barolo città del vino 2021


Assegnato a Barolo il riconoscimento di “Città Italiana del Vino 2021”


Una bella idea quella di Città del vino per mettere in risalto l’influenza della cultura del vino nella società, nel paesaggio, nella cultura e nell’economia locale.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


Un concorso tra i Comuni a vocazione vitivinicola ed enoturistica e di fatto un’occasione per promuovere anche modelli virtuosi di gestione del territorio e valori culturali e di sostenibilità.


Con il Patrocinio del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Barolo (CN) ha vinto il riconoscimento di Città Italiana del Vino 2021 davanti ad altri comuni assolutamente degni di menzione come Bianco (RC), Duino Aurisina (TS), Montepulciano (SI), Montespertoli (FI), Taurasi (Av) e Tollo (CH).

A Duino Aurisina e Montepulciano, la commissione ha riconosciuto una menzione speciale per la validità del loro progetto culturale.


credit: Comune di Barolo

Il programma vincitore di Barolo, che prevede vari eventi come mostre, seminari, Lectio magistralis, installazioni artistiche e tanto altro, è stato sviluppato dal Comune in collaborazione con la Barolo&Castle Foundation, che è anche il braccio esecutivo del calendario di appuntamenti della Città Italiana del Vino 2021.

Renata Bianco, sindaco di Barolo, ha dichiarato: “Siamo molto contenti che sia stato premiato il nostro dossier e lo sforzo di coinvolgimento del territorio e delle istituzioni locali e regionali, che ci supporteranno nel programma di appuntamenti ed eventi previsti per il 2021. Il 2020 è stato un anno molto difficile e crediamo che questa iniziativa sia un forte messaggio di speranza e ripartenza”.


Barolo & Castles Foundation e in particolare il WiMu-Museo del Vino di Barolo (gestito dalla Fondazione) sono gli organi tecnici che supervisioneranno un articolato programma d’iniziative che mette a sistema tanti enti e istituzioni locali.


Complessivamente sono previste 24 grandi iniziative nell’ambito del programma di “Barolo Città Italiana del Vino 2021“.

Tra queste, per i temi della “memoria” e della “comunità”, la Hall of Fame, cioè la cerimonia d’ingresso nel Museo del Vino delle grandi personalità del vino italiano.

Inoltre gemellaggi internazionali tra realtà museali e territori del vino; iniziative di avvicinamento tra campagne e città; la Convention d’Autunno delle Città del Vino; ma anche mostre di arte contemporanea in alcune cantine del Barolo, queste in collaborazione con Artissima, la principale fiera italiana di settore.


E naturalmente, se la situazione sanitaria lo consentirà, grandi degustazioni di Barolo.

Il programma sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito internet ufficiale, in fase di realizzazione.


Castello Falletti a Barolo – credit: Taz, via Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

“Non è stato facile giungere alla scelta finale – sottolinea il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon – a conferma della validità dei dossier presentati dai sette Comuni.

Abbiamo comunque colto gli obiettivi che avevamo con l’avvio di questa prima edizione: mettere in risalto la cultura enologica ed enoturistica di un territorio, la sua influenza nella società e nell’economia locale; inoltre vogliamo promuovere tutte quelle buone pratiche che valorizzano la biodiversità, la tutela dell’ambiente e che possano portare benefici anche permanenti in termini di servizi, infrastrutture, eventi”.


fonte: Città del vino
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