se anche il prosecco se la complica…


Ombre su disaccordi e possibili accordi fra le 3 DOP del Prosecco. Nessuna reale dichiarazione ufficiale sull’accaduto ma politica e associazioni si fanno sentire


Abbastanza per non parlarne, ancora poco per capire dove porteranno le frizioni emerse in queste settimane: anche il Prosecco pare complicarsi la vita.


[si legge (più o meno) in: 3 minuti]


E’ “tutto dire” quando anche il vino italiano più esportato nel mondo sembra trovarsi autonomamente degli ostacoli in chiave business.


Limitando al minimo le dichiarazioni ufficiali, i 3 consorzi Asolo DOCG, Conegliano Valdobbiadene DOCG e Prosecco DOC stanno probabilmente confrontandosi e scontrandosi con colpi più o meno “sotto la cintura” provocando il risentimento del mondo politico e industriale trevigiano e veneto.


Secondo il Gazzettino sarebbe arrivata nei giorni scorsi sui tavoli ministeriali delle Politiche agricole una richiesta da parte del Consorzio di tutela del Prosecco DOC per regolamentare le denominazioni proponendo anche l’eliminazione della dicitura “Superiore” sulle etichette DOCG e un divieto di comparazione fra le DOP


foto: courtesy Consorzio tutela Prosecco Superiore DOCG

Se i 3 protagonisti si accorderanno (c’è chi parla addirittura di un’accorpamento, a noi pare improbabile) o si daranno battaglia dopo che dal ministero arriverà una proposta per l’intesa, questo lo vedremo a breve.


foto: Segreteria Clap – courtesy Consorzio tutela Prosecco DOC

Sicuramente il governatore Luca Zaia, considerato uno dei principali artefici del successo iniziale del Prosecco quando si trovava ad amministrare il MIPAAF poco più di 10 anni fa, appare fortemente contrariato e sempre sul Gazzettino teme un deterioramento della situazione tale da portare a vie legali e al danneggiamento di immagine e di business per la bollicina italiana più esportata.



Grande perplessità anche da Coldiretti Veneto e dal direttore Marina Montedoro: «Apprendiamo dalla stampa ciò che sta succedendo all’interno del “sistema Prosecco”. Avremmo preferito essere coinvolti nel dibattito, piuttosto che esserne informati dai giornali. Di certo non è così che si difendono gli interessi dei produttori, creando un clima di incertezza ulteriore che non pagherà, qualunque sia l’obiettivo finale di questa diatriba che al momento facciamo fatica a comprendere.


foto: Arcangelo Piai ©, courtesy Consorzio tutela Prosecco Superiore DOCG

Coldiretti non può che registrare con profonda delusione il metodo adottato per affrontare la questione, il momento scelto per parlarne e il grave danno di immagine che ne deriverà.


Con la siccità che sta creando perdite al settore agricolo senza precedenti, la flavescenza dorata, un conflitto mondiale in atto a cui si aggiunge ora la crisi di governo, auspichiamo che il buonsenso prevalga. Non bisogna sprecare energie per polemiche che si possono discutere nei luoghi adatti quando i problemi reali sono altri come la reperibilità di materie prime e la siccità».


foto: LC-click

E mentre ieri il CdA del Consorzio di tutela della DOC Prosecco ha voluto mettere cenere sul fuoco precisando che le parole del direttore Luca Giavi sono state malamente estrapolate da un’esposizione più ampia che suggeriva il corretto utilizzo del termine “superiore” senza assolutamente voler intendere l’esclusione della possibilità del suo utilizzo, sono arrivati anche i toni cupi delle parole di Assoindustria Venetocentro.



Il presidente del Gruppo Vinicolo Distillati e Liquori di Assindustria Venetocentro Armando Serena (che, n.b., rappresenta i maggiori produttori del Prosecco) ha espresso in un comunicato: «preoccupazione e disappunto per le polemiche tra le Denominazioni a mezzo stampa. Polemiche del tutto inopportune anche perché originate da dichiarazioni pubbliche in assenza di qualunque pronunciamento o posizione formale degli organismi e degli organi preposti alla tutela di questa importante filiera.


È un metodo che non condividiamo e che rischia di alimentare contrapposizioni strumentali assolutamente fuori luogo. Le attuali tre Denominazioni riflettono un percorso storico di assoluto valore che merita rispetto. Ognuna con le proprie specificità, che trovano espressione e valore sui mercati internazionali. Anche negli ultimi anni tutte e tre le Denominazioni hanno conosciuto una crescita importante e l’apprezzamento di milioni di consumatori nel mondo, che ne fanno il vino italiano di maggiore successo».


foto: eroyka

Per adesso ci fermiamo qui ma la querelle o si riesce a stoppare subito oppure, abbiamo l’impressione, potrà riservare numerosi mal di pancia a tanti protagonisti, primattori o comparse, del sistema.




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fonte: gazzettino.it – Assoindustria Venetocentro – agricultura.it – Coldiretti Veneto

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a cura della redazione di spiritoitaliano.net