assodistil: basta disinformazione!


Serve rispetto per chi lavora con serietà e qualità. Assodistil tuona contro la disinformazione.


Ci pare giustissimo raccogliere la presa di posizione di Assodistil nei confronti dei messaggi fuorvianti che ultimamente hanno fatto irritare non poco molti primattori dell’alto grado italiano di qualità


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


La nota, firmata in primis dal Presidente del Comitato nazionale Acquaviti e Liquori Cesare Mazzetti e condivisa da 45 distillerie associate, parla chiaro fin dall’incipit: «Ci vuole più unità nel settore distillatorio e rispetto per tutte le numerose aziende piccole e grandi che lo animano».



Ma tutto questo perché?


Sono stati troppi i messaggi recentemente apparsi sui vari canali media che hanno sia fatto disinformazione che dato adito a possibili insinuazioni senza credito alcuno.



Riprendiamo quindi i paragrafi salienti dalla nota Assodistil e rafforzata anche dal messaggio video che riproponiamo sopra: «Negli ultimi mesi abbiamo assistito alla diffusione di numerosi e ripetuti contenuti “fuorvianti e maliziosi”, diffusi sul web e a mezzo stampa, nei quali, ad esempio, si suggeriva un utilizzo scorretto del caramello da parte di molti produttori italiani al fine di conferire colore ai propri prodotti, simulando invecchiamento in botte, si fornivano interpretazioni unilaterali in merito all’uso del termine artigianale o vademecum per l’interpretazione delle etichette, che implicavano malizia da parte di molti operatori nella creazione delle stesse».


foto David Greenwood-Haigh

«Vogliamo precisare che il settore distillatorio è un’eccellenza agroalimentare italiana, popolato da tantissime piccole e medie imprese che lavorano seriamente, ogni giorno e da molti decenni, per produrre distillati di alta qualità in condizioni di estremo controllo amministrativo.


Ogni goccia di acquavite è tracciata, ogni minuto di invecchiamento è certificato, ogni etichetta è controllata dagli appositi organismi».


foto: Andrea Som


Una replica quindi secca, decisa e inevitabile a firma congiunta di Cesare Mazzetti e delle distillerie: Acquavite, Distillerie Bagnoli, Distilleria Bartin, Bepi Tosolini, Berta, Bertagnolli, Bonollo Umberto, Bonollo, Bottega, Distilleria Fratelli Caffo, Ciemme Liquori, Andrea Da Ponte, D’Auria, De Luca, Deta    Distilleria, Distillati Group, Distribuzione Alcoli Italia, Franciacorta creme, Domenis 1898, Faled Distillerie, Distillerie Franciacorta – Stock, F.lli Francoli, Italcoral, Locatelli Fabrizio, Marzadro, Maschio Bonaventura, Distillerie Mazzari, Mazzetti D’Altavilla, Montanaro, Montenegro, Nannoni Grappa, Distilleria Nardini, Distilleria Negroni, Distilleria Pircher, Distilleria Pisoni, Poli Distillerie, Distilleria Prete, Roner, Rossi D’Angera, Fratelli Russo snc, Santa Teresa dei Fratelli Marolo, Distilleria Segnana, Distilleria Sibona, Distillerie Trentine, Val del Marta, Vener Francesco, Vieux Moulin, Walcher.


Tutti d’accordo sul fatto che serva unità, serietà e rispetto sia nel lavoro che nella comunicazione dello stesso: «Lasciare intendere che buona parte del settore realizzi delle scorrettezze di questo tipo rischia di screditare il lavoro delle aziende e di sminuire il severo controllo degli organi preposti.



Tutti noi crediamo che la crescita del comparto possa essere stimolata solo lavorando insieme, concorrendo sul mercato con correttezza.


foto:  Irenna86

AssoDistil auspica un continuo confronto tra tutti gli operatori, nel pieno rispetto reciproco anche da un punto di vista comunicativo. Il settore ha numerose anime, ma deve avere un solo spirito, quello della qualità e della trasparenza».




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a cura della redazione di spiritoitaliano.net