17: la nostra anteprima


Grande equilibrio con pochi “fattore b” e “tuffi al cuore”. Il nuovo Brunello convince senza entusiasmare. La nostra selezione di 30+4 etichette per l’abbinamento


Nove giorni cha hanno accolto un po’ tutti alla corte di sua maestà. Il Brunello di Montalcino, come nel 2021, si magnifica nell’ormai “suo” novembre vinicolo toscano.


si legge (più o meno) in: 6 minuti


La 31^ edizione di Benvenuto Brunello, secondo l’organizzazione, ha coinvolto quasi duemila partecipanti, interessando non solo referenze italiane ma spingendosi anche oltreconfine per la giornata del 17 novembre.


Un’anteprima vissuta in contemporanea a Londra, Los Angeles, New York e Toronto, con circa 700 partecipanti totali fra giornalisti, distributori, importatori, sommelier e operatori dell’ho.re.ca. e del retail.


foto: PB ©

Un migliaio gli esponenti selezionati della stampa nazionale ed estera, sommelier dell’alta ristorazione, master of wine, operatori e appassionati di Brunello che sono invece stati accolti nel borgo di Montalcino per l’assaggio di oltre 300 etichette da 137 cantine.


Abbiamo atteso un pochino per darvi notizia, per raccontarvi qualche assaggio, per farvi una nostra selezione.


oto: PB ©

Siamo stati a Montalcino nelle prime giornate ma abbiamo volutamente evitato la rincorsa compulsiva allo “scoop”, alla logica per cui “chi primo arriva, fa prima notizia”.

Premesso che la notizia fresca è sempre gradita, ci sembra oggettivamente priva di significato intrinseco la gara con spallata a “chi lo dice prima”, almeno per il Brunello di Montalcino.



Il Brunello è il Brunello, assaggiarlo e recensirlo per primi non significa assaggiarlo e recensirlo meglio. Confesso di essermi ricreduto anche io a posteriori, più volte in tanti anni, sulla valutazione fatta in fase di anteprima.


foto: PB ©

Se il Consorzio stesso ormai ha deciso di valutare ogni annata dopo un po’ di affinamento, significa che il sangiovese è straordinario e sorprendente anche nel tempo.

Chiaro che una vendemmia non è come la messa in bottiglia ma il concetto per cui, anche a Benvenuto Brunello 2022, ci siano state aziende che non hanno presentato loro referenze, lascia intendere molto e fa un minimo comprendere il perché di questo prologo.


foto: PB ©

Il Brunello sa stupire negli anni, sicuramente assaggiando centinaia di campioni puoi farti una buona idea di massima ma questo è un vino abituato a sorprendere con il tempo che passa.


Detto questo e assodato il fatto che solo Wine Spectator e pochissimi altri media al mondo possano permettersi l’egocentrica prepotenza di fare notizia e mercato (sbaragliando poi qualsiasi pre-considerazione fatta anticipatamente da tutti noi poveri eno-mortali, “de vino morituri“, chi più chi meno presuntuosi sedicenti influencer), come sempre abbiamo preferito recensire secondo un’altra logica.


foto: PB ©

La logica del punteggio alle anteprime per noi non convince quasi più, almeno quello fatto da buona parte della comunicazione di settore, lo dico da tempo. La valutazione è importante, qualche informazione sulle peculiarità altrettanto, ma lo stillicidio per un pugno di punti” che si legge su alcune testate – anche autorevoli – nel 2022 sta sfiorando il ridicolo.


E’ altrettanto chiaro che i lettori devono essere stimolati e un minimo di giudizio deve comunque far parte del gioco.


foto: PB ©

Per il Brunello di Montalcino abbiamo quindi più o meno riconfermato la formula dello scorso anno, selezionando un vino per azienda fra i nostri migliori assaggi e cercando di contestualizzarli nell’abbinamento, un po’ seriamente un po’ per sfida da tentare anche a casa vostra.



Trenta Brunello fra i più buoni, comunque leggermente differenziati per valutazione, e presi da ognuna delle 4 categorie con cui sono stati presentati a Benvenuto Brunello 2022:

  • Brunello di Montalcino 2018
  • Brunello di Montalcino 2018 vigna
  • Brunello di Montalcino 2018 altra etichetta o altro Brunello annata
  • Brunello di Montalcino riserva 2017

courtesy: Ufficio stampa Consorzio del Brunello di Montalcino

Ai 30 Brunello di Montalcino DOCG (2018/ris 2017) da provare con:

  • primi piatti di terra
  • secondi piatti strutturati
  • secondi piatti particolarmente strutturati

abbiamo aggiunto altri 4 vini “made in Montalcino”: 2 buonissimi Moscadello di Montalcino – potevamo rimanere senza un vino da dessert? – e 2 eccellenti Rosso di Montalcino – i Rosso li avevamo già trattati in Red Montalcino ma ci dispiaceva proprio evitarli del tutto –



foto: PB ©

Ecco che ci siamo, lo vedrete sotto, divertiti nel gioco del possibile suggerimento di quei vini che, in base al corpo, possono essere accompagnati durante tutto un pranzo o una cena “di alto livello”.


Non incorriamo in fraintendimenti: tante delle etichette selezionate sono già adesso bivalenti se non addirittura tri-valenti. La scelta di suggerire un vino a una precisa portata è la volontà di metterne in luce determinate caratteristiche sensoriali particolarmente spiccate.


foto: PB ©

Sapete oltretutto molto bene che i Brunello giovani presentano durezze (acidità, astringenza) che col tempo si smussano e un vino adesso proposto in abbinamento su (ad esempio) un secondo piatto particolarmente strutturato, potrebbe fra 10 o 20 anni, una volta evolutosi, sublimarsi con un secondo piatto di carne non opulente.


foto: PB ©

Ne abbiamo già sentite parecchie di opinioni su queste nuove annate ilcinesi in anteprima. Il parere degli altri ci interessa marginalmente, lo sapete, ci teniamo a esprimere sempre il nostro pensiero perché certi della nostra deontologia, della libertà di espressione che ci contraddistingue così come siamo sempre rispettosi del lavoro nostro e, soprattutto, degli altri.


Oggettivamente ci aspettavamo qualcosa in più dalla 2018, un’annata che ci ha emozionato solo raramente durante gli assaggi. Forse le aspettative erano eccessive – non penso – comunque gli occhi sono “brillati” non spessissimo. Intendiamoci: tanti buoni, però quel “quid“, quel “plus“, quel “fattore b” – insomma, chiamatelo come vi pare – non è emerso copioso. Tanto equilibrio, tanta affabilità ma meno emozioni al primo sorso.


Mi è complessivamente parso di scorgere, nella 2018, anche una discreta forbice fra i big storici e i meno noti. Qualche outsider è comunque uscito fuori e, ovviamente, è stato un piacere maggiore metterlo nei 30.


foto: PB ©

Bene, a parer mio, molto bene, i Riserva 2017. Tendenzialmente concentrati ma quasi mai sopra le righe. Ovviamente, nel complesso, meglio rispetto ai “fratelli” annata 2017 dello scorso anno. Un dato di fatto che però non era scontato.



Come sarà giudicata la vendemmia 2022 lo sapremo invece fra un po’ di mesi. Intanto è stata posta l’apposita piastrella celebrativa fimata da Brunello Cucinelli, imprenditore illuminato e stilista del cashmere “made in Italy” conosciuto in tutto il mondo. Una mattonella essenziale su sfondo totalmente bianco, che rimanda al gusto classico e incentrata su Dioniso, dio della vite e del vino per gli antichi greci.


courtesy: Ufficio stampa Consorzio del Brunello di Montalcino

Qualcosina sull’organizzazione. Io mi sono trovato essenzialmente bene. Una giornata per gli assaggi, tutto sommato, è un compromesso accettabile visti i tempi che corrono. Certo che la buon “vecchia” due giorni con presenza dei produttori… era un’altra cosa.


Premesso che comunque e ovunque: “sempre si stava meglio quando si stava peggio” e di lamentele se ne sentivano anche allora…, nessuno può permettersi di valutare la scelta a priori del Consorzio se non chi ne fa parte.



Si è evidentemente scelta la strada di aprirsi maggiormente al mondo della comunicazione e dell’immagine sacrificando alcuni aspetti. Per chi ha potuto usufruire soltanto del mattino o del pomeriggio per gli assaggi, non deve essere stato assolutamente semplice. Spesso serve anche un’ora intera per trovare concentrazione e ritmo, pensare di fare una degustazione esauriente in mezza giornata è oltremodo utopico, questo dall’organizzazione deve essere valutato per il futuro.


foto: PB ©

Bene l’organizzazione sulla distribuzione dei tavoli e molto bene il servizio dei sommelier però il vero “neo” è stata la progressiva assenza delle referenze. Sono stato personalmente fortunato, nella mattina di domenica 13 si lamentavano le indisponibilità di pochissime etichette sulle circa 300 previste. Già nel pomeriggio era cresciuto sensibilmente il numero dei vini terminati e (per quanto ne sappiamo) la situazione è progressivamente peggiorata nei giorni successivi. Questo non può accadere: o si crede in un progetto di promozione oppure non ci si crede: vie di mezzo in questa strategia non possono esistere nonostante si comprenda che gli attori in gioco siano tanti.



Veniamo agli assaggi: abbiamo selezionato 30 campioni (massimo uno per azienda) fra:

  • Brunello di Montalcino 2018
  • Brunello di Montalcino 2018 vigna
  • Brunello di Montalcino 2018 altra etichetta o altro Brunello annata
  • Brunello di Montalcino riserva 2017

a cui abbiamo aggiunto altri 4 vini: 2 eccellenti Rosso di Montalcino (uno delicato quasi da aperitivo, l’altro corposo, buono anche per un abbinamento a secondo piatto di carne) e 2 ottimi Moscadello di Montalcino per il dessert


foto: PB ©

La nostra “selezione a tutto pasto“, un’etichetta per ogni azienda, in estrema sintesi e… in ordine valutativo per abbinamento e tipologia.



Montalcino “a tutto pasto”


ai primi piatti di terra


Brunello di Montalcino Castello Banfi 2018 – Banfi
Ben fatto, ingolosisce fin dall’esordio profumato di violetta, spezie e tabacco. Soddisfa in lunghezza, ha il frutto centrale ma non lo ostenta con vigore
 
 
Brunello di Montalcino 2018 – Beatesca
Estremamente succoso, delicatamente piacevole. Un Brunello cortese e tipico che non teme i secondi piatti ma certamente bivalente. Buono, davvero molto buono
 
 
Brunello di Montalcino 2018 – Castello Romitorio
Affabile, equilibrato, lunghissimo senza sbavature. Tanta ciliegia e fiori con ottima freschezza e tannino setoso. Il vino che ci ha sorpreso piacevolmente nella gamma aziendale
 
 
Brunello di Montalcino 2018 – Gorelli
Brunello fine che gioca di fioretto con aromi di mandarino, ribes, tanti petali con stuzzicanti pungenze di pepe rosa. Fra i migliori nella sua categoria, senza problemi anche su pici al ragù di cinta.
 
 
Brunello di Montalcino Jacopus 2018 – La Togata
Seducente ai sensi, di preciso equilibrio. Ciliegia scura al centro e attorno universo floreale rosso con finale di caramella di arancia. Dei 5 Brunello ’18 La Togata è quello che più ci convince
 
 
Brunello di Montalcino Campo del drago 2018 – Castiglion del Bosco
Rispettoso della tradizione, durezze da smaltire ma complessivamente garbato, meno frutto e tanto fiore, finale pepato e di arancia amara. Gustoso in progress
 
 
Brunello di Montalcino Progetto prime donne 2018 – Donatella Cinelli Colombini
Ammicca gioioso e profumato di ribes, fragola e cannella. Tannini didascalici ma è davvero tutto ben amalgamato e bilanciato. Buona lunghezza
 
 
Brunello di Montalcino Ofelio 2018 – Patrizia Cencioni
Luminoso dall’estrema pulizia al sorso. Ottima concentrazione del sapore senza appesantire sulle papille. Scorre con ricordi di amarena e rosa, giustamente fresco.
 
 
Brunello riserva di Montalcino 2017 – Paradiso di Cacuci
Non aspettatevi sempre la forza perché anche un riserva, e 2017, può avere senso su un primo piatto: piacevole e delicatissimo, di ciliegia, cassis e piccoli frutti rossi. Un po’ caldo sul finale ma si beve con agilità

foto: PB ©

ai secondi piatti strutturati


Brunello di Montalcino 2018 – Pietroso
Eleganza estrema, qualcuno direbbe un marchio di fabbrica. Difficile trovare qualcosa che non vada in un vino che svaria fra i profumi più tipici del sangiovese e dove aggiunge spezia lo fa con scrupolo. Tannini esemplari, chiusura sapida. Eccelso, best in category
 
 
Brunello di Montalcino 2018 – Col d’Orcia
Grande espressività, bello da vedere diventa bellissimo tanto è buono da assaggiare. Signorile, generoso senza strafare, racconta il territorio ma sa abbellirsi con il terziario fatto di dolci spezie e gianduja. Ottimo in persistenza, ad un niente da essere il migliore nella categoria di annata
 
 
Brunello di Montalcino Il vino dei poeti 2018 – Bottega
Colore accattivante, un concentrato olfattivo di prugna e amarena che si rinnova in bocca con sostanza corposa. Bene su carne alla brace ma ambisce anche a qualcosa di più ricco nel piatto
 
 
Brunello di Montalcino 2018 – Roberto Cipresso
Ciliegia durona, legno di sandalo e pot-pourri. Un avvio vellutato e una morbidezza d’insieme che però avvisa la presenza della componente fenolica astringente ma comunque pulita. Diremmo bilanciato, forse anche troppo, è sicuramente piacevole senza discussione.
 
 
Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2018 – Le Gode
C’è sostanza ma anche tanta verve nel calice. Un percorso che dalla mora fresca va verso la violetta, erbe aromatiche e noce moscata. Il tratto floreale prosegue a lungo e il suo corpo non opprime. Finale sapido, bellissima sorpresa
 
 
Brunello di Montalcino Poggiarelli 2018 – Cortonesi
Tanta mora e ribes nero che escono dai suoi riflessi porpora. Viaggio aromatico appagante, quasi ammaliante che dimentichi al palato tanto è concreto e sincero. Lo inseriamo sui secondi piatti strutturati ma il suo tannino scalpitante ma di superba matrice, non teme certamente l’abbinamento a uno stufato.
 
 
Brunello di Montalcino P.56 Oliveto 2018 – Tenuta Buon Tempo
Un granato semitrasparente che inganna i sensi perché in bocca è prestante, saporito, dai rimandi di mora, lavanda e carne. Di vecchio stampo ma di peculiarità moderne, mai opprimente con lunga scia salmastra
 
 
Brunello di Montalcino Vigna soccorso 2018 – Tiezzi
Caleidoscopio aromatico che parte di mirtillo va su agrume girando su petali di violetta e note di terra. Chiodi di garofano e foglia di tabacco ritornano anche sulle papille che sentono buona sostanza con estrema rincorsa temporale fruttata
 
 
Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2018 – Canalicchio di sopra
Si apre come un mazzo di rose e viole, accarezza il naso con rimandi di mora, arancia, mirto e noce moscata. Poi scende sulla lingua e capisci la sua elegante severità. Tannini seriosi seppur non aggressivi che te lo fanno immaginare sulla tavola dei tuoi nipoti. Non perde mai il frutto, semmai lo rende lievemente amaricante sul finale.
 
 
Brunello di Montalcino Ciliegio 2018 – La Magia
Amarena, giaggiolo e liquirizia. Un vino che ancora deve acquietarsi e termina con note di rabarbaro ma risulta eccitante il lungo percorso del suo gusto. Outsider
 
 
Brunello di Montalcino Paesaggio inatteso 2018 – Camigliano
Erbe aromatiche, rosa fresca con tanto carattere fruttato. L’astringenza marca il sorso ma lo fa con grande pregio. Siamo davanti a un grande vino, persistente con finale un po’ caldo. Il paesaggio è inatteso, il successo invece ce lo aspettiamo
 
 
Brunello di Montalcino Piero 2018 – Talenti
Tendenzialmente delicato, non aggredisce e non persiste troppo ma ha grande equilibrio e una piacevolezza da bere sorso dopo sorso dopo sorso. Anche per primi al ragù

foto: PB ©

ai secondi piatti particolarmente strutturati


Brunello di Montalcino Vignavecchia 2018 – San Polo
Se lo guardi ti invaghisci: ha i colori del Brunello più tipico. Se lo assaggi quasi ti innamori: tantissimi riconoscimenti aromatici su cui staccano tabacco, liquirizia, amarena mora e pansè. In bocca vibra, pare avere tutto, compreso un tannino scalpitante e un lungo finale sapido
 
 
Brunello di Montalcino Vigna Loreto 2018 – Mastrojanni
Al naso non sa entusiasmare ma già al primo sorso si capisce la stoffa pregiata. Un rilascio infinito di ricordi aromatici che mettono al centro la frutta scura e la impreziosicono con caffé, cioccolato al latte, mentuccia e tamarindo. Le sue componenti lo rendono impressionante per carattere e nobiltà. Chiusura piacevolmente pepata
 
 
Brunello di Montalcino Ugolaia 2017 – Lisini
Quanta sostanza in un calice: mirtillo, amarena, violetta, ritorni di erbe aromatiche e ricordi di caramella. Una perfetta integrazione di note speziate e caffè. Un po’ ammiccante ma in bocca ha tannini superbi e bilanciamento esemplare. Fra i migliori Ugolaia degli ultimi anni, anche per lunghezza.
 
 
Brunello di Montalcino Fior di meliloto 2018 – Tenuta Corte Pavone – Loacker WE
Concentrato nei profumi e nel corpo. Al naso sa di prugna in confettura, mirtillo e rosmarino con pepe bianco e lillà. Denso all’assaggio, generoso nel gusto e robusto nel corpo. Solido sostegno tannico con ottima lunghezza e finale di chinotto e eucalipto.
 
 
Brunello riserva di Montalcino 2017 – La Fornace
Profumi di ciclamino corredano mirtillo, cacao, alloro e scorza di agrume. Di grande concretezza, pochi salamelecchi come il sangiovese richiede. Tannini da plasmare ma sono perfetti nella pulizia e lo lanciano, complice l’acidità, verso un futuro luminosissimo. Che stile signori!
 
 
Brunello riserva di Montalcino 2017 – Capanna
Vino completo che mette tutti d’accordo: profumi varietali ben integrati da percettibili profumi terziari da legno. In bocca entra fresco e unisce l’agrume alla mora di rovo, la lavanda al karkade. Nello svolgimento si ammorbidisce verso un finale più caldo ma tanta è la lunghezza del sapore
 
 
Brunello riserva di Montalcino 2017 – Carpineto
Sicuramente affabile, lo ruberesti con gli occhi e al naso ti avvolge con fiori, note ferrose, mora gelée e ribes nero. Estrema coerenza gusto-olfattiva, si attesta sulla lingua con carattere moderno, gusto prolungato e lungo finale con congedo balsamico
 
 
Brunello riserva di Montalcino 2017 – Fattoria dei Barbi
Piacevolezza d’insieme, anche nella 2017 riesce a contenersi in esuberanza e mostrare il suo lato più elegante. Mammola e lamponi in confettura, cacao e foglia di tabacco. Tannini esemplari e centralità gustativa di amarena fresca che non cede nei secondi
 
 
Brunello riserva di Montalcino Diecianni 2013 – Le Chiuse
A nove anni dalla vendemmia sfida il tempo con manto granato e un percorso gustativo quasi austero. Gelso nero, pot-pourri, cuoio e sottobosco. E’ altamente piacevole ma al momento le sue durezze la fanno preferire in abbinamento a uno spezzatino di cervo piuttosto che in solitaria. Vino d’essai


#nonsolobrunello…


Rosso di Montalcino Rossoforte 2020 – Ciacci Piccolomini d’Aragona
Semitrasparente, un giovane esemplare che ritorna fragoline, mandarino e fiori freschi con semplicità. In bocca ha tanta verve, buono per primi piatti ma anche su antipasti della tradizione. Un bacio leggermente piccante è il suo intrigante saluto sul finale
 
Rosso di Montalcino 2021 – Capanne Ricci – Tenimenti Ricci
Se cercate un Rosso sempliciotto guardate altrove, se invece ne volete uno da provare anche su secondi piatti… difficilmente troverete di meglio. Visciola fresca, rosa rossa, bergamotto, erbe aromatiche che in bocca sono controllate da un tannino, incisivo per la tipologia, ma davvero fatto egregiamente. E poi è lungo, parecchio. Odiamo la parola “Brunellino” ma qui, forse forse…
 


foto: PB ©

 
Moscadello di Montalcino Vendemmia tardiva 2016 – Mocali
Albicocca, mango, ginestra che dal naso scendono al palato e si uniscono a note di fico, passion fruit, ginger e cera d’api. Persistenza da paura, dolcezza contenuta, il miglior Moscadello della giornata
 
 
Moscadello di Montalcino 2016 – La Poderina
Altro buonissimo esemplare che richiama la pesca sciroppata, caramella d’orzo, vaniglia, cocco e ananas candito. Dolci riverberi di zagara emergono nei secondi, è zuccherino ma al tempo stesso molto persistente


Volendo, per forza, sintetizzare…


Best in show
Brunello di Montalcino 2018 Pietroso
Brunello di Montalcino Vignavecchia 2018 San Polo
Brunello di Montalcino Ugolaia 2017 Lisini
Brunello riserva di Montalcino 2017 La Fornace
Rosso di Montalcino Rossoforte 2020 Ciacci Piccolomini d’Aragona
Moscadello di Montalcino Vendemmia tardiva 2016 Mocali

foto: PB ©

Chiudiamo con l’assegnazione del Leccio d’Oro, il riconoscimento che dal 1994 premia i ristoranti e le enoteche nazionali ed estere con una wine list particolarmente rappresentativa dei vini espressione di Montalcino, a partire proprio dal Brunello. Ecco i vincitori:

  • Ristorante estero: Hide (Londra, Regno Unito)
  • Ristorante italiano: Varrone (Milano)
  • Enoteca internazionale: Eataly New York Flatiron (New York, USA)
  • Enoteca italiana: Enoteca Rocchi (Roma)
  • “Rosso di Montalcino”: La Dolce Vita (Montepulciano)





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fonte: Ufficio stampa Consorzio del Brunello di Montalcino – Ispropress

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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.