l’alcol nuoce davvero alla salute?


L’Unione Europea mette il consumo dell’alcol sotto accusa nella lotta contro il cancro. Ma c’è il consumo e il consumo nocivo…
Botta, con risposta dalla CEEV.


Il 4 febbraio si è celebrata la “Giornata mondiale contro il cancro”, the World Cancer Day, promossa dalla UICC (Union for International Cancer Control) e sostenuta dall’OMS.


[si legge (più o meno) in: 4 minuti]


Ha scosso l’opinione, anche duramente, il piano europeo di lotta contro il cancro, priorità fondamentale della Commissione Von der Leyen, in cui sono state definite e finanziate con 4 miliardi di euro 10 iniziative faro e numerose azioni di supporto per combattere quelle abitudini che possono più facilmente portare alla malattia.


foto: USA-Reiseblogger

Per carità, niente da appuntare (ci mancherebbe e lo premettiamo subito) su quanto sia fondamentale investire in prevenzione, individuazione precoce, diagnosi, trattamento e miglioramento della qualità della vita.


Sta facendo però discutere non poco, fra le misure da adottare per la prevenzione, quella riportata come azione finalizzata “ad arginare i principali fattori di rischio, ad esempio il tabagismo (affinché entro il 2040 la percentuale di popolazione che fa uso di tabacco sia inferiore al 5 %), il consumo nocivo di alcol, l’inquinamento ambientale e le sostanze pericolose”.


foto: Bruno /Germany

Capite che, nel nostro mondo spirits, il concetto abbia fatto storcere il naso e drizzare le orecchie a molti.

Soprattutto se consideriamo il mondo degli wine & low spirits, la linea dettata dal piano insinua timori comprensibili e neppure troppo ingiustificati.


L’indice puntato contro l’alcol al pari del tabagismo, dell’inquinamento ambientale e delle sostanze pericolose, può trovare d’accordo l’astemio, far riflettere il consumatore, far esitare l’appassionato, e può far inorridire il preparato professionista del settore.


foto: Gerd Altmann

Sono arrivate così immediatamente le precisazioni delle figure istituzionali più influenti di CEEV (Comitato Europeo delle imprese vinicole) che hanno tenuto a sottolineare il sostegno alle iniziative e, al tempo stesso, fare dei netti distinguo.



Jean-Marie Barillère, presidente della CEEV ha premesso che: «La comunicazione della Commissione è un passo fondamentale nella risposta dell’UE alla crescente sfida del cancro e le aziende vinicole europee continueranno a collaborare con le istituzioni dell’UE per ridurre il consumo dannoso di alcol».


Poi ha aggiunto: «Il settore vitivinicolo dell’UE ha dimostrato negli ultimi 12 anni il suo forte impegno attraverso il programma Wine in moderation per promuovere un consumo di vino responsabile e ridurre i danni legati al consumo eccessivo e irresponsabile».


foto: TheAndrasBarta

A questo ha fatto seguito la dichiarazione del Segretario generale CEEV Ignacio Sánchez Recarte il quale, dopo l’incipit: «Rimarremo attenti allo sviluppo delle azioni proposte nel campo della tassazione e dell’informazione dei consumatori per garantire che la riduzione del consumo dannoso di alcol rimanga realmente l’obiettivo e la priorità principale»,



ha poi proseguito affermando di quanto sia cruciale il ruolo della buona e giusta comunicazione: «La promozione consente ai produttori di vino di trasmettere al meglio l’immagine qualitativa dei propri prodotti e il legame con un determinato territorio. L’idea di ridurre i danni alcol correlati riducendo il consumo di alcol di per sé è semplicistica, particolarmente pericolosa e incoerente con la politica di qualità dell’UE. Consumare vino con moderazione può essere compatibile con uno stile di vita sano».


Per chi, come noi da queste pagine, vive un rapporto simbiotico con il prodotto alcolico di eccellenza, non possono che compiacere sia le linee guida della Commissione che le immediate risposte di CEEV.


foto: imarksm

Perché? Perché è innegabile la pericolosità dell’abuso di alcol ma è altrettanto vero che l’assaggio consapevole consente di regolarne il consumo in quantità e, soprattutto, qualità.


La nostra stessa mission come spiritoitaliano.net è quella di diffondere la cultura del buon bere e, di conseguenza, del buon vivere perché per noi risulta un inscindibile legame.

E dietro all’ottimo bere, ci sono tantissime mani che investono, lavorano e producono con cura e rispetto del consumatore.


foto: Steve Buissinne

Sono mani di aziende agricole o imprese che a maggior ragione oggi necessitano di costante comunicazione e sostegno per non disorientare il cliente e non indurlo in messaggi ingannevoli.


E quindi ben vengano le regolamentazioni per la salute ma al tempo stesso ben vengano le repentine precisazioni (che non si sa mai…) che porteranno (immaginiamo) sicuramente a ulteriori chiarimenti che coinvolgeranno presumibilmente il mondo scientifico per dimostrare la compatibilità di un consumo moderato con uno stile di vita sano e al tempo stesso salvaguardare gli interessi di chi lavora seriamente, con passione e tanto sudore.


foto: Ernest_Roy

Perché c’è vino e vino, c’è distillato e distillato, c’è alcol e alcol, c’è consumo e consumo nocivo.

Chiederemo un approfondimento anche al nostro cardiologo di redazione Angelo Placci appena si libererà dai suoi mille impegni, intanto…

Salute a tutti noi!



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fonti: Commissione EuropeaComité Européen des Entreprises Vins

©spiritoitaliano.net – 2020



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Paolo Bini è giornalista iscritto all’Albo Pubblicisti; si è laureato in Informatica all’Università degli Studi di Firenze, città dove è nato nel 1971. L’amore per la storia, il gusto e la cultura enoica toscana lo portarono, a fine anni ʼ90, a intraprendere percorsi verso la conoscenza del vino. Oggi è sommelier professionista, degustatore ufficiale e relatore per Associazione Italiana Sommelier per cui svolge docenza ai corsi toscani e fuori regione per la formazione dei futuri sommelier AIS. Scrive e collabora per riviste generaliste e di settore, è anche chocolate taster per Compagnia del Cioccolato, assaggiatore e relatore per ANAG, l’associazione italiana vicina al mondo dei distillati. Curatore editoriale per spiritoitaliano.net.